The Family

Anch’io, facendo il verso alle cronache di questi giorni, ho pensato di postare la mia cartellina intitolata The Family, rivolgendovi questa domanda:

Che valore ha la famiglia nel nostro Paese?

Abbiamo sentito per anni affermare la famiglia prima di tutto, a qualsiasi prezzo, al di là di tutto, dovremmo quindi giustificare i comportamenti di alcuni politici che hanno usato i soldi dei contribuenti per comprare un diploma al figlio incapace di superare l’esame di maturità, per comprargli il macchinone, per soddisfare ogni capriccio, la famiglia prima di tutto e in barba a tutto. E’ ammissibile che per la famiglia non si rispettino leggi, che si sperperino soldi altrui, che si infrangano le aspettative di tanti cittadini che hanno dato fiducia ai politici?

Forse a molti non è chiaro il concetto di famiglia. Io, per famiglia, intendo le relazioni affettive tra i membri, alle responsabilità di cura tra le persone che hanno bisogno, al rapporto di fiducia tra le generazioni.

Abbiamo lottato molto per far sì che alcuni diritti fossero riconosciuti, non dimentichiamo che fino a qualche anno fa era ancora in vigore il delitto d’onore, che la violenza sulle donne e sui minori non era perseguita d’ufficio, che ancora non  si prevedeva una seria regolamentazione sui diritti e doveri delle coppie di fatto, per non parlare delle coppie dello stesso sesso. Siamo il paese del family day, siamo la generazione che  crede e difende i valori su cui si basa la famiglia e li ritiene immutabili nel tempo. L’immagine di quella famiglia che i media ogni giorno ci presentano, quella sotto la cui bandiera si commette ogni sorta di abuso e illegalità ai danni dei cittadini onesti, la  THE FAMILY della famosa cartellina trovata nella sede della lega, mi fa orrore e disgusto.

Voi cosa pensate in merito?

 

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42 risposte a The Family

  1. nives1950 ha detto:

    Buongiorno Lucia!
    Ti mando una Poesia che ho ricevuto per posta elettronica, stamattina, da parte di mia figlia. Secondo me è bellissima e può contribuire al tema del Tuo Post sulla Famiglia.
    Un caro saluto
    Nives

    Poesia per le mamme
    Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in
    braccio i loro bambini ammalati dicendo “è tutto a posto tesoro, la
    mamma è qui con te”. Per quelle che stanno per ore con i loro bambini
    che piangono in braccio cercando di dare loro conforto.

    Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito
    nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro
    borsetta.
    Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte
    e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale.

    E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
    Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai.
    E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini. Per le
    madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e
    che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno
    potranno ritrovare in Cielo!

    Questo è per le madri che hanno collezioni d’arte di valore
    inestimabile appesi in cucina.
    Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio
    invece di guardare dal caldo dalla macchina così quando il bimbo lechiede “Mi hai visto, so per niente al mondo !” pensandolo veramente.

    Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata
    disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i
    capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece
    contano fino a 10.

    Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli
    per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che
    avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.

    Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare
    ai loro figli.
    Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le
    sere e poi la rileggono “ancora una volta”.

    Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di
    allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola.

    E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.

    Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli
    maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un
    rubinetto che perde.

    Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente
    quando sentono una vocina chiamare “mamma!” in mezzo a una folla,
    anche se sanno che i loro figli sono a casa – o anche via
    all’università …

    Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con
    il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio,
    per poi ricevere una chiamata dall’infermeria della scuola chiedendo
    di venirli a prendere. Subito.

    Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada
    sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro.
    Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di
    altre madri donando a loro tempo, attenzione e amore.. e che non
    vengono apprezzate !
    Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle
    sanguinare quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di
    verde

    Passa questo a tutte le mamme che conosci. Se lo manderai anche solo ad una persona, dovrebbe fare il giro del mondo entro il giorno
    della Festa della Mamma

    • luciabaciocchi ha detto:

      Bellissimo regalo a tutte le mamme, grazie di cuore Nives 🙂
      Un abbraccio da tutte noi!
      Lucia

      • luciabaciocchi ha detto:

        La mia amica su facebook dice:
        “Di questo scritto mi piace la semplicità delle parole, che riflettono il quotidiano di ogni mamma e di ogni famiglia, ma oggi essere madri è un quotidiano problema e un vivere d’ansia in ogni ora del giorno e della notte, un batticuore estenuante e continuo. Per cui: viva tutte le mamme del mondo, anche quelle mancate!!!!!!!!!!!.”
        Clara Geniale

  2. semplice1 ha detto:

    Cara Lucia…hanno già detto tutto gli altri prima di me, mi resta poco da aggiungere.
    Senza soffermarmi sul valore che la famiglia sana ha..aggiungo che purtroppo, ultimamente, molte famiglie rispecchiano i non-valori, le false-illusioni, i falsi-traguardi…tipici dell’attuale società, che dà massima considerazione all’avere più che all’essere, all’apparire più che al sapere, alla furbizia più che al sacrificio e alla costanza. Le figure “genitoriali” come i “governatori” sono fondamentali…il loro comportamento sarà l’imprinting per i figli e per i cittadini. Genitori seri, responsabili, onesti, coscienziosi, giusti con molta probabilità avranno figli seri, responsabili, onesti, coscienziosi, giusti. Lo stesso discorso vale per la “famiglia” più grande: la società! Se coloro che governano sono ladri, disonesti, prepotenti, incapaci..etc etc … daranno, con il loro esempio, legalità a comportamenti scorretti del popolo.
    Un abbraccio 😉

  3. girasole ha detto:

    Mah Lucia, ho letto i commenti precedenti e li trovo tutti sensati e giusti. Io non so cosa sia diventata la famiglia oggi. Credo ci siano ancora famiglie dove i genitori si preoccupano di educare i figli, ma ce ne sono tantissime che seguono l’andazzo molto più semplice del “lasciar fare”, del dire sempre di sì. La famiglia è cambiata rispetto a quelle della nostra generazione: il materialismo ha guastato molto e le priorità dei genitori sono cambiate. Un po’ per necessità, un po’ per scelta. La priorità non sono più i figli, purtroppo. Li amano certo, ma forse, nel modo sbagliato. Io non voglio dare giudizi pretenziosi, non ho figli, ma in mezzo ai bambini ci vivo. E li vedo…e vedo le loro famiglie.
    In quanto alla famiglia Bossi, non ho molto da dire se non che da veneta, sono felice se questa nostra terra si libererà di tali figure. Per le idee che dichiarono e per questa schifezza che ora, se non altro, forse, li inchioderà.
    Un abbraccio

    • luciabaciocchi ha detto:

      Ancora una bella testimonianza di chi conosce da vicino il mondo della scuola e il difficile rapporto con le famiglie sempre meno attente e presenti alle necessità dei figli, pensando di delegare completamente agli altri la loro educazione.
      Un saluto affettuoso 🙂

  4. strangethelost ha detto:

    Per me la Famiglia è quella in cui si cresce e si ricevono i primi rudimentali insegnamenti di buona educazione ,cosa che ricordo mio padre fece con me ed io con i miei figli!!
    Invece scopro che nelle cosiddette famiglie moderne i figli sono abituati a ricevere sempre consensi anche se vandalizzano una stazione! Per cui come si può cercare aiuto nella scuola se i primi insegnamenti si ricevono o si dovrebbero ricevere in famiglia.La scuola può aiutare ma non fare miracoli!!
    Sulla famiglia Bossi è meglio che non mi esprima potrei diventare scurrile.
    Un caro saluto Lucia.
    Liù

  5. sonoqui ha detto:

    Cara Lucia, la Famiglia di cui tanto e ancora ci riempiamo la bocca , non c’è più, o meglio
    dre… s’è rotta. Per ricomporla non basta solo parlarne e additarla da lontano. Occorre tornare
    alla semplcità degli affetti. A riguardo di Bossi e family, non mi meraviglio più di tanto considerando
    anche il passato (Informarsi) del padre.
    Un caro abbraccio
    Gina

  6. Sandra ha detto:

    Sono lontana dall’ Italia e le notizie che mi arrivano sono sempre peggiori e mi empiono di angoscia : la famiglia, i valori sono scomparsi. Sono d’ accordo con Alba, in parte ne abbiamo colpa, abbiamo cercato di dare tutto ai giovani, per facilitare loro la vita, lastricandogli la strada, non prepararli al fatto che nella vita ci possono essre momenti difficili e tempi duri. Termino con queste parole di Gandhi : un genitore saggio lascia che i figli commettano errori : e’ bene che ogni tanto si brucino le dita.

  7. franco muzzioli ha detto:

    Ieri sera ho visto su Sky un bel film…dal titolo “I ragazzi stanno bene” con Juliane Moore e Mia Wasikowska ..è la storia di due lesbiche “sposate”,che si fanno fecondare artficialmente dallo stesso uomo …ad una nasce una bimba ,all’altra un maschietto.:.. I due ragazzi, giunti alla maggiore età vogliono rintracciare il “padre donatore”, lo trovano e si rendono conto che è una persona meravigliosa che affascina i figli ed una delle due donne .che accetta una relazione carnale con lui “rimanendo però fondamentalmente omosessuale”.
    La cosa, risaputa, sconvolge e destabilizza questo “particolare” menage matrimoniale. .
    I figli pur attratti dal padre ,sentono come loro il nucleo familiare creato dalle due donne ,abbandonando l’appena ritrovato genitore e rimanendo con le due “mamme”.
    MI è venuto in mente un vecchio racconto dell’anatroccolo che uscito dall’uovo vede come prima cosa una ciabatta…e per la logica dell’imprinting,la chiama mamma per tutta la vita.
    Non voglio mancar di rispetto a quella coppia lesbica , ma solo portare alla vostra considerazione che a volte il concetto di famiglia ha ben strani percorsi.

  8. alba morsilli ha detto:

    Chi si forma una famiglia al giorno d’oggi sa che cosa realmente va incontro ? Molti giovani stanno insieme per tanti anni, si sposano e magari dopo due anni si lasciano, perché succede questo?
    forse è anche colpa nostra che ai nostri figli abbiamo cercato di dare il meglio , cioè quello che ha noi è mancato,e loro sono cresciuti con poca responsabilità.
    Formarsi una famiglia significa anche rinunce ed è qui che io vedo in molti giovani la sua pecca,
    avere poi dei figli è un sacrificio che non tutti sono disposti,tanto è vero che non rinunciano a niente si portano i figli ovunque badando ai loro piaceri e molto meno al bisogno del bambino.
    Perché noi nonni nell’era in cui viviamo siamo indispensabili ?
    Vero la madre lavora, ma ricordatevi che anche le nostre nonne lavoravano portandosi i figli sui campi dove esse zappavano la terra,senza curarsi tanto la loro estetica, ora le madri 40 sembrano delle barbi tutte truccate e magari trascurando la casa e figli
    Ricordatevi il nucleo della famiglia parte da noi donne siamo noi il perno di una casa, certamente siamo più sacrificate degli uomini ma sappiamo anche portare la famiglia ai suoi giusti valori

    • luciabaciocchi ha detto:

      Bella testimonianza di vita vissuta la tua, carissima Alba. Conosco il tuo passato di donna forte che ha saputo, con rinuncie, sacrifici, tirare avanti una famiglia da sola, hai una visione giusta della realtà della famgila attuale, purtroppo un po’ di colpa ce l’abbiamo anche noi. Spero che questo momento di crisi porterà un ripensamento su certe cattive abitudini.
      Con stima e amicizia

  9. nives1950 ha detto:

    FAMIGLIA!
    Considero la Famiglia come Fulcro della Vita, della Crescita, della Formazione, dei Valori, del Senso Sociale, della Fraternità, dell’Amore.
    Il Senso della Famiglia, secondo me, nasce dall’innamoramento profondo della Vita! Dalla Consapevolezza di sè, e dal Desiderio e Spinta di mettersi in gioco….per Essere Strumento Fecondo di Novita’, Crescita umana e sociale, Bellezza, Cura, Benessere, Armonia, Qualità della Vita stessa.
    Per formare una Famiglia, secondo me, occorre esser cresciuti in una Famiglia!
    Se la Famiglia è frammentata, così lo saranno le Persone.
    Essere pienamente Vivi, significa cogliere la meravigliosa Opportunità della propria Vita…per farla fiorire nella sua affascinante UNICITA’, e COMPLESSITA’.

    Se due genitori, sono affascinati da questa Consapevolezza, opereranno per Essa….da leggittimi e gelosi Artefici e Protagonisti!
    Motivati dal Senso del loro Esistere….guarderanno ai loro Naturali Frutti, che a loro volta, guarderanno e opereranno per i propri.
    Si appoggeranno alla Scuola, alla Parrocchia, allo Stato ecc…ma solo come Aiuto e Compimento.
    Faranno scelte mirate….di ogni tipo….(comprese rinuncie, sacrifici)…a motivo di un’unica Fede!

    E’ la Fede in qualcosa che muove il mondo e le persone!
    Denaro, Potere, Edonismo, Possesso…o Religione, o Federalismo….o…..o….
    E’ sempre stato così….per ogni Politica Umana e Sociale!
    Per questo nascono gli Eroi o….

    Buona settimana Lucia

  10. pierperrone ha detto:

    La famiglia che intendono loro, adesso, finalmente, la conoscono tutti.
    …. famiglia a delinquere…
    che dici, ti piace come definizione? Sembra il titolo di un novo articolo del codice penale.

    Voi come state?

    Un salutone
    Piero

  11. ili6 ha detto:

    In merito la penso come te, cara Lucia: disgusto.
    La FAMIGLIA per prima cosa è ( o dovrebbe essere) ambiente e luogo di EDUCAZIONE, ben prima e più della scuola, ben oltre il gruppo dei pari o i centri associazionistici e politici. La famiglia è affetto, è protezione, è sacrificio ma è anche esempio e stile di vita.
    Nessuna pietà per il the individual e il the family leghista, ma solo disgusto: uguali a tanti altri e con l’aggravante dell’arroganza.

    Ciao, un abbraccio e
    viva le sane, semplici e buone famiglie: ce ne sono tante, per fortuna 🙂

  12. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Per me la famiglia e la base nella società, se non c’è un buon rapporto nella propria famiglia, non può essere un buon rapporto nella società. Mio padre diceva sempre, la base e il rispetto senza essa non funziona nulla.. Io non posso giudicare gli altri, perchè non sono perfetta, ma posso sempre rimediare i miei errori nel passato, per tornare sul giusto sentiero.. Pif

  13. ANGELO ha detto:

    Che cosa è s’intende per famiglia? L’unione reciproca di tutti i componenti uniti nei loro intenti, rispettosi l’uno verso l’altro, coerenti con le proprie scelte, dediti alla vita quotidiana con interessi reciproci, la famiglia deve essere il caposaldo della vita, l’amore e la tolleranza deve sempre trionfare. Se si rompe questo equilibrio non si può più chiamare famiglia. Purtroppo in questa nostra società si seguono altre regole e altri principi che non hanno a che vedere con questo tipo di rapporti e dell’unione in se stessa, tutto questo è dannoso per tutti . Come dice Lorenzo, ci sono anche che le cosi dette famiglie malavitose, ma questo riguarda un’altra sfera della nostra società, indubbiamente condannabili.

  14. Giulio Salvatori ha detto:

    Premesso che da questi politici non c’è da attingere niente di buono ma sperare che salga dal popolo sovrano un grido di colletivo di sfiducia.Detto questo, il ruolo della famiglia è stato , è, e sarà sempre determinate. Per quanto mi riguarda non ho niente da lamentarmi:le radici ramificano in un terreno di buoni propositi. Non è da escludere che può emergere sempre dal sacco delle mele buone quella bacata.Però, se da genitori, si fa capire che, non sempre la strada della vita è pianeggiante, i figli non si fermeranno alla prima asperità.Credo che , ognuno di noi, abbia le sue colpe, per essere scivolato nell’alveo del consumismo sfrenato, ora tirare il freno è dura.Certo che, come si legge e si sente , non si può assistere impassibili alla voragine che divora i nostri soldi. vedasi, tanto per fare un esempio, lo stipendio dei nostri amministratori e quello di un ricercatore.La mia cartella family cita: Spese di riscaldamento, Enel, Telefono, benzina, Acqua, Imu o ex ICI, Alimentazione…Si accende una luce rossa ad intermittenza e sotto la scritta – COME SI FARA? – E ancora : speriamo che la salute ci assista altrimenti è da diventare matti.Ora anche il presidente della Repubblica fa il ministro. Ad una certa età bisognerebbe avere il buon senso di stare a casa sulla poltrona .
    La cartellina family di Bossi ? A me non fa per niente pena, anzi non capisco perchè non sparisce dalla circolazione, nega l’evidenza.Ma devo dire che, mi fanno pena tutti coloro che continuano a sostenerlo. E’ una vergogna .

    • luciabaciocchi ha detto:

      Hai ragione Giulio, una vergogna le notizie che quotidianamente ci arrivano dai mezzi d’informazione, molte famiglie non riescono arrivare alla fine del mese e si stanno indebitando sempre di più. Sarebbe bello far pervenire ai nostri politici le cartelle Family delle famiglie in difficoltà, a volte penso sia perso il senso della misura!
      Con amicizia 🙂

  15. franco muzzioli ha detto:

    Siamo cresciuti con i santini della Sacra Famiglia , dove l’unione “santificata” era alla base della convivenza di coppia.
    La donna che lavora (giustamente) ,la difficoltà a crearsi una famiglia e a far figli per ragioni economico-sociali (affitti-mutui-mancanza di servizi-poco tempo disponibile)…hanno fatto calare i matrimoni in maniera vertiginosa.
    Cos’è ora la famiglia oltre ai citati clan mafiosi e politici ?
    E’ una scommessa tra giovani individualisti ,che con coraggio cercano di impostare questa basilare cellula della società, dico con coraggio ,perchè devono innanzi tutto vincere i singolarismi caratteriali ,un tempo mediati da una cultura prettamente maschilista che metteva la donna in una posizione di “morbida” sudditanza, devono poi accettare di interscambiarsi ruoli e responsabilità . Ma è lo scoglio economico che frena la formazione di questa importante unione: Si vedono ogni giorno famiglie numerose e coese di islamici nord africani, di neri del centro Africa , di filippini ….che “sanno fare sacrifici” ,perchè vengono da terre e da società dove “il sacrificio ” è quotidiano e pur con una economia che non aiuta riescono a formare famiglie numerose. Noi i “sacrifici” non riusciamo a farli e ci chiudiamo in individuialismi che ci permettono una soppravvivenza legata al consumismo ed all’edonismo.
    E cara Lucia…la “family” da te citata…quella dei politici,dei primari di ospedali, dei baroni universitari, dei professionisti di grido, degli industriali …è forse più un “clan” dove gli affari, le prebende e gli interessi sono predominarnti rispetto all’etica ….e forse agli affetti.

  16. anna b. ha detto:

    La famiglia ha bisogno di ritornare ad essere protagonista della nostra società, per troppo tempo è stata lasciata ai margini. Per quanto riguarda The family provo un’immensa pena per Bossi.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Hai ragione Anna, Bossi ci può far pena, ma rimango stupita ed incredula come dice Giulio, come tanti cittadini ancora si ostinano a difendere e sostenere certi politici corrotti, anche di fronte ad ammissioni e dimissioni!
      Un saluto 🙂

  17. giuliano ha detto:

    Da uno studio del Censis dal titolo “Pochi rischi, siamo genitori”. Dalle interviste fatte a 1300 padri e madri italiani emergono i grandi mutamenti della famiglia ma anche la voglia di restituirle quel ruolo e quelle centralità al momento perduti. Una centralità perduta per diversi motivi: per il 64,2% la famiglia è troppo sola nel momento di bisogno perché “non ha adeguato supporto da soggetti come la scuola”; per il 50,9% la sua difficoltà sta nel contrapporre alternative valide ai modelli di vita proposti dai media; il 49,6% dice che i padri sono assenti e/o delegano alle madri l’educazione dei figli; il 41,7% mette in risalto che le madri di oggi non sono quelle di una volta, protettive al limite dell’ansioso, e non lo sono perché stressate dal lavoro in casa e fuori; e il 39,5% dice che la famiglia non trasmette valori positivi, come tolleranza e rispetto per gli altri.
    La famiglia ha avuto un mutamento nel corso degli anni, un tempo era rigorosamente ritenuta un aspetto fondamentale della società. Oggi, la famiglia sta attraversando una situazione di crisi, dovuta da una parte alla perdita di valori morali importanti e dall’altra al lavoro e agli impegni che condizionano la vita quotidiana della coppia.
    La cartellina The Family, cara Lucia, viviamo in un sistema clientelare che cancella la meritocrazia e i sogni di tanti giovani, costretti a vivere senza futuro e senza serenità.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Grazie Giuliano, cifre alla mano, hai fatto un quadro reale e veritiero della situazione attuale della famiglia italiana,difficile per la nostra generazione adeguarsi a questi mutamenti, ma dobbiamo accettarli e comprenderli.
      Con amicizia
      Lucia

    • ili6 ha detto:

      Ciao Giuliano, mi spieghi questo punto, per favore: “per il 64,2% la famiglia è troppo sola nel momento di bisogno perché “non ha adeguato supporto da soggetti come la scuola”.
      La scuola è un centro di assistenza? E’ un parcheggio?
      Una volta erano le parrocchie ad aiutare i bisognosi . Una volta erano le parrocchie i centri di aggregazione per famiglie e fanciulli. E ci si divertiva anche tutti insieme e in un ambiente abbastanza sano. Nessuno dei 1300 genitori le cita nell’inchiesta ma la maggioranza è pronta a sparare carabine sempre contro la scuola!

      • luciabaciocchi ha detto:

        Non si può dare torto al 65,4 per cento degli italiani che pensa che la famiglia sia la nostra struttura fondamentale. Questo resta uno dei pochi punti fermi,alla portata di tutti, in momento di crisi grave per il nostro paese. La scuola ,cara Marirò, sta facendo l’impossibile con i pochissimi mezzi a disposizione..
        Un saluto 🙂

      • ili6 ha detto:

        Certo che la famiglia è e resta la struttura fondamentale della società, guai se non fosse così, crisi o non crisi. Ma che il 65,4 per cento degli italiani crede di dover demandare tutto alla scuola, educazione ed istruzione e trovare il figliolo bell’è pronto al compimento della maggiore età, sbaglia e di tanto. La scuola dovrebbe affiancare la famiglia che rimane la protagonista assoluta nell’educazione e nella cultura dei figli.
        Che poi la scuola abbia le sue problematiche, che stia o non stia facendo l’impossibile, è un altro discorso, discorso di cui la scuola, ma anche il governo con le scelte legislative fatte nell’ultimo decennio, si assume la sua dose di responsabilità.
        Le responsabilità della famiglia, però, ci sono, sono fondamentali e restano.
        Un abbraccio, ciao

      • giuliano ha detto:

        Ili6, nel rapporto non si “spara “sulla scuola anzi, credo, che il bisogno si riferisca all’aiuto verso i genitori per riappropriarsi del loro ruolo di padri e madri.
        Non so che età abbia lei, ma un tempo, la scuola, oltre a dare l’istruzione educava, oggi non più e non solo per colpa degli insegnanti. La scuola purtroppo è un riflesso della società odierna, non è più un mezzo per crescere interiormente e culturalmente, ma solo un luogo dove bisogna, obbligatoriamente, andare per periodo di anni per prendere il pezzo di carta e cercare…un lavoro.
        Se poi vogliamo uscire dallo studio del Censis …
        Nel web, nella stampa, e nei telegiornali non si fa altro che parlare di quello che succede nelle classi italiane: prof in perizoma che si fanno toccare… prof travestiti che si fanno pubblicità… I professori sono maestri di vita ed esempi anche fuori dalla scuola, hanno una responsabilità morale e educativa. Giusto il suo riferimento alle parrocchie, ma lo dice lei stessa: erano una volta!
        La definizione dei valori della famiglia consiste d’idee tramandate di generazione in generazione.
        I valori tradizionali della famiglia di solito includevano temi come la religione, il matrimonio, comunicazione, tradizioni, costumi, feste ecc., oggi ci sono ancora?

      • ili6 ha detto:

        Spaventoso ciò che scrive il signor Giuliano.
        “Non so che età abbia lei, ma un tempo, la scuola, oltre a dare l’istruzione educava, oggi non più e non solo per colpa degli insegnanti…la scuola.non è più un mezzo per crescere interiormente e culturalmente, ma solo un luogo dove bisogna, obbligatoriamente, andare per periodo di anni per prendere il pezzo di carta e cercare…un lavoro. ”

        comincio col dire che ho una “buona” età, tanto buona da ricordarmi come era la scuola ai miei tempi e tanto buona per continuare a vedere come è la scuola adesso, visto che ci lavoro e tanto buona per fare pronostici per il futuro visto che dovrò ancora lavorare nella scuola e con le famiglie per altri 10 anni (e premetto già: con sempre rinnovato piacere ed entusiasmo). Se la scuola NON E’ un mezzo (meglio dire un ambiente, un luogo) per la crescita sociale e culturale per crescere, quale è allora il mezzo? suppongo, se la scuola è tanto degradata, tanto indecente e allo sfascio, suppongo sia la famiglia (o nemmeno quella?). Se è la famiglia e solo la famiglia, allora che c’entra la scuola per il 64,2% dei genitori? che vogliono questi genitori dalla scuola? Lei dice che desiderano riappropriarsi del loro ruolo di padri e madri.E chi glielo ha mai tolto quel ruolo? Non certo la scuola (che secondo lei è una fabbrica di pezzi di carta a tempo determinato).
        non vorrei tediarla nè mi va di fare la Don chisciotte della situazione, ma se lei avesse 5 minuti di tempo, la prego di leggere, senza nessun pregiudizio iniziale, questo mio post che forse le chiarirà un attimo le idee su una grande fetta dei genitori di oggi.
        http://ili6.wordpress.com/2011/02/27/sigg-genitori-dove-siete/
        “se poi vogliamo uscire dal rapporto Censis….”
        Le mele marce e bacate sono ovunque: in politica, nelle chiese, nell’avvocatura, in polizia, nelle scuole, ECC… pertanto questo suo finale è insignificante e rischia solo di offendere una categoria di lavoratori (perchè, mi creda, che siamo tali), moltissimi dei quali preparati, onesti ed entusiasti, nonostante tutto, del proprio lavoro, malpagati e carichi di responsabilità ( provare per credere) e anche sempre esposti, purtroppo, a prendere colpi sulla schiena da chi si erge a cattedratico senza nulla conoscere del vero ambiente scuola. Posso garantirle che nè io, nè la figlia di Lucia, nè la stragrande maggioranza degli altri proff giriamo in perizoma o ci facciamo fotografare dagli alunni o da chicchessia in pose hard.

      • luciabaciocchi ha detto:

        Ringrazio Rosaria che ha esposto e difeso in maniera corretta e veritiera il difficile rapporto tra gli insegnanti e le famiglie degli alunni sempre più assenti e poco propensi a farsi carico dell’educazione dei figli. La ringrazio per aver citato mia figlia Monica che, come te, crede nel suo lavoro e ogni giorno s’ impegna al massimo. Mi piace riportare un commento fatto nel mio blog alcuni mesi fa.
        Monica scrive:
        Amo gli insegnanti che non nascondono ai propri alunni che lo studio è rigore, impegno e fatica,
        ma che ogni giorno si sforzano di accendere in loro la fiamma della motivazione e dell’entusiasmo.
        Amo gli insegnanti che non considerano un alunno in difficoltà una condanna per sé,
        ma lo affrontano come una sfida professionale ed umana.
        Amo gli insegnanti che svolgono con serietà ed impegno la loro professione,
        e che spesso, quando sono in classe, dimenticano che stanno facendo semplicemente il proprio dovere.
        Un’insegnante che quotidianamente cerca di tener presente tutto questo per amare se stessa e i propri alunni.
        Grazie

      • ili6 ha detto:

        Splendido ciò che ha scritto Monica,
        lo ricordavo,
        e bellissimo è il fatto che lei e la quasi totalità degli insegnanti sono/siamo così.
        un sorriso a lei e un augurio di buon lavoro per il gran finale scolastico di quest’anno che è praticamente iniziato e che ci vede già impegnati tra mille incombenze e centinaia di scartoffie da sistemare; non importa, li affronteremo come sempre e nella serenità di aver svolto anche quest’ anno al meglio la nostra professione, pur nelle problematiche del momento che tutti stiamo vivendo.

      • luciabaciocchi ha detto:

        Monica ti ringrazia e contraccambia gli auguri di buon lavoro!
        Con stima ed amicizia 🙂 🙂

  18. keypaxx ha detto:

    La famiglia è importante. Certo, per ogni termine occorre tenere ben presente il contesto in cui viene utilizzato. E, nel caso specifico, purtroppo, la famiglia non assume connotazioni positive.
    Un sorriso per un sereno fine settimana.
    ^____^

  19. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Non è molto di moda la famiglia, oggi. Intendo quella a cui siamo stati abituati e che abbiamo amato. Si può vedere da come si è ridotta ai minimi termini, da come si è parcellizzata la struttura sociale di base. No, non è di moda e lo si può vedere da come i giovani dicono con orgoglio di essere “single”. E allora dove andiamo? La famiglia è soprattutto vincolo di affetto, è, se non coabitazione, prossimità, è comunità di intenti. Naturalmente, questa è la famiglia in senso proprio. Poi c’è quella dell’imbroglio fino al malaffare. Le mafie sono strutturate per famiglie. “Tengo famiglia” ha avuto sempre dei connotati negativi, nel senso che se si tiene famiglia si trascurano dei doveri, non ci si rivolta contro le ingiustizie, si favorisce il proprio piccolo gruppo.. No, non è di moda la famiglia “vera” e non è buona cosa la famiglia dei clan. Che fare se non rimpiangere i tempi andati? Io lo faccio con convinzione e con “tigna”. Ma non credo di poter andare molto lontano.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Chi ha la nostra età ha sicuramente un’idea diversa di FAMIGLIA. Gente come noi che, con sacrifici e fatica, una famiglia se la sono fatta e la tengono unita. Oggi le cose sono diverse, la famiglia è un ‘istituzione del passato, qualcosa di antimoderno, un freno al progresso e alla maturità civile, alla carriera sul lavoro. Anche la ministra Anna Maria Cancellieri, forse la pensa così, quando ha invitato i giovani a staccarsi “da mamma e papà” e a fare i bagagli. Come se quell’attaccamento fosse una remora, un impedimento alla crescita, e non una necessità..
      Con stima e amicizia 🙂

  20. popof1955 ha detto:

    Guarda caso proprio i promotori del fantomatico family day sono stati anche quelli maggiormente coinvolti in scandali (mi vien da ridere), e ruberie.
    La famiglia è il primo ordine sociale. Passami il gioco di parole, se la famiglia è disordinata si va al disordine sociale.
    La famiglia è una cosa anche diversa dal legame affettivo. Nel Padrino ha connotati diversi.
    Sai io amo i miei cari, ma non ho il senso di appartenenza atavico. Diceva un grido di qualche anno fa che la famiglia è ariosa come la camera a gas. Se non ci si ama, hai voglia a metterla nella Costituzione.
    Poi venendo all’illustre famiglia Bossi, il senso di appartenenza e protezione ad esempio è arrivato al punto da non far mettere fuori Lega il bimbo (e neanche il padre), o forse è tutto un fatto di famiglia..Ma questo è un’altro conto.

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