Una domenica come tante… di Giulio Salvatori

Magritte

UNA DOMENICA COME TANTE

     Apro la pagina senza sapere come sporcarla, ma sento dentro di me il desiderio di scrivere, di inserire in questo bianco qualcosa che mi faccia bene all’animo. Alzo l’avvolgibile e non vedo niente di bello. Guardo verso le Apuane ma non si vedono stamani. Non vi sono colori .

    Cielo nuvoloso. Non fa freddo ma questo grigiore te lo senti dentro; uno stato di apatia, di noia. Anche il gatto mi da fastidio, mi viene voglia di tagliargli i baffi, ma poi lo vedo accoccolarsi sulle mie ciabatte e una carezza mi parte spontanea. Mi ha graffiato, lo strozzo? Per stamani no, ma se continua così, avrà vita breve. Sono appena le otto, la prima domenica di marzo, tutti dormono, guai a fare rumore,ho ascoltato musica con le cuffie. Brani di Lucio Dalla, la sua scomparsa mi rattrista molto. Mi ha accompagnato musicalmente per una vita.

    Abito in un borgo di otto famiglie, qui non è come al mio paese, tutti fanno la propria vita, non socializzano. Abbozzano appena appena un buon giorno come se fosse uno sbadiglio. Anni fa lasciai il paese natio per esigenze di famiglia per essere più vicini alle scuole, ma già allora scrivevo:“una pianta adulta non la puoi sradicare e piantarla altrove…non attecchisce, muore”. Non sono morto ma la vita qui è molto diversa.

     Qui, se ti manca il sale o qualche altra cosa per la cucina, ne fai a meno. Ben diverso al mio paese, bastava aprire la finestra e chiedere al vicino di casa cosa ti serviva: in un attimo eri accontentato. Magari ti portava anche quello che aveva cucinato per fartelo assaggiare, altra vicina di casa, arrivava  con le uova fresche per le bambine, o con un piatto di taglierini (tagliatelle) che aveva impastato. Così profumi e sapori s’intrecciavano nell’armonia della semplicità. Poco lontano, la Palma gridava che il forno era incaldanato  e che c’era posto per fare le torte.

    Un grido come una saetta mi toglie da questi ricordi. Ho voluto mettere su questo foglio bianco una serie di frammenti di un –mosaico paesano- Sono costretto a fermarmi, per rientrare nella realtà quotidiana.                                                                                                                                                         Il Maledetto Toscano


  

 

 

 

 

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31 risposte a Una domenica come tante… di Giulio Salvatori

  1. Giulio Salvatori ha detto:

    Non credevo di fare tanto chiasso;sarei sciocco se non ammettessi che mi fa piacere, poi, ho avuto anche la “benedizione” di una toscana , se vi par poco.Brava Lucia , ancora una volta hai saputo aprire una cornice , con la convinzione che , all’interno di essa sarebbero stati racchiusi commenti meravigliosi. .Grazie a Tutti . Il solito -Maledetto Toscano-

    • luciabaciocchi ha detto:

      Ci sono ricordi, profumi soprattutto, che ci arrivano all’improvviso, e, come un mantello caldo che ci avvolge e ci scalda, ci ricordano frammenti della nostra vita, della nostra memoria sopita, mai spenta, per ricordarci chi siamo e chi siamo stati.
      Grazie Giulio 🙂

  2. mimma pasculli ha detto:

    CIAO GIULIO FINALMENTE HO RIPRESTINATO A DOVERE IL PC E COME MIO SOLITO AL MATTINO PRESTO FACCIO IL MIO GIRO NEL BLOG DEGLI AMICI,HO LETTO DEI TUOI RICORDI SCRITTI SU DI UN FOGLIO BIANCO, RICORDI PASSATI CHE TI PORTANO LONTANO, ANCH’IO SPESSO CON LA MENTE VADO LONTANO E I RICORDI AFFOLLANO LA MENTE,QUANDO ERO PICCOLA I MIEI GENITORI LAVORAVANO E IN ESTATE MI LASCIAVANO DAI NONNI NEL MIO PAESE NATIO,MI PIACEVA DORMIRE NEL LETTO FATTO DI CRINE E MI RIVOLTAVO IN CONTINUAZIONE PER SENTIRE IL SUO RUMORE E IL PROFUMO CHE MI FACEVA IL SOLLETICO AL NASO E MIA NONNA CHE MI DICEVA DI STARE FERMA PENCHE’ IL RUMORE LA INFASTIDIVA E LE CORSE PER LA CAMPAGNA RACCOGLIENDO I FIORI SELVATICI DA PORTARE NELLA CHIESETTA, QUANDO SCORGEVO DELLE GALLINE LIBERE MI FERMAVO AD OSSERVARLE PER VEDERE DOVE FACEVANO LE UOVA PER POI ANDARLE A PRENDERLE E BERLE AL MOMENTO E MAGARI IL CONTADINO MI RINCORREVA CON IL FORCONE,CHE RICORDI AMICO MIO, RICORDI DI 50 ANNI FA, RICORDI CHE ANCORA MI EMOZIONANO, ECCO ANCHE IO HO MACCHIATO UN FOGLIO BIANCO.CIAO MALEDETTO TOSCANO

  3. ili6 ha detto:

    Ci sono momenti così, momenti in cui ti fai avviluppare dai ricordi e dalle nostalgie del tempo che fu: un tempo passato na che vive in noi e che quindi è sempre presente.
    Bella pagina, delicata ed armoniosa. Continua a sporcare i fogli bianchi di emozioni e anche di gioie ed allegrie, ma… lascia tranquillo il gatto 🙂

  4. Alidada ha detto:

    non conosco il tuo amico ma complimenti a lui per ciò che ha scritto e per come lo ha detto e grazie a te per averlo condiviso con noi. Avrei potuto scrivere più o meno le stesse cose.. vedo le Apuane anche dalla mia finestra qui accanto.. e nel sottofondo anche l’Appennino.. stesso scenario e stessa musica.. cambia il gatto :-).. anche perchè io non ho un gatto 😉

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    Nella prefazione di un libro che conosco anche l’autore si legge :- “(…) i ricordi legano la memoria al cuore(…) e senti il desiderio di esternarli, di condividerli, di donarli.Sono frammenti d’un mosaico che hai costruito con le tue mani (…) ” Ecco che basta mettere a fuoco la lente della mente e ti sciogli con qualche “luppicone” agli occhi.Detto alla toscana :- Mi garbate tutti.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Anch’io ho letto questa prefazione, se non sbaglio era nella quarta di copertina del libro “Il Ritorno” di Giulio Salvatori, già menzionato nel mio blog, sbaglio? Tu potresti dire di più…
      Con stima ed amicizia 🙂

  6. Luciabaciocchi ha detto:

    L’amica Vera scrive:
    Vera Pavone
    E’ forse nei momenti di malinconia, di nostalgia che affiorano i pensieri più intensi, più veri; momenti in cui, la nostra ragionevolezza è accanto a noi, ma fuori di noi, perchè dentro c’è solo posto per le emozioni, per le cose intime, per i desideri, i sogni, i rimpianti..cose che irrompono slegando lacci, convenzioni,rigore, controlli. Sono attimi, poi passa..ma quegli attimi sono di una preziosità unica: ci salvano dall’appiattimento, dal grigiore, dall’accettazione acritica dei fatti. Sono lì, per ricordarci che siamo vivi, ribelli, mai arresi. E’ un incanto leggerti

  7. Giulio Salvatori ha detto:

    Niente applausi nè “meriti” come dice Lucia “, ho solo rivisto uno spezzone di una pellicola girata qualche mese fa, tutto qui.Grazie comunque dei Vostri “Appunti”.

  8. bello! complimenti a giulio ed una buona serata a te 🙂

  9. sonoqui ha detto:

    Buonasera Lucia, l’Amico Giulio, come suo fare, vuole apparire orso e scontroso, annoiato e
    nostalgico come una domenica qualunque che stenta ad uscire fuori dal suo grigiore.
    Poi basta un po’ di note,un pizzico di ricordi, è il Nostro si scioglie come neve al sole
    Grazie Giulio, e anche a Te Lucia, genuina padrona di casa
    Vi abbraccio
    Gina

  10. riccardo ha detto:

    Maledetto toscano, quel grigiore non è da te, tu sei un guerriero, lotta come sempre e vedrai che le tue montagne riappariranno anche in mezzo alla foschia, ed i vicini torneranno ha trovarti per portarti pane sciocco e olio toscano per delle buone bruschette, come solo da voi sanno fare.
    un abbraccio amico mio.

    • girasole ha detto:

      Ho letto con vero piacere questo scritto. Io ho fatto il percorso inverso: dalla città al paese ed è vero ciò che dici. I rapporti sono sicuramente più attenti. Lo scambio di piccoli gesti, la maggiore presenza delle persone, una maggior disponibilità a darsi una mano.
      Tuttavia non posso non sottolineare anche gli aspetti meno positivi: una certa abitudine al pettegolezzo spesso gratuito che qualche volta rasenta la calunnia e una sorta di chiusura mentale che faccio fatica a condividere.
      Probabilmente non è così dapperttutto, o forse è solo un mio essere diventata più intransigente con le persone, ma non riesco a non cogliere anche queste cose. Spero che Giulio non se ne abbia a male, non è certo nulla di personale con lui. Anzi, il suo
      racconto mi è piaciuto molto.
      Un caro saluto a te Lucia e a tutti gli amici del tuo blog 🙂

  11. lucianaele ha detto:

    E’ sempre bello venire a leggere il tuoi post……
    Buonissima giornata e buon inizio di settimana,
    Luciana

  12. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Cara Lucia…Non stai sporcando le pagine, ma lo stai colorando con le tue parole.. per me è sempre un enorme piacere leggerti.. ti auguro una sereno settimana in amicizia Rebecca

    • luciabaciocchi ha detto:

      Cara Rebecca, questa nota l’ha scritto l’amico Giulio, che ormai conoscono benissimo tutti i frequentatori del mio blog, il merito è tutto suo!
      Un saluto 🙂
      Lucia

      • Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

        Non fa niente cara perchè anche i tuoi post sono sempre un momento di gioia e riflessione per me.. nei nostri tempi non è sempre facile di trovare blog di qualità.. Pif

  13. Giulio Salvatori ha detto:

    Che commenti belli,profondi , è bello trovarsi fra persone sensibili, anche se Lucia mi ha fatto uno scherzetto aprendomi di nuovo il suo salotto, ma chi la ferma quella li.Ormai ci ha preso gusto ad ospitarci e io , credo di interpretare anche il Vostro pensiero , la ringrazio.Tranquilli: l’orso delle Apuane tolta la fuliggine che si era depositata momentaneamente portata da un vento passato, suonerà con più grinta di prima, ma soprattutto col cuore. Grazie

  14. fausta68 ha detto:

    Magari riuscissi io a “sporcare le pagine” come fai tu! Eppure l’inizio di quesa tua “confessione” potrei avela scritta io, compreso il gatto: è proprio quello che provo questa mattina grigia e nebbiosa. Nonostante questo provo a sorridere, so che piano piano cambierà il mio umore.
    Prova a sorridere, nonostante tutto, a salutare anche se ti sembra di farlo a dei fantasmi, chissà che queste persone non abbiano proprio bisogno di qualcuno che rompa le loro chiusure per riprendere a vivere…… come il principe della Bella Addormentata…
    La pianta adulta soffre, dura fatica, sembra avvizzire ma se insisti a curarla – anche se sembra impossibile – ce la fa a riprendersi, non è vero che muore!!!

  15. franco muzzioli ha detto:

    Quello che mi fa male è cogliere questa mestizia di fondo ,che come un nastro ideale avvolge un pò tutti.
    Non dico che la vita sia tutta rosa, ma uno che può aprire le finestre sulle Apuane ,anche se velate dalla nebbia, e vede solo il grigio senza immaginare le forme di queste vette di marmo che scendono ardite fino al mare , ha l’autunno nel cuore.
    Giulio, penso che non sia giusto vivere di ricordi e di rimpianti, c’è il rischio di abbandonarsi ad una costante malinconia e ad una nostalgia delle cose passate che tolgono al presente, che è l’unica forma logica di vita, la giusta spinta vitale.
    Apprezzo la tua prosa soffusa di partecipato sentimento, ma prendi il tuo sax e suona “la vie en rose”…chissa che la nebbia non si dissolva e le tue Apuane tornino a riplendere candide al sole.

  16. Cecilia Zenari ha detto:

    Leggo, col tuo scritto di stamane, il desiderio di una dolce ricerca interiore, per il benessere dell’animo ed un po’ di nostalgia del passato.
    Forse, nulla di migliore, rispetto ad un tempo, può ancora accadere?
    Quando, ogni giorno, alziamo “quell’avvolgibile” della finestra di casa nostra, possiamo, dentro di noi, scegliere di rendere più gioiosa la nuova giornata, oppure … austera e senza entusiasmo.
    Quando pensiamo ai nostri cari e vicini, di un tempo ormai trascorso, possiamo sempre ricordare le loro belle azioni e non dimenticare che, in un modo o nell’altro, ancora le possiamo imitare, provando noi stessi, con la fiducia di render un po’ di serenità, tramite piccoli gesti gioiosi e concreti!
    Quella simpatica carezza al tuo gatto è un modo di esternare la tua sensibilità, per comunicare un po’ anche con lui, che ti “saluta” e da te aspetta … non certo un taglio di baffi!!!, ma un tenero gesto affettuoso.
    E’ un sì alla vita, l’inizio e la voglia di colorare la giornata con i colori più tenui, ma veri, che sono decisamente quelli insiti in un animo semplice, di chi ama la vita.
    Serena settimana, Giulio!
    La pagina l’hai decisamente colorata, e pure … da lontano … qualche canzone riecheggia dolcemente, ricordando chi hai accennato e rimane per sempre tra noi… con la sua indimenticabile musica … e che caramente salutiamo!
    Per questa bella pagina, che non hai “sporcato” per nulla, grazie, grazie davvero, carissimo Giulio!

  17. anna brivio ha detto:

    Era troppo bello quando tra vicini di casa ci si scambiava i favori, generi di prima necessità, è un usanza che non esiste più, si è persa nella notte dei tempi.
    Il Maledetto Toscano improvvisamente me lo ha fatto ricordare , mi sono tornate in mente anche le persone, i loro comportamenti, forse ci si voleva più bene.

  18. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Poi dice che non ci sono differenze fra le persone. La lettura di quanto scrivi affascina: sembra di essere presenti mentre giochi con la lingua assoggettandola alle sfumature che vuoi. ai fatti che racconti. No, Giulio, la tua non è una domenixa come tante, è un giorno affascinante in cui ne sciorini di fatti , sensazioni, sentimenti. Sicché è gioco forza starti a sentire, capire . E’ davvero brutto lasciare la propria terra e presentarsi disarmati di fronte a nuovi fatti, a nuovi eventi. Ma vogliami scommettere che riuscirai a fonderli nel crogiolo antico delle tue esperiente del passato? Si che ci riuscirai, Giulio, anzi ci sei già riuscito.

  19. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  20. popof1955 ha detto:

    Nel rientrare Giulio, attento al gatto, non usarlo come zerbino 🙂

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