Due per uno…

Sicuramente meglio due baci che uno!!!

     Amo da sempre il Cioccolato Perugina, sono cresciuta facendo merenda con pane e cioccolata Luisa, spero che molti di voi la ricordino. Conservo questa scatola anni ’50, dove mia zia Maria custodia gelosamente i fili da ricamo.

     Conosco bene tutte le vicende di quest’azienda, la sua crescita e le alterne vicende che negli anni hanno trasformato questo marchio, conosciuto in tutto il mondo per i famosi Baci, in un logo simbolo degli innamorati. Ora il gruppo Nestlè, da anni proprietario dello stabilimento Perugina, ha proposto alle maestranze di questo stabilimento di assumere con contratto di apprendistato i figli degli operai disposti a lavorare 30 ore a posto delle 40 previste dal contratto.

    I sindacati e i lavoratori si oppongono a questa proposta, annunciando scioperi e presidi, tanti anni fa in alcune fabbriche della mia regione era prevista l’opportunità di lasciare il lavoro ai figli: fuori il padre dentro il figlio. Azienda e famiglia ne traevano vantaggio, all’azienda il nuovo assunto costava di meno, la famiglia contenta per aver sistemato il ragazzo. Forse molti lavoratori, vicini alla pensione accetterebbero questa proposta, sistemare un figlio oggi è un problema enorme, forse loro stessi sono figli di lavoratori della Perugina, oggi però non accettano questa proposta.

Ma è giusto, in un momento di crisi così grave rifiutare il principio della trasmissibilità del posto di lavoro, accentando un accordo poco vantaggioso dal punto di vista economico? Chiedo a voi il modello Perugina è da prendere in considerazione?

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16 risposte a Due per uno…

  1. nives1950 ha detto:

    Ciao Lucia carissima…come va? Spero Tutto Bene!
    Ti auguro un sereno Ferragosto!
    Nives

  2. Alidada ha detto:

    ho letto sui giornali le questioni di questo contratto e trovo anch’io che sia un ricatto che va a svantaggio dei lavoratori. Peccato che le cose vadano in questo modo..

  3. franco muzzioli ha detto:

    E’ un vero e proprio ricatto….poi in momenti gravi come questi si può parlare di tutto..ma mi vien da pensare che sia solo un’ inizio e che questo bel giochino venga copiato anche da industrie che problemi non ne hanno…..altro che “baci dell’amore!”
    Un caro saluto a Lucia e ad Angelo…..qui a Montese la comunicazione internet è complicata ….poi con un “bannatissimo” qual sono io …il problema peggiora.

  4. ili6 ha detto:

    Meglio la disoccupazione?
    Penso che in questo particolare momento il problema non siano le 30 o 40 ore e quindi uno stipendio e una pensione futura ridotti (il giovane se troverà di meglio, SE e QUANDO troverà, potrà lasciare per un altro lavoro) quanto invece il solito vecchio e fastidioso discorso della “trasmissibilità”. Così le aziende restano chiuse a chi ha più titoli, più esigenze, più bisogno.
    Un “diritto” strano quello del padre dipendente che lascia al figlio…
    C’è una banca privata nella mia zona che applica il criterio della trasmissibilità da padre in figlio da tempo con una clausola silente e a mio parere vergognosa: il padre lascia la buonuscita alla banca ed entra il figlio. Certo, così gli assicura il futuro e la banca risparmia capitali però è un ricatto bello e buono. Inoltre i giovani laureati e specializzati in scienze bancarie e in economie di mercato che non hanno un padre dietro quegli sportelli e che magari hanno già famiglia e figli da crescere, restano tagliati fuori mentre il rampollo ventenne te lo ritrovi con giacca e cravatta in quegli uffici, incompetente e pronto a sbuffare per il troppo lavoro.

    • nives1950 ha detto:

      Non ho mai sentito parlare del criterio della “trasmissibilità”.
      Anch’io penso sia ingiusta e vergognosa…Un’autentica strumentalizzazione, umiliazione e sfruttamento delle condizioni di disagio e bisogno.
      Cedendo a questi ricatti…si mantiene in vita un sistema davvero triste, che offende direttamente l’uomo.
      Occorre lottare, battersi, difendere… i propri diritti, la propria dignità e quella dei figli!

      Sì Lucia! Sì Libera!…….Due Baci Perugina…sono sicuramente meglio di uno!
      Ma quei “Baci”…devono essere sempre di altissima qualità!
      Altrimenti…TRADISCONO!
      Vi abbraccio

      Nives

  5. nives1950 ha detto:

    Cara Lucia…se posso esprimere il mio parere…io non ritengo DECENTE…la proposta della NESTLE’! Se fossi una sua dipendente, non scenderei a questi “patti”, che altro non servono, che a potenziare i loro affari e giochi di POTERE.
    Io non accetterei e nemmeno protesterei! Difenderei con tutti i mezzi possibili, il mio posto di lavoro! E farei sacrifici enormi per AIUTARE i miei figli….ma NON perchè rimangano nella mia VIA…ma perchè intraprendino la LORO!
    Siamo un Paese unico…per fantasia e creatività. I giovani sono le nostre RISORSE…e sono il FUTURO! Non è possibile, anzi, considero INDECENTE, condizionarli e rinchiuderli in una fabbrica, al posto del genitore! E’ umiliante, castrante, repressivo….
    Dobbiamo credere nei giovani! Ma prima di tutto…dobbiamo farlo NOI GENITORI!
    Credo che non ci si debba svendere mai, per nessun motivo…..e nemmeno il posto di LAVORO. Ma meno che meno…dobbiamo svendere la vita e le potenzialità dei nostri FIGLI!

    Cara Lucia….io credo che NON DOBBIAMO AVERE PAURA….anzi! Perchè è la PAURA che acceca, e conduce al precipizio!

    Un forte abbraccio

    Nives

  6. luciabaciocchi ha detto:

    Mi ha fatto piacere leggere che molti di voi non trovino questa proposta una soluzione completamente a sfavore dei lavoratori. In un momento di grave crisi economica e non solo, la solidarietà è una delle risorse maggiori, non è sopportabile lo squilibrio tra chi ha troppo e la disperazione di chi ogni giorno non riesce ad andare avanti, lavorare di meno per lavorare tutti, si chiede di rinunciare a una parte minima di stipendio per inserire giovani nel mondo del lavoro. Vedo in questa protesta un desiderio di guadagno e di avere sempre di più, forse i lavoratori degli anni ’60 avrebbero accettato questa soluzione senza pensarci troppo, i sacrifici a quei tempi non pesavano così tanto, si mirava ad assicurare un avvenire ai figli, migliore sicuramente di quello dei padri.
    Un caro saluto a tutti! 🙂

  7. Sandra ha detto:

    Grazie dei saluti Lucia ,di .Montefalco ho ricordi molto belli ,noon parliamo della Perugina e dei suoi baci si puo’ dire che abbiano accompagnato lanostra vita.Ora si spera che un accordo possa far continuare l lavoro e la fabbrica continui a funzionare .Io nn so i termini precisi ,ma chiudere si e’ sempre in tempo ed e’ sempre doloroso.ciao

  8. fausta68 ha detto:

    Così come stanno le cose io penso che non sia sbagliato accettare, non sarà una visione a lungo raggio ma come si dice “meglio un uovo oggi” visto che “del doman non v’è certezza”….
    Buona domenica Lucia! (Mi hai fatto venire l’acquolina in bocca con questi ricordi cioccolatosi!!!)

  9. lucianaele ha detto:

    In questo particolare periodo, l’idea non mi sembra da buttare…….
    Buona domenica,
    Luciana.

    P.S. Adoro i Baci Perugina….

  10. popof1955 ha detto:

    Sai qual è il problema Lucia? E’ nei prossimi tre anni da lavoro si esce solo morti o esodati. Lavorare a 30 ore settimanali per di più fa abbassare la pensione futura, che la si va a prendere, nel migliore dei casi tra tre anni, in quanto ora servono 42,10 ,mesi per averne diritto e non per intero, ma con l’1% di penale per ogni anno che manca al compimento dei 68 anni. Insomma che proposte fa la Nestlé?

  11. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Il cuore direbbe sì. La ragione così così. Ma non se ne farà nulla a meno che i lavoratori della fabbrica condividano l’idea fortemente e si facciano sostenere dai sindacati

  12. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  13. penso che in periodo di crisi non si debba scartar nulla…..

  14. in fondo al cuore ha detto:

    Non sapendo i termini precisi……non mi sembra una cattiva idea….come inizio, non capisco perchè non venga accettata,,,,,io lo farei, buon sabato!

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