La libellula bianca…

lo sguardo del Papa su Roma per l’ultima volta.

libellula

Carissimi amici miei, la stanchezza, la paura di perdere del tempo prezioso, di non essere più in grado di gestire gli articoli, mi ha allontanato dal blog. Ma, come spesso succede, ho nostalgia dei vostri commenti, delle vostre riflessioni; così timidamente, dal mio rifugio di Montefalco, riprendo questo piacevole confronto.

In questa domenica, come molti di voi, mi sento più sola. Il Papa, come aveva già annunciato, ha lasciato il suo incarico e si è ritirato momentaneamente a Castel Candolfo, lo abbiamo visto sereno benedire i fedeli che gremivano Piazza San Pietro per il saluto di commiato. Ammetto che vedere tanta gente in Piazza San Pietro e sentire suonare a festa tutte le campane del mio paese mi ha commosso, il racconto televisivo e visivo è stato un racconto di un uomo intimo verso un vuoto che difficilmente sarà colmato. Nello stesso tempo mi ha turbato il pensiero che ormai l’ex Pontefice, Benedetto XVI, benché spogliatosi dell’abito, del suo anello e delle sue scarpe rosse, continuerà a essere marcatamente presente, forse anche più di prima nei futuri eventi della Chiesa. Ha spiegato Lui stesso che la sua rinuncia non significa abbandonare la Chiesa ma servirla in modo diverso, un atto di grande umiltà a servizio della Chiesa, un progetto di rinnovamento che tutto il mondo aspetta con fiducia e speranza.

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Il mondo a colori

Alighiero Boetti - Copia

Questa mattina mi sono svegliata ed ho pensato che oggi devo porre più attenzione alle piccole cose che mi rendono la vita più leggera, leggere un libro per esempio, scambiare un messaggio con gli amici su un argomento che m’interessa, uscire per incontrare una vecchia e cara amicizia, tutto questo forse si chiama “entusiasmo per la vita”.   Magari si riesce a vedere il mondo a colori, chissà!

Semplicità

Semplice è il profumo del pane,
la goccia che scivola
s’un petalo di rosa,
il pianto di un bimbo nel cuore della notte
e la voce che sommessamente lo consola.

Semplice è il richiamo del merlo
che ti sveglia all’alba
da un sogno troppo lungo,

il primo raggio di sole
che scappa dal giorno
e si posa sul cuscino

Semplice è l’attimo
che ti coglie impreparato e stanco
lasciandoti un respiro,
un brivido,
un pensiero che riaccende un sorriso
nascosto tra le labbra,
tra le rughe del viso.

Semplice è l’Amore
di tenerezza ricamato
quello vero,
quello intriso di pianto non voluto,
antico o appena nato.

Semplice è la mia strada
che percorro ogni giorno
cercando semplicità.

                                                         Patrizia

 

 

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Gennaio,tempo di speranza.

gennaio1Gennaio tempo nuovo, tempo di speranza, di stimolo vitale che è la vita stessa che ci spinge ad andare avanti, sperando che il tempo che ci aspetta sia migliore di quello passato, questa è  una delle ragioni per cui l’intera umanità continua a stare al mondo. L’anno passato 2012, ci ha lasciato un Paese più povero, ma è un’Italia che si sta riorganizzando facendo ricorso a tutte le sue risorse, che crede e soprattutto spera in un tempo migliore. Ho voluto postare parte della poesia di Giacomo Leopardi che così bene parla della speranza dei tempi nuovi…

 
                  Dialogo di un venditore di almanacchi
                                       e di un passeggere
 
Vend. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Pass. Almanacchi per l’anno nuovo?
Vend. Sì signore.
Pass. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Vend. O illustrissimo, sì, certo.
Pass. Come quest’anno passato?
Vend. Più più assai.
Pass. Come quello di là?
Vend. Più più, illustrissimo.
Pass. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Vend. Signor no, non mi piacerebbe.
Paas. Quanti anni nuovi sono passati dacchè voi vendete almanacchi?
Vend. Saranno vent’anni, illustrissimo.
Pass. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Vend. Io? Non saprei.
Pass. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Vend. No in verità, illustrissimo.
Pass. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Vend. Cotesto si sa……….
                                                          
                                                                            Giacomo Leopardi
 

 

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Il voto di wordpress

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog. Mi piace che anche i frequentatori abituali vedano quali sono stati gli articoli e i commenti postati durante l’intero anno. Devo a voi i successi riportati, vi ringrazio come sempre 🙂

Cliccate al centro dell’immagine!

Ecco un estratto:

Sono state presentate 4.329 film entro il 2012 al Festival di Cannes. Questo blog aveva 18,000 osservazioni per il 2012. Se ogni vista è un film, questo blog sarebbe power 4 Film Festival

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Happy New Year

Roman

Auguri di serenità a voi tutti e che il nuovo anno vi porti solo

giorni di gioia.

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Vino “sacro”…di Giulio Salvatori

     vinoLe campane chiamavano i fedeli alla Santa Messa. La piazza della cittadina pullulava di gente: tutta ben vestita, elegante che a piccoli gruppi varcava la soglia della chiesa;le signore si scambiavano i complimenti per gli abiti che indossavano o per la pettinatura che avevano cambiato per l’occasione. Guardavo incuriosito il ripetersi continuo di questi atteggiamenti ridicoli. Buon Natale , Buon Natale ! Un augurio detto così con poca convinzione, senza calore.

      Il sole era alto nel cielo ma veniva giù dalle Apuane una brezza pungente .Ai lati della porta della chiesa una giovane donna avvolta in una mantella marrone, seduta sopra una cassetta , teneva sulle ginocchia un piattino vuoto:una sciarpa nera avvolta attorno alla faccia,lasciava appena intravedere due occhi penetranti e tristi. Mi guardò intensamente, contraccambiai e abbozzai un timido sorriso. La campanella suonata con gioia da qualche bimbo avvertiva l’inizio della Messa: entrai anch’io.

     Quanta gente, non vi erano più posti a sedere, mi appoggiai al muro e guardavo i chierichetti intorno all’altare: anch’io facevo il chierichetto, mi rividi per un attimo con le ampolline in mano, quella del vino e quella dell’acqua. Quando versavo il vino nel calice, il prete aspettava calmo, quando versavo l’acqua, alzava subito la mano come per dire:basta. Aveva ragione, diceva mio padre che l’acqua porta via i ponti.

     I preti usano un vino molto buono: quante volte glie l’abbiamo bevuto, insieme agli altri amici, ci inzuppavamo le ostie, poi, perché non si accorgesse, lo allungavamo con acqua .Ci rimediavamo sempre qualche tirata d’orecchi. Mi misi a ridere.

     No! Non potevo stare in quella calca, mi mancava l’aria, troppi profumi si mescolavano all’incenso, non aspettai neppure l’Omelia. Varcai la soglia e respirai a lungo aria pulita. La donna era ancora seduta al lato dell’ingresso sulla solita cassetta di legno:si era messa con le spalle al muro per proteggersi dal freddo.

     Aspettai che uscissero le persone, ero curioso di vedere quante mani si sarebbero allungate verso il piattino di quella donna:poche, molto poche. Amareggiato, andai al vicino bar, ordinai un cappuccino e una pasta. Presi anche alcune bustine di zucchero e mi avviai con passo svelto verso quella donna, non c’era più. Riportai il tutto al barista che non capì: pagai e tornai con tanta amarezza a casa.

                                                                              Giulio Salvatori di Basati

Quale modo migliore potevo trovare, per contraccambiare i numerosi e graditissimi auguri di Buon Anno, se non quello di farvi ascoltare Giulio nel brano “ Concerto alla Luna “. Il concerto si è tenuto prima di Natale presso il Teatro delle Scuderie Granducali di Seravezza a favore del restauro della Cappella della Pieve Romanica.

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           Affresco di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco d’ Assisi

Il presepe di Greccio    Dal mio cuore giunga a tutti voi l’augurio per un

           sereno Natale ricco di pace e serenità.

Pubblicato il da luciabaciocchi | 23 commenti

A che ora é?

Fine-del-Mondo-Maya-2012Poche ore ci separano ormai dal 21 dicembre 2012, giorno della prevista fine del mondo secondo il calendario Maya. Spero che  molti di voi aspettino questa profezia con ironia e leggerezza, cè anche chi prende la cosa sul serio e per paura organizza appositi viaggi e corsi sopravvivenza.

Nessuna spiegazione scientifica avvalora questa teoria, pur rispettando la storia dei Maya fa sorridere pensare cosa avrebbe voluto significare per un popolo così antico la fine del mondo.

Diversamente io vorrei parlare del futuro, del nostro, del vostro, di cosa veramente abbiamo paura, che cosa aspettiamo che accada. Il presente non fa sperare nulla di buono, cosa vorremmo per noi, per le famiglie della nostra comunità e soprattutto per i nostri figli?

In questo momento ho una visione della vita piuttosto negativa e mi resta difficile immaginare un futuro sereno e pieno di cose buone, vorrei sapere da voi cosa pensate in merito.

Vogliamo iniziare?

                                                                      

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Piccolo Uomo…

Ancora una riflessione di Giulio Salvatori

     STELLENon sono  psichiatra  né psicologo, i miei studi non ebbero seguito:le mie braccia servirono a tirare avanti il carretto della famiglia . Mio padre non aveva più la forza di sfornare il pane necessario per la covata . Ho una laurea però, alla quale tengo molto:l’ho strappata sui banchi di prova della vita. L’ho conquistata , e come me tanti della mia età nati ai piedi delle Apuane,  con il sacrificio e col sudore : posso dire che  racchiude tanti particolari , tanti segreti, tante esperienze tanti vocaboli che non si trovano scritti in nessun libro scolastico. Mi rimane difficile guardare questo mondo tecnologico dove i nipoti giocano con strumenti diabolici che allontanano dalla realtà,dalla quotidianità,dalle cose semplicemente belle.

     Non voglio fermare il progresso, chi sono io? Se non un piccolo uomo  che mal s’adatta alla vita frenetica del ventesimo secolo dove le parole riflessione, educazione, rispetto …sono sparite o si sentono raramente ?Forse la piccola quercia comincia a perdere qualche ramo, la linfa non raggiunge più le estremità e quindi si seccano alcune parti esposte alle brine dell’inverno. M’accorgo che neanche a primavera le  foglie non sono più tutte verdi,hanno perso quel colore vivo, intenso, ma non ci faccio caso e continuo ad camminare:la gamba e il passo sono ancora forti.

     Noi uomini dei monti, non abbiamo sempre i sentieri pianeggianti, non ci preoccupano le asperità e non ci s’accorge neanche che si sale fino a raggiungere la vetta. Si conoscono  le brezze e i venti buoni che spazzano le nubi;dietro ad uno sguardo rude e un atavico silenzio, si nascondono canti che sono inni alla vita. Si reprimono e si nascondono le lacrime girando il capo nel gesto di soffiarci il naso.

     Ricordo sempre le raccomandazioni di mio padre, il mio babbo, soprattutto quando era stato un po’insieme a Bacco, si prillava una sigaretta di trinciato forte e diceva :-

“Bimbo ! Cammina sempre a testa alta e goditi la vita, perché di là, non si sa cosa ci sia, non è mai ritornato nessuno”.Parole che racchiudevano un infinità di concetti di cui ne ho sempre fatto tesoro..

      Genitori che con grandi privazioni ci hanno cresciuti indicandoci i percorsi della vita, questa  va vissuta raccogliendo tutto quanto essa ci offre,non credo al detto :- “…e ciò che in vita tu seminerai , dopo morto raccoglierai …” No! Queste sono cose per i credenti ch’ io invidio per il loro vivere sereno nella Fede. Mi garba di più il detto dei cavatori :- Meglio un uovo oggi che una gallina domani.

      Non so perché ho scritto queste riflessioni sconclusionate,forse avevo un po’ d’inchiostro nella penna e dovevo consumarlo prima di buttarla via ? Leggete quello che vi pare, dopo buttate tutto nel cestino:qualche cosa di buono ci sarà no?

Dicembre 2012                                                              Giulio Salvatori di Basati

 

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Sogno

SognoSOGNO
Ho trovato un sorriso sul cuscino
l’ho respirato…
sapeva di vita.

Eri tu
nel riflesso del sogno.
tu che come allora, ci sei
tu che mi riprendi quando mi perdo
e mi ricordi che sono sempre io

che quando rido o piango
quando sto bene o sto male
sono sempre
per te
una persona speciale

Come allora mi hai avvolto in un abbraccio
mi hai preso le mani
ripetendo in un’eco
-Ti prego, non cambiare
sii ancora una persona speciale
fa che ancora io ti possa curare-

S’è fatto calmo il respiro
hai sciolto l’abbraccio
-Devo andare
ma tu…continua ad ascoltare.

Ringrazio di cuore l’amica Patrizia per questo graditissimo regalo.

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