Ci vuole un albero…

Gli alberi non tradiscono, non odiano, irradiano solo felicità e amore. Ecco perché l’uomo stando vicino agli alberi, avverte una corrente positiva e rigeneratrice.” (Romano Battaglia)

                                                                       Questa mattina mi sono svegliata con il proposito di riprendere la vita di sempre, anche se il pensiero torna ai fatti dolorosi successi negli ultimi tempi, sì, perché sembra che occuparsi del quotidiano, delle necessità incombenti abbia un valore irrilevante rispetto a quello che leggi o ascolti, le preoccupazioni anche piccole s’ingigantiscono e ci lasciamo prendere dall’ansia.

 Aspettando che la terra finisca di tremare, ho pensato di dedicarmi alla scelta delle piante da mettere a dimora nel piccolo giardino della mia sospirata casa. Forse non lo ricordate ma molto tempo fa, vi avevo raccontato della ristrutturazione della mia casa nativa.

Ora i lavori stanno giungendo al termine, sono stati eseguiti a regola d’arte ma, la casa nel suo nuovo aspetto ha perduto anche un po’ della sua storia, sembra nuda, cerco di trovare qualcosa che mi leghi al passato, difficile trovarlo.. Nel piccolo giardino, un grande pino occupava una posizione centrale, proiettando una grande zona d’ombra, era stato messo a dimora da mio nonno Ernesto  quando era nato il mio papà, quando è stato tagliato, per permettere l’installazione della gru, è stato per tutti un dispiacere e così per il noce, nato spontaneamente anni fa e lasciato crescere in maniera disordinata. In questo periodo, una bordura di fiori bianchi profumatissimi, i petti d’angelo, ricopriva la recinzione esterna, piante di rose legnose e contorte fiorivano copiosamente in maggio.  In un angolo spiccavano i fiori rossi di un melograno, che all’inizio dell’estate ci regalava dei gustosissimi frutti che in cucina venivano utilizzati in tanti modi, pianta e frutti considerati in famiglia come talismani contro le avversità. In un angolo abbiamo già predisposto uno spazio per mettere a dimora una nuova pianta, è da giorni che sto pensando alla scelta, come il solito sono sempre indecisa; mi piace forte, duratura negli anni, che rappresenti anche il mio territorio e la mia storia, ho pensato al Leccio, una pianta mediterranea antichissima.

  Pianta molto diffusa in Umbria, considerata sacra, perché amata da San Francesco, abbonda nei conventi e nelle Macchie. Con questo gesto, vorrei poter trasmettere un messaggio forte e positivo a chi abiterà la casa dopo di me, un tramite tra le generazioni, che evocasse ricordi e qualche nostalgia. Un albero dove trovare rifugio e conforto, insomma, il nostro albero!

 

  

 

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33 risposte a Ci vuole un albero…

  1. sonoqui ha detto:

    Ciao Lucia, un caro saluto pomeridiano
    Un abbraccio
    Gina

  2. pino vangone ha detto:

    Lucia! non sempre le soluzioni di ripiego sono le più brutte, mi sembrano proprio adatte queste poche righe tratte dalla rete da: “Studiare la storia di ieri… per non essere indifferenti oggi (Classi V A e V B anno scolastico 2005/2006) di imprecisato istituto
    “Gli alberi della pace
    Il ramoscello d’ulivo è un segno di pace e armonia. Negli antichi miti greci, Atena, la dea della saggezza e della purezza, diede in dono al popolo di Atene un ramoscello di ulivo.
    Gli alberi d’ulivo impiegano molti anni prima di dare i frutti, per questo l’ulivo è diventato simbolo di pazienza e di una vita lunga e serena.”

    Lucia un caro saluto a te ed al tuo amato marito Angelo.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Pino ti ringrazio per l’elogio all’ulivo, pianta che amo in particolar modo. Nella mia Umbria è un vanto coltivare l’ulivo e produrre l’ottimo e pregiatissimo olio, la mia scelta non sarà un ripiego, spero di avere ancora abbastanza vita serena per poter raccogliere i frutti di questa pianta.
      Con rinnovata amicizia
      Lucia

  3. luciabaciocchi ha detto:

    Eccomi di nuovo qui, tre giorni a Montefalco, a decidere, scegliere cosa piantare in questo piccolo giardino. Fatto il sopralluogo, sono venuti fuori mille problemi, sembra facile mettere a dimora delle piante ma, non è per niente così. Primo punto, quanto spazio si ha disposizione? Le piante nelle vasche non durano a lungo, quelle a terra devono avere spazio e nutrimento a sufficienza, la scelta dipende anche dal terreno; il mio è pieno di detriti della demolizione, il leccio non va bene, il tiglio neanche, sicuramente l’ulivo, come suggerito da Popof. Ora dobbiamo preparare lo spazio, sul fondo una base di sassi farà da drenaggio, poi un terreno ricco di humus e concime permetterà l’attecchimento, il resto lo farà l’amore e la cura che gli dedicherò durante l’estate, perché ho per carattere la disposizione dell’anima a prestare attenzione alle cose che amo e che ho intorno.
    Un saluto affettuoso agli amici
    Lucia

    • nives1950 ha detto:

      Sembra che l’albero….sia lì per educarci! E’ vivo e…da radicato e sempre fermo…spazia il cielo più dell’uomo. Cerca luce, calore, freddo e caldo, e acqua….E dona vitalità, aria pura e quant’altro…in un gioioso scambio e recipricità immensa!

      Un caro affettuoso saluto

      Nives

  4. ili6 ha detto:

    Che bello questo post! carico di sensibilità e d’affetto per questa tua valorizzazione e costante ricerca del passato che ti è tanto caro. Il leccio andrà benissimo, è un albero elegante e forte, che parla della tua bella terra natia e che continuerà a parlare di te, di voi ai posteri.
    Godi tutto con gioia e serenità. Un grande abbraccio,
    Marirò

  5. franco muzzioli ha detto:

    Nel giardino della casa di Modena ,non essendo tanto grande, ho pensato di effettuare due “quinte” che dessero una prospettiva piacevole ,senza mettere piante troppo alte ,perchè luce e sole sono importanti
    Ho realizzato da un lato la siepe delle piante “rustiche” : un tasso alto circa quattro metri ai piedi del quale ho messo un bel cespuglio di “pungitopo” ed un ampio cespuglio di aucuba ,che fa piacevoli bacche rosse.ovviamente sono degradanti in modo che dalla casa si abbia l’esaltazione della prospettiva.
    Dall’altra parte il cespuglio delle piante “odorose”, composto da un alloro alto circa tre metri (a cespuglio) ai piedi del quale ho messo una nandina con frutti rossi a grappolo , un pitosforo nano, un bosso, un erica arporea (tutte decrescenti). Verso terra un grosso cespuglio di salvia, uno di lavanda , uno di menta, uno di timo, uno di maggiorana e uno di origano.
    Sono tutte (o quasi) ,piante sempreverdi, dandomi la possiblità anche d’inverno d’avere un piacevole contatto con le piante .

    • luciabaciocchi ha detto:

      Ringrazio Franco per i suggerimenti e per aver evidenziato l’importanza delle piante aromatiche in un piccolo giardino. Avevo già pensato di coltivare, nelle fiorire di fronte alla cucina, un piccolo orto, oggi tanto di moda, volete mettere la soddisfazione di cucinare con il basilico appena colto, del rosmarino per gli arrosti, la maggiorana per i pomodori al forno, il prezzemolo indispensabile per i piatti estivi, il profumatissimo basilico che terrà lontane le zanzare. A poca pochi metri di stanza, nel muro del convento delle monache di clausura, delle bellissime e ormai rare piante di capperi si ricoprono di fiori bellissimi, dovrò affrettarmi a cogliere i piccoli boccioli per conservarli, dopo averli essiccati in piccoli vasi. Aspetto con piacere qualche consiglio dagli esperti..
      Con amicizia 🙂

  6. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Lucia, la natura non si stanca mai di regalarci tutta la sua bellezza. Io che vivo in campagna ne godo quotidianamente profumo, colori e quiete.
    La pianta più bella del Tuo giardino sarà senz’altro: la pianta del ricordo, che sprigionerà
    sempre amore intorno a Te
    Con Amicizia
    Gina

    • luciabaciocchi ha detto:

      Cara Gina, la tua amata Spello è in fermento dall’alba, le strade si stanno ricoprendo di tappeti di fiori, dei veri capolavori, domanimattina all’alba tutto sarà pronto, quasi un miracolo, come quello del Corpus Domini!
      Buon fine settimana
      Lucia

  7. girasole ha detto:

    Cara Lucia, anch’io sono alle prese col mio giardino che ho dovuto rifare quasi completamente. Per fortuna ho avuto l’aiuto di un ragazzo mio vicino, altrimenti non sarei riuscita a farcela da sola. Ci ho guadagnato ugualmente un bel mal di schiena, ma non fa nulla… va bene così, il mal di schiena passerà…
    Per me, meglio il leccio, mi piace tantissimo! Peccato però per quegli alberi che hai dovuto tagliare…peccato davvero.
    Io ho messo una quercia palustris e sto pensando a qualcos’altro da aggiungere ma col terreno argilloso che ho, non c’è molta scelta. Forse il melograno che adoro, mi hanno detto che vive bene anche in questo tipo di terreni.
    Buon lavoro! Spero di vedere qualche foto del tuo angolo di paradiso tra un po’ 🙂
    Ciao

  8. popof1955 ha detto:

    Lo so hai altri ulivi, eppure a me uno da ornamento non dispiacerebbe vederlo nel tuo giardino. Ma ogni pianta è bella, basta che ti parli con le sue ombre e i suoni del vento che s’insinua tra i suoi rami, ti facciano compagnia.
    😀

    • luciabaciocchi ha detto:

      Paolo mi leggi nel pensiero? Questo è il problema, meglio il leccio o un ulivo? Il consiglio di famiglia ha stabilito che la casa non è in campagna, non ha uno stile rustico, è la classica palazzina dei primi del ‘900, meglio il leccio, chissà magari in altro angolo…
      Con amicizia 🙂

  9. espress451 ha detto:

    Vedrai, cara Lucia, questo leccio allieterà il tuo giardino, donando a te e alle tue radici una forza nuova…
    Un abbraccio, Ester.

  10. fausta68 ha detto:

    Bellissimo il leccio! Che ti sia a lungo amico, carissima!

  11. alba morsilli ha detto:

    Chi ha troppo e chi non ha niente. Tu pensi come abbellire il giardino, di una casa lasciata da tuo nonno,ma non hai mai pensato ad offrila a quei poveri terremotati magari con bambini piccoli che si trovano in tenda.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Hai ragione Alba, difficile pensare ad altre cose in questo momento, l’ho scritto nell’articolo, ma la vita continua e sopratutto il mio lavoro ha dato guadagno a tanti piccoli artigiani che ora stanno soffrendo per la grave crisi dell’edilizia. Non mi vorrai far sentire in colpa? Se sapessi quante rinucie per questo restauro!!
      Un saluto
      Lucia

  12. nives1950 ha detto:

    Maestoso e imponente albero il LECCIO! Una quercia forte e alta…eretta, robusta, sempreverde!
    Asilo sicuro per miriadi di nidi! Chissà quanti canti e voli…dalle prime luci dell’alba, al tramonto del sole! Una festa di vita…anche d’inverno.
    Ciao Lucia…salutami la cara Umbria!

    Un abbraccio

    Nives

    • luciabaciocchi ha detto:

      Ciao Nives, il tuo commento mi fa pensare alle rondini che erano solite nidificare nel sottotetto nel lato sud della casa, le aspettavamo ogni anno e puntuali arrivavano a marzo. Quanti viaggi prima che il nido fosse terminato, quanta cura nel deporre le uova e accudire i piccoli, non nego che creavano qualche problema, ma nessuno mai ha pensato di togliere i nidi, ci facevano compagnia, la mattina all’alba iniziavano i loro voli e il loro garrire ci accompagnava fino al tramonto.
      Quanti ricordi…
      Un saluto caro

  13. Fortunata ha detto:

    Un giardino si crea piano piano, bisogna avere tanta pazienza e costanza.
    Fortunata

    • luciabaciocchi ha detto:

      Certo dovrò avere tanta pazienza, aspettare non è la mia virtù, ma so che gli alberi hanno bisogno di tempo e cure per crescere. Quest’estate, mi darai consigli e qualche aiuto, l’importante è tornare presto a Montefalco e trascorrere qualche giorno di serenità!
      Con amicizia e affetto 🙂

  14. sandra.vi ha detto:

    Auguri Lucia, in ogni pianta che metterai a dimora ritroverai il tuo amore per la tua terra, la cura con la quale l’hai scelta ,vi ci ritroverai sempre,e parlerà di te a chi verrà dopo di te.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Grazie Sandra, voglio copiare qui un tuo commento postato in Eldy qualche tempo fa su questo argomento, spero ti faccia piacere:
      “In questo mese di maggio,nel giardino dei miei ragazzi è tutto un fiorire di rose una più bella dell’altra. Ma per me niente regge il paragone della parete coperta da una rosellina di un tenue rosa tea si accentua come si apre, è pienissima di boccioli con piccole lucide foglie,fiorisce fino a giugno e basta, resta il verde. Perché così speciale? Quando durante la guerra 40-45; nell’agosto 45 aerei inglesi distrussero casa e ditta della mia famiglia. In primavera dalle macerie spuntò un virgulto era quella rosa, il mio papà riuscì a salvarla e farne di nuovo una bella pianta. Mia figlia ne volle un pezzo quando venne in Grecia ,attaccò perfettamente ed ora abbraccia tutta la parete come volesse proteggere la casa, a me piace pensarla un dono di papa ai nipoti.”

      Una pianta come simbolo della rinascita dopo la guerra e come traghettatore delle radici della tua famiglia in un altro Paese.
      Un abbraccio che comprende la famiglia e il tuo Paese lontano. 😛
      Aggiungo questo bellissimo che mi hai postato in facebook

  15. liù ha detto:

    Penso che abitare in campagna sia molto bello e rilassante!!Ma abitare nella casa che è stata dei tuoi nonni non ha prezzo! Ho sempre amato il verde e la natura ed il mio sogno sarebbe abitare in una piccola baita in montagna con un’intera parete ricoperta tutta dai miei amati libri !
    So che resterà un sogno,ma se penso a quello che stanno passando i cittadini terremotati
    mi accontento di quello che ho!
    Spero ,spero tanto che questo terremoto in finito la smetta!
    Un caro saluto Lucia carissima 🙂
    liù

    • luciabaciocchi ha detto:

      Abito saltuariamente questa casa, sono ormai distante da molti anni per esigenze di lavoro, ma non ho mai pensato di abbandonarla, ci sono legata in maniera forte, la sua storia è la mi storia. L’ha costruita con le proprie mani il mio nonno, poi si è ingrandita a mano a mano che la famiglia cresceva, ogni componete ha lasciato la sua impronta. Questo restauro radicale ha portato via anche un po’ della sua identità, mi manca la patina del tempo che l’aveva invecchiata come i suoi membri, non trovo più alcuni punti di riferimento, le colonne che reggevano il cancello all’ingresso, il tavolo di cemento realizzato
      dal nonno, che era un artista nell’arte della lavorazione del gesso e cemento.
      Riconosco di essere fortunata ad avere questa proprietà e ho voluto tenerla e sanarla per riconoscenza verso i miei genitori che tanto lo desideravano.
      Un saluto affettuoso 🙂
      Lucia

  16. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Buongiorno cara Lucia, per iniziare sperò veramente che la nostra madre terra si calma un pò, per far tornare anche la serenità ai suoi figli noi essere umani… ogni albero che si pianta e un fratello che ci regala ossigeno.. anche noi pianitiamo ogni anno un nuovo albero nel nostro giardino.. come un ommaggio per la nostra madre terra.. ti abbraccio e sperò che trovi la tua serenità con amicizia Pif

  17. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Ecco, così deve essere, Lucia. Dall’albero si parte per ricominciare. Dall’albero e, in genere, dalle piante risistemate. E dai colori e sapori della campagna. E, se all’inizio, c’è un certo disagio perché non riconosciamo i nuovi assetti, ben presto siamo di nuovo a nostro agio. Buone notizie da te, dunque, Lucia. Con i migliori auguri.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Sicuramente Lorenzo ci vorrà un po’ di tempo per abituarmi a nuovi colori, al nuovo odore, perchè la casa aveva anche un suo aroma inconfondibile, ma cercheò di cogliere il positvo del nuovo!
      Con amicizia 🙂

  18. Giulio Salvatori ha detto:

    Mentre leggevo pensavo come avrei fatto il giardino se fosse mio. A primo acchito ho pensato ad una quercia, pianta secolare , eterna. Il perimetro lo “pitturerei” con del bosso, pianta sempre verde non ingombrante. Negli angoli rose che emergono dalle ortenzie messe a semicerchio.Vedi di trovare uno spazio dove darà un toco di colore , piante di ribes bianco e rosso.Vicino al tavolo, una conda di gardenia per dare il giusto profumo.Io lo vedrei così. Poi, al primo punto, tanta serenità . ( ma quella non si compra ). Il solito maledetto toscano.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Realizzare un giardino come tu hai proposto, per ora è solo un sogno, mi auguro di realizzare una piccola parte dei tuoi suggerimenti molto appropriati, da conoscitore e amante della natura. Conosco benissimo il ribes, ricordo ancora le piante ricoperte di piccoli grappoli di color rosa acceso, disposte in basso filare, acconto ad un altro di uva Pizzutella dagli acini lunghi e dolcissimi…
      Ma questa è un’altra storia..
      Un saluto 🙂

  19. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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