Gennaio,tempo di speranza.

gennaio1Gennaio tempo nuovo, tempo di speranza, di stimolo vitale che è la vita stessa che ci spinge ad andare avanti, sperando che il tempo che ci aspetta sia migliore di quello passato, questa è  una delle ragioni per cui l’intera umanità continua a stare al mondo. L’anno passato 2012, ci ha lasciato un Paese più povero, ma è un’Italia che si sta riorganizzando facendo ricorso a tutte le sue risorse, che crede e soprattutto spera in un tempo migliore. Ho voluto postare parte della poesia di Giacomo Leopardi che così bene parla della speranza dei tempi nuovi…

 
                  Dialogo di un venditore di almanacchi
                                       e di un passeggere
 
Vend. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Pass. Almanacchi per l’anno nuovo?
Vend. Sì signore.
Pass. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Vend. O illustrissimo, sì, certo.
Pass. Come quest’anno passato?
Vend. Più più assai.
Pass. Come quello di là?
Vend. Più più, illustrissimo.
Pass. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Vend. Signor no, non mi piacerebbe.
Paas. Quanti anni nuovi sono passati dacchè voi vendete almanacchi?
Vend. Saranno vent’anni, illustrissimo.
Pass. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Vend. Io? Non saprei.
Pass. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Vend. No in verità, illustrissimo.
Pass. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Vend. Cotesto si sa……….
                                                          
                                                                            Giacomo Leopardi
 

 

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21 risposte a Gennaio,tempo di speranza.

  1. Nives ha detto:

    Bellissima poesia, colma di saggezza! Perchè..pur guardando al passato, invita a proiettarsi verso il futuro…col cuore colmo di speranza!
    La vita che possediamo è un soffio, un’occasione unica, un diritto acquisito…da non sprecare, svilire, banalizzare, bruciare, sopportare….
    Ogni nostro istante di vita è per farci essere nella nostra pienezza…..che spesso giace imprigionata mentre aspetta, aspetta….i tempi, le ragioni, le logiche del nostro io adulto, che dimentica che siamo anche cuore, sensibilità, corpo, spiritualità……
    Indipendentemente dall’età, dalla salute, dalla povertà o ricchezza….occorre fischettare all’uscio, come mio padre contadino…sicuri che dopo l’inverno, viene sempre primavera.
    Un grandissimo abbraccio
    Nives

  2. sentimental ha detto:

    Spreanza , Destino, Illusione, tutto è buono per consentire ai Nostri giorni di vivere cercando di
    dare un senso a questo viaggio
    Serena Epifania con abbraccio
    Senty

  3. luciabaciocchi ha detto:

    Anch’io,come Franco, ho in mente un’età passata, piena di ricordi scintillanti, spesso solo immaginati o imbelliti dal tempo che passa. Ci consola pensare a quando eravamo giovani, quando eravamo belli, quando avevamo un futuro lungo davanti a noi, quando ogni giorno racchiudeva una novità, una speranza che non deve mai morire.
    Oggi, “Non c’è nulla da dire, c’è solo da essere, solo da vivere”, come disse Piero Manzoni
    Buona Epifania amici carissimi! 🙂

  4. franco muzzioli ha detto:

    Caro Pierperrone poeta ed affabulatore …è tutto vero ciò che dici , ma il passato è ieri ? Vent’anni fa ? Cinquant’anni fa ? Queste foto più o meno sbiadite che ci picchiamo di guardare e che hanno tracciato il presente e che ci hanno fatto essere ciò che siamo , sono la realtà o sono l’interpretazione di una “nostalghia” o di una immaginifica proiezione dell’attuale?
    Sono i nostri ricordi o le nostre cicatrici ? Ma la cicatrice non è il taglio ..è una memoria tangibile di quello che ne rimane.
    Vivo il passato con la dolce e nebbiosa volontà dei sentimenti , ricordando così chi mi ha lasciato …….e per me è il modo migliore di vivere il presente.
    Per il futuro…fra un secondo ? ….Fra un’ora ?….Ma ! Sarà quel che sarà…personalmente afferro l’attimo.

  5. pierperrone ha detto:

    Sai, Lucia, io penso di essere una persona fortunata.
    Come il venditore di almanacchi che hai citato, non saprei indicarti un anno da … copiare, da prendere a modello per quello nuovo che entra (che è entrato).
    Ma non perchè abbia rimpianti per il passato; o almeno, non tali da farmi vedere negativamente la vita vissuta.
    Nessun anno cancellerei dalla mia biografia (chissà, se mai completerò le pillole che sto … versando sul nuovo blog?), neanche uno, neanche quello/quelli più neri (come a tutti, non mancano neanche quelli neri).
    Ma, intimamente, sento che anche nel più nero dei giorni è nascosto il seme del domani.
    E, per quel domani, non posso (non posso!) che desiderare il meglio, il bello, ciò che desidero!
    Potrei mai chiudere il cuore al domani ed essere certo davvero che il domani sarà nero come il nero di quell’oggi così nero?

    Se la risposta fosse si, allora sarebbe davvero bene chiudere oggi il conto dei giorni.
    Se il domani non fosse aperto alla speranza, ci sarebbe spazio solo per morire.
    Credo che anche un condannato nel braccio della morte la pensi così.
    Non ci sono alternative.
    Almeno, io la penso così, sono fatto così, per dirla meglio.
    E quindi, non riesco a far altro che credere che il domani sarà migliore.
    Lo vedo come una boccata d’aria pulita, come un colore nuovo, ancora da scoprire…
    Certo, so bene che nelle pieghe di quel domani – come in quelle del tempo vissuto – si nasconde il dolore, la sofferenza, la morte …l’ho vissuto anche io, nella vita. Da figlio, non da coniuge. Ma lo conosco.
    E nonostante il dolore, non sono cambiato, in questo modo di vedere il domani.

    Una volta, in brutto ieri, passato diversi anni fa, mi fece luce un pupazzetto augurale che portava un cartello attaccato sopra un bastone.
    Diceva “Cento di questi giorni”.
    Una mattina, nel più nero dei cieli, guardai il cartello appeso al bastone che portava il pupazzo.
    Me lo aveva regalato la mia fidanzata di allora (perduta in qualche angolo della memoria).
    Non potei evitare di sentire sulle carni la staffilata del richiamo della vita.
    Cento di questi giorni!
    Che, forse, questo di oggi, è l’oggi del dolore più nero di tutti?
    Lo può pure essere per me.
    Ma non potranno pesare, altri cento giorni così, sulla mia vita impedendomi di vivere appieno.
    Lo so, ero ragazzo.
    Ventuno, ventidue anni.
    Ma un ragazzo già molto adulto (e non ancora abbastanza maturo).
    A quell’età la vita ha uno spazio più … infinito che mai!
    Ma quel cartello aveva ragione, Lucia.
    Cento altri di questi giorni non valgono mai la fine definitiva di tutto.
    C’è sempre una ragione in più per attendere il cento-unesimo.
    E gli altri dopo di quello.

    Questo mi ha fatto ricordare questo tuo post ed il dialogo del venditore di almanacchi.
    Scusami se mi sono permesso di entrare in un tono così confidenziale, con un ricordo così personale.
    Mi scuso con tutti.
    Ma è per cose come queste che mi sento di essere un uomo fortunato.

    Un abbraccio e buona domenica.
    Piero

  6. ili6 ha detto:

    In un aspetto non concordo: non è vero che bisogna buttare via tutti gli anni indietro perchè sono stati tutti peggiori,. Giusto pensare al cambiamento, all’innovazione, alla crescita,alla ripresa ma non limitiamoci a guardare solo al precedente decennio politico perchè noi tutti di anni belli ne abbiamo avuti e tanti anche. Se solo ci fermassimo un attimo a pensare di essere stati una generazione che non ha conosciuto la guerra e la fame (quelle vere) e che ha avuto una enorme crescita economica e tecnologica che ci ha regalato mille comodità.(e mille pretese)…qualcuno ricorda quando il letto si riscaldava col braciere?

    • lucetta ha detto:

      Me lo ricordo molto bene, sono nata nel 1945. Quante pretese in meno , quanti sacrifici in più…..eppure si era contenti ugualmente, ci si accontentava di poco.

  7. franco muzzioli ha detto:

    Sì Lucia ..la vita è comunque …una cosa meravigliosa ! Anche solo per un attimo ,quando dalle tue finestre puoi vedere un alba od un tramonto ,sentire il canto degli uccelli ,o vedere un cielo stellato.

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Con l’anno nuovo tutti noi vorremmo avere una vita nuova, forse diversa da quella vissuta fino ad ora, grandi propositi di cambiamento, che spesso restano tali. I tempi sono difficili abbiamo bisogno di una vita diversa, ogni inizio anno siamo soliti fare buoni propositi, ma più delle volte restano tali. L’unica cosa certa che possiamo fare è avere fiducia che le cose possano cambiare, ci dobbiamo rimboccare le maniche e dare ognuno il proprio contributo, cambiando il proprio stile di vita e scegliendo una classe politica diversa. Abbiamo bisogno di respirare e pensare cose nuove e passate, di stare insieme agli altri e con noi stessi, ci basta poco, abbiamo bisogno di cose giuste e buone, perché aver preteso il troppo è stata forse la nostra rovina. Da domani, da oggi, un’altra vita, la nostra vita, perché come dice il poeta: “E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?”

  9. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Sì, speranza, speranza, speranza e ancora speranza. Per tutti i motivi che vogliamo metterci. E auguri a tutti.

  10. franco muzzioli ha detto:

    Al destino non credo ,perchè se qualcuno ha scritto per ognuno di noi quello che ci deve accadere ……dove stà il libero arbitrio……poi che ingiustizia !!!!
    La speranza non costa niente e forse aveva ragione il venditore di almanacchi ….si spera sempre che il domani sia migliore……se non altro deve ancora arrivare …..e chi ha avuto ..ha avuto …ha avuto….chi ha dato …ha dato….ha dato…..scurdammoce ò passato……..

  11. pino vangone ha detto:

    Per il Cristiano invece assume un significato diverso non legato ad un periodo dell’anno ma all’intera esistenza:”la Speranza: è il desiderio che l’incontro con la persona di Gesù, che già ci ha fatto nascere a nuova vita, possa completarsi al più presto, all’epoca della sua seconda venuta, con la risurrezione dei corpi e con la piena instaurazione del regno dell’ “Amore”dove non ci sarà più bisogno, come dice S. Paolo, delle virtù della “Fede” e della “Speranza” perché entrambe già realizzatesi appieno.

  12. pino vangone ha detto:

    “La speranza non è ottimismo
    e non è la convinzione
    che ciò che si sta facendo avrà successo:
    la speranza è la certezza
    che quello che si fa ha un senso,
    che abbiamo successo o meno”.

    (V. Havel)

  13. Patrizia ha detto:

    Ma sai che non la conoscevo questa poesia di Leopardi? Prendiamola come poesia di speranza, anche se…non mi convince completamente…che sia stato quello l’intento voglio dire.
    Comunque sia, cara Lucia, Leopardi o non Leopardi, mai mettere limiti alla provvidenza, come si dice. Perchè in fondo, cosa costa sperare che questo nuovo anno non assomigli a nessun altro, ma sia colmo di qualunque cosa noi riteniamo importante? Sperare non fa male a nessuno, ma credo sia importante tenere le speranze nell’ambito della possibilità reale e che cerchiamo di lavorarci noi per primi. Per come possiamo…
    Un abbraccio

  14. Giulio Salvatori ha detto:

    Penso che Speranza e Illusione vadano di pari passo.Forse, se lo conoscessi, mi aggrapperei di più al destino.Ma siccome non lo conosco, tentenno molto,La speranza , secondo me, ( e che pretendete che vi dica un maledetto toscano?) La Speranza, il Destino, la Fede…sono appigli invisibili che ognuno di noi si costruisce.Guai se non ci fossero questi miraggi.Vi immaginate che vita piatta? E siccome non costa niente -Sperare in qualche cosa di meglio- basta accarezzare i fiduciosi i nostri buoni propositi.Del resto:- La speranza è l’ultima a morire no?

  15. Vito M. ha detto:

    dal fututo ci si aspetta sempre qualcosa di meglio, è la speranza che anima sempre
    quel teorico spartiacque che è il passaggio tra un anno all’altro.
    Buona serata, con amicizia, Vito

  16. Sandra ha detto:

    Il mio carissimo zio mi ripeteva sempre una frase di “Gabriele D’annunzio ” io ho quel che ho donato. Ora due nipoti stupendi ,una figlia ed un genero molto cari sono una valida ricompensa dei periodi neri buttati alle spalle .un caro saluto LUCIA

  17. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  18. Rebecca ha detto:

    Io sono stata cresciutta da due genitori amorevoli, nonostante mi hanno insegnat di risparmiare e di vivere consapevole. Devo dire che io non aveva tante cose come gli altri bambini, ma i miei mi hanno amato. Grazie a loro oggi sono capace di vivere con pocco, e sopratutto sto bene, perchè ho un marito meravigliso e a casa mia c’è l’amore in abbondanza.. come nei tempi della mia infanzia.. si i miei erano poveri ma riccchi d’amore e questo e quello che io trovo neccessario per questo nuovo anno.. dobbiamo dare al amore il giusto valore.. Pif♥

  19. in fondo al cuore ha detto:

    In fin dei conti ci accontentiamo di poco……nasta solo che ci consentano di vivere degnamente….. un caro saluto Lucia!

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