Malelingue?

“Le malelingue fanno male tre volte:    a chi le dice, a chi è l’oggetto della maldicenza e  a chi le ascolta


Come già ampiamente detto nel post precedente, gli esseri umani sono animali sociali e le vicende personali degli altri sono un aspetto saliente dell’ambiente in cui vivono.

  I legami che abbiamo con le persone che ci circondano sono da sempre fondamentali per il nostro vivere, ma, specialmente nei piccoli paesi, come ha detto Alidada , spesso sono motivo di maldicenze. E’ molto facile parlare male del vicino, dell’amica, del collega di lavoro, forse è una delle attività in cui molte persone traggono soddisfazioni. A volte infierire e calunniare il prossimo è un bisogno animalesco dal quale non è facile sottrarsi, spesso una parola detta al momento giusto può far insorgere dubbi, sospetti, può offendere, sporcare la persona cui è riferita.

E’ triste avere la consapevolezza di vivere in un mondo ,dove impegniamo parte del nostro tempo nel denigrare il prossimo, perdendo l’occasione di poter crescere e migliorarci.

 La mia amica Fortunata ha rilevato che l’interesse che si prova per il prossimo non sempre è negativo, molti di noi ancora sono capaci di desiderare uno scambio di pensiero, di condividere gioie e dolori, di provare ammirazione per chi nella vita è riuscito ad affermarsi e avere successo. Se non vogliamo vedere tutto negativo, dobbiamo ritrovare la virtù di guardare con ammirazione chi merita la nostra stima, tutto questo gioverà anche a noi, facendoci scorgere un mondo migliore in cui credere, tutto questo presuppone umiltà d’animo ed equilibrio.


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30 risposte a Malelingue?

  1. lieve ha detto:

    Ho sempre pensato che chi “sparla” abbia dei seri problemi di identità, lo fa per rendersi interessante,per essere ascoltata, e mi fa un enorme pena.
    Ciò, non mi impedisce però ,di tenermi lontana da queste persone, perchè spettegolano regolarmante , e come ben si sa oggi a un altro e domani a me…..

  2. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Buongiorno Lucia, ti auguro un splendido inizio di una primavera da sogno in amicizia Pif

  3. espress451 ha detto:

    Che tristezza la perdita del tempo nella maldicenza… Ma alcune persone hanno necessità di organizzare il loro tempo intorno agli altri…
    Un abbraccio, Es.

  4. Giulio Salvatori ha detto:

    Certo che leggendo gli interventi che mi hanno preceduto mi rimane ben poco da dire.Ognuno ha preso un suo spazio, un suo pensiero…che poteva essere uguale al mio. Cercherò di guardarmi allo specchio e rovesciare quello che sento. L’educazione che mi hanno inculcato i miei genitori si racoglie in una sola frase:-Gli affari degli altri non ti devono interessare- Ebbene, su questa linea mi sono sempre mosso e ho cercato di insegnarla ai figli.C’è una cosa che ho riscontrato nella “mia strada”, quasi sempre: che spesso e volentieri nei punti direzionale ci sono sempre degli incapaci. Questo non lo sopporto. Non mi va perchè fanno del male a tutti noi. Ecco ! Solo in queste particolari situazioni vorrei far pulizia.Per il resto, le quattro chiacchere di quartiere o di paese, hanno sempre colorato la vita quotidiana : non sono cattiverie, sono l’anima del borgo.Sono film alla Pasolini.Mio padre raccontava sempre che due donne di un borgo si erano prese e le parole volavano .- Te vorresti che ti dicessi cretina, ma io, cretina non ti ci dico perchè se ti dicessi cretina, saresti capace di denunciarmi perchè , magari, ti ho detto cretina, ma io, cretina non ti ci dico, capito? … Tanto gli aveva detto un sacco di volte cretina. Gente è musica. Dipende da che angolazione si vede.Il solito maledetto toscano.

  5. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    grazie cara Lucia… e se pensi questa poesia ho scritto quando avevo 16 anni e oggi ho 48 …

  6. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Mio padre mi diceva sempre… prima pensare, poi ripensare e ancora pensare se poi sei sicura allor parla.. le parole sono come spade a doppio taglio.. Pif

  7. nives1950 ha detto:

    Spesso si agisce d’istinto…e, inconsapevolmente o “ingenuamente”…si fa del male.
    Altre volte invece, è l’invidia, la gelosia, l’ignoranza, l’arroganza, la vendetta….che distruggono relazioni, fino a poco tempo prima, forti e belle.
    Sì, secondo me, (più spesso) è un semplice sentimento di delusione, di attese mancate, di propri giudizi, o d’inferiorità….a seminare rivalità e sofferenza,… sopratutto nell’ambiente di lavoro, nei Gruppi Sociali, o nei piccoli Paesi.

    Come dici bene Tu, Lucia, ci vorrebbe tanta sana umiltà. L’eccellente Virtù che sa guardare alle diversità, come fonti di più bellezza, ricchezza e armonia.

    Una buona giornata

    Nives

  8. ili6 ha detto:

    Le malelingue ci sono sempre state e ci saranno sempre, purtroppo. E’ insito nell’essere umano e in quella sua parte di insicurezza, di fragilità, di debolezza e di invidia. E come ogni debolezza, nel momento in cui ne prendi coscienza, puoi prodigarti per migliorarla. In questo caso ti accorgi della stupidità del fatto e riesci anche a prenderne le dovute distanze. Poi magari dicono di te che sei altezzosa sol perchè non ti unisci ai crocicchi del cicaleccio: meglio questo che ridursi al “gossip”, che nulla ha dell’interessamento positivo verso gli altri. Interessarsi e partecipare a un problema altrui è una cosa, sparlottare per il gusto di farlo è un’altra.
    Diversa è la calunnia: lì c’è una componente di cattiveria gratuita che a volte spaventa.
    ma come diceva dante…non ragioniam ( ti curar ) di loro ma guarda (per vederne l’inutilità ed evitarla) e passa (andando avanti con la tua coscienza e con le gioie della vita).

  9. luciabaciocchi ha detto:

    Vorrei aggiungere un altro aspetto della maldicenza, quella che giornalmente si fa attraverso i mezzi di comunicazione. Non neghiamo che spesso, dal parrucchiere o in una sala d’attesa, ci soffermiamo incuriositi a leggere giornali che riportano notizie piccanti su personaggi noti. Le comunità dei nostri genitori vivevano mormorando quotidianamente intorno alle birichinate o alle disgrazie dei propri vicini, le notizie si passavano di bocca in bocca e ognuno aggiungeva un particolare inventato al momento. A volte le maldicenze rovinavano la vita di qualcuno, ma spesso era un interesse buono per il nostro prossimo e una forma di collante sociale, oggi la gente si conosce poco e neanche nei piccoli centri il pettegolezzo riesce a sopravvivere, a questo si sostituisce quello mediatico, ed ecco la fortuna di certe trasmissioni televisive “Grande Fratello”, o “L’isola dei famosi”. La tv non è più un luogo dove la famiglia si riunisce per ascoltare notizie e parlare degli altri, ma diventa l’altro su cui spettegolare, il rapporto e fra il singolo e lo schermo, trasformando una pecca della collettività in un peccato solitario.
    Lucia

  10. girasole ha detto:

    Cara Lucia, tocchi un nervo scoperto… E’ un tema questo che hai introdotto che mi coinvolge sempre molto. Perchè non le sopporto, proprio non ce la faccio… La maldicenza fine a se stessa è deprecabile sicuramente ma non sottovalutiamo il pettegolezzo che anche se fa meno danni è meschino, povero, odioso per chi lo pratica. So che qualcuno penserà che esagero e che in fondo chissà quante volte l’ho fatto anch’io. Probabilmente sì, quand’ero più giovane e non avevo compreso tante cose. Ma da un po’ di tempo, da parecchi anni oserei dire m’infastidisce, anzi mi irrita proprio.
    Non m’interessa quello che gli altri fanno o non fanno, come si vestono, i loro gusti o le loro vite private e vorrei che gli altri facessero altrettanto. Mi interessa lo scambio di pensieri, questo sì, ma il giudizio sulle vite e sulle scelte private degli altri non spetta a noi. Mai…
    Un abbraccio affettuoso

  11. franco muzzioli ha detto:

    Abbiamo una cerchia di “amici” che incontriamo al sabato sera in pizzeria o al ristorante e poi facciamo partirte di pinacolo e burraco.
    Siamo una bella squadra ,quando ci siamo tutti siamo in quattordici/sedici, però quasi sempre per le varie vicissitudini settimanali ci si trova al massimo in otto/dieci . Manca sempre qualcuno e guarda caso (soprattutto da parte delle donne) ,quella sera si parla degli assenti (è più facile non si possono difendere !!) …..”Hai visto che vestito aveva…..? Non le donava per niente”….ed altre amenità del genere. Credo che quando gli argomenti sono pochi e gli ambienti non adatti per parlare dei massimi sistemi ,si casca sempre lì ….nelle piccole maldicenze.
    Forse è nella natura umana , ma soprattutto fa parte di quell’ amicizia”minore” che vive di queste cose.
    Probabilmente anche in questo intelligente e bel salotto , se non vi fosse la “scripta manent”…qualche leggera maldicenza ” verba volant”…..potrebbe scapparci. …..chissà!

  12. alba morsilli ha detto:

    C’è modo modo per parlare di una persona, molto spesso hai dei contrasti con il suo modo di pensare, di come si veste,ecc….
    Ma per poter veramente sparlare bisogna che questa persona abbia dei comportamenti fuori dalle righe allora si hai voglia di dire la tua.
    Inoltre specialmente le donne vi sono tante pettegole che trovano gusto il criticare il prossimo senza guardarsi loro stesse, sono donne molto abili e intelligenti perché si rigirano le parole sempre a loro favore.
    Esse devono avere tanta memoria per ricordare quello che hanno detto perché prima o la verità esce fuori.
    Queste persone hanno un animo invidioso e cercano il cavillo in tutte le cose, sono meschine e il bello che loro si credono perfette, finché non vengono smascherate.

  13. maria cavallaro ha detto:

    secondo il buon Fedro, l’uomo porta al collo due bisacce, una sul dorso e una sul petto e ripone le negatività sulle spalle e le positività sul petto, in tal modo, gli è più facile vedere le negatività altrui e criticarle, mentre gode dei propri successi, dal momento che ha davanti e dimentica le proprie negatività tanto sulle spalle non le vede.Una vecchia saggezza sempre attuale…prima di criticare pensiamo alle nostre pecche..chi non ne ha?Ciao Lucia, un abbraccio, Maria

  14. sonoqui ha detto:

    E’ assai facile farsi cattiva fama, perché il male è sempre credibile e si fatica
    molto a cancellarlo.
    (Baltasar Gracian)
    Buon mattino di domenica
    Un affettuoso saluto
    Gina

  15. popof1955 ha detto:

    Ma quante volte abbiamo avuto l’ardire di replicare “glielo hai detto?”. Ecco basterebbe questo per mettere a tacere gli spatrgim… . Facciamolo sempre:)

  16. Bruno ha detto:

    Friedrick Nietzsche disse:
    “Tre quarti delle domande e tre quarti delle risposte si fanno e si danno per avere il senso della propria potenza”.

    Grazie per il commento al mio post da Maria Rosaria e ricambio il saluto.

    Bruno

  17. ANGELO ha detto:

    Parlar male degli altri è un’abitudine deprecabile e perniciosa. A tutti capita prima o poi di dir male degli altri, ma, se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che è una cosa sbagliata e degradante. Ci sono persone che sparlano dalla mattina alla sera e non si rendono minimamente conto che la loro maldicenza rivela la bruttura che covano in se stesse

  18. anna b. ha detto:

    Davvero questo “venticello” apparentemente innocuo, di cui anche Rossini canta nel suo “Barbiere di Siviglia” ha il potere di spostarsi di bocca in bocca, per mirare alla distruzione di qualcuno?.
    A chi non è capitato durante un discorso con amici di parlar male di una persona , in quell’attimo ti lasci travolgere e ognuno dice la sua. Oppure quando si va dal parrucchiere se ne sentono di tutti i colori, è abbastanza normale nei paesi.
    Oggi si sparla di te, domani di qualcun’altro, è un avvicendarsi di pettegolezzi.
    Sono d’accordo con Lorenzo, evitare assolutamente la calunnia.

  19. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Lucia cara, l’argomento che hai postato si presta a più di una trappola. Diciamo, intanto, che una cosa è parlare e un’altra cosa è sparlare. Parlare e sentire di altri è, come dice Fortunata, un segno di interesse, di partecipazione, e può denotare un animo sensibile e non racchiuso nel proprio “particolare”. Se si passa al “parlare male”, anche questo non è necessariamente “sparlare”. Si può parlare male di una persona che effettivamente lo merita, perché ha commesso una stupidaggine, ha sbagliato per una cosa o per l’altra. In questo caso, dopo aver “parlato male”, si può comunque conservare un animo positivo, mite, e, se siamo coinvolti, si può anche perdonare. Rimane quindi il problema dello sparlare calunniando. Questo per me è un vero e proprio peccato mortale, che può, a sua volta, nascondere vari motivi che lo determinano: cattiveria, invidia, insicurezza, eccetera, eccetera. Tutto quanto sopra, ringraziando la Padrona di Casa per l’opportunità che ci ha dato di confrontarci, dico, in caso di calunnia: mai, mai, mai. 🙂

    • luciabaciocchi ha detto:

      La tua precisazione è importante Lorenzo, una maldicenza è sicuramente un peccato veniale, la calunnia ha un valore importante con delle conseguenze gravi, molto sottile è il filo che le divide. Grazie per la presenza assidua nel mio blog.
      Con amicizia 🙂

  20. Fortunata ha detto:

    Insisto nel dire che un conto e voler sapere i fatti degli altri e un conto e parlare male degli altri ..a me fa piacere sapere ciò che succede a chi conosco e partecipare, con poco,alla loro vita ciao.

  21. Cecilia Zenari ha detto:

    Presumo che chi trova il tempo per parlare male degli altri, denigrandoli, non è sereno e non può essere felice! In questo modo fugge dai suoi stessi problemi!
    Ad ogni persona è essenziale lasciare i suoi tempi per crescere, non è criticando che si migliorano le cose, anzi è scorretto e distruttivo.
    Nessuno è perfetto, ognuno può migliorare se stesso e questa è la strada migliore da perseguire.
    Il dialogo reciproco e sereno è sempre costruttivo e possibile!
    Anche Lasciare ad ogni persona la libertà delle proprie scelte e dei propri torti … è un segno di civiltà!

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