L’Ascolto

“Dolce è sentire come nel mio cuore
ora umilmente sta nascendo: Amore…
Dolce è capire che non son più solo
ma che son parte d’una immensa vita
che generosa risplende intorno a me
dono di Lui, del suo immenso amor”…

Mi succede spesso di parlare senza essere capita, ascoltare gli altri è una grande virtù. E’ predisposizione per un arricchimento interiore, un interesse sincero verso chi ci parla. E’ una partecipazione alle sue gioie, malumori, affanni, problemi personali o delle persone care a lui vicino. Ma non sempre è facile ascoltare, siamo presi troppo dal nostro egoismo, dalla fretta, dalla noncuranza altrui, riusciamo a rimanere indifferenti di fronte a problemi piccoli e grandi negando l’ascolto a chi ha bisogno di conforto.E’ utile imparare a non interrompere, imparare a non giudicare, ad aprire la mente e il cuore prima dell’udito. Chi sa ascoltare ha una marcia in più, saprà poi comunicare e avrà successo nella vita.   Ho copiato dalla rete queste affermazioni, un decalogo che ognuno di noi dovrebbe avere bene in mente:

Ascoltami, per favore, ho bisogno di parlarti; concedimi solamente qualche istante. Accetta quello che vivo, quello che sento, senza reticenza,senza giudicare.

Ascoltami, per favore, ho bisogno di parlare; non bombardarmi di domande, consigli, idee. Non sentirti obbligato a risolvere le mie difficoltà, mancheresti tu di fiducia nelle mie capacità?

Ascoltami, per favore, ho bisogno di parlare;non cercare di distrarmi o prendermi in giro, penserei che tu non comprenda l’importanza di quello che c’è dentro di me.

Ascoltami, per favore, ho bisogno di parlare; non sentirti obbligato ad approvare: se ho bisogno di raccontarmi è semplicemente per sfogarmi.

Ascoltami, per favore, ho bisogno di parlare; non interpretare e non cercare di analizzare. Mi sentirò incompreso e manipolato.

Ascoltami, per favore, ho bisogno di parlare; non interrompere per fare domande. Non cercare di forzare il mio io nascosto, io so fin dove posso e voglio andare.

Ascoltami, per favore, ho bisogno di parlare; rispetta i silenzi che mi fanno camminare. Guardati bene dal frantumarli: è da essi assai spesso che sono illuminato.

Adesso, che mi hai ascoltato per bene ti prego puoi parlare; con attenzione e disponibilità a mia volta, io ti ascolterò.



Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Narrativa. Contrassegna il permalink.

17 risposte a L’Ascolto

  1. Cora ha detto:

    Anche a me capita, fin troppo spesso, di non essere capita. Ciò che dico sembra disperdersi nel vento. Non odo più la mia voce, un vento di tempesta l’ha portata via.

  2. Angela ha detto:

    Ciao Lucia, come stai? Passo a salutarti e a ringraziarti per la tua presenza anche se ho capito che ultimamente non avevi avuto un periodo tanto facile. Io corrò tra un impegno e l’altro ma quando posso ti dò la dimostrazione che ti leggo volentieri e questo vale anche per tutti i nostri amici. Per restare in tema con il tuo post vengo ad ascoltare ciò che avete da dire ed è un immenso piacere. Ti auguro una buona serata. Un bacio.

  3. sonoqui ha detto:

    Non servono le parole se hai chi ascolta il Tuo cuore.
    Ma ogni parola che vorrai dire: Io, t’ascolto
    Un abbraccio
    Gina

  4. luciabaciocchi ha detto:

    Ringrazio tutti per i vostri commenti, sono certa che le vostre parole mi chiariranno tanti dubbi, tante malinconie e sono ancora più certa che : ” PARLIAMO SEMPRE E NON ASCOLTIAMO QUASI MAI”
    Un saluto carissimo 🙂

  5. nives1950 ha detto:

    “Dolce è sentire…..dolce è capire…”
    Solamente il cuore e l’anima…ascolta con tanta dolcezza…e si riempie d’amore!

    Un sorriso
    Nives

  6. ANGELO ha detto:

    Mia cara Lucia, ascolto con preoccupazione quello che provi in questi momenti difficili per noi, le preoccupazioni , la vita che cambia e il tuo stato d’animo che non è più lo stesso. La mia gratitudine verso di te non ha confini, oltre all’amore che ci ha sempre legato. La risposta che ti devo dare è una sola, affrontare la vita serenamente, visto che le cose stanno migliorando giornalmente. Metti da parte queste brutte malinconie e affrontiamo i giorni che verranno con fiducia e tranquillità.

  7. franco muzzioli ha detto:

    Avete detto cose belle e giustissime , ma penso che Lucia voglia solo essere “ascoltata” ……..non c’è dialogo nel desiderio di dare agli altri un pò del fardello che a fatica si porta.
    Forse non avete mai avuto a che fare con uno psicoanalista, lui è silente , seduro sulla poltrona e voi…parlate…parlate…parlate …gli “date” le vostre paure, incertezze, disillusioni, tormenti, ansie……e se vi sarà un transfert , allora un pò dei vostri tormenti li avrete passati all’analista, …all’altro, all’amico, che li comprende ,li metabolizza …dandovi un pò di quella serenità che chiedete.
    L’ascolto, quell’ascolto , per me è questo, ma potrei essermi sbagliato ed allora chiedo scusa innanzi tutto a Lucia ed anche a voi.

    • ili6 ha detto:

      Premesso che tutti, per un motivo o per l’altro, desideriamo essere ascoltati (e quindi attenzionati, consigliati, guidati, …) non credo che Lucia abbia scritto questo post solo ed esclusivamente per essere ascoltata e/o per “scaricare” ansie, tormenti e fardelli. Sì, certo, le sue parole potrebbero essere interpretatte come un sos, ma ritengo che lei sia disponibile anche all’ascolto altrui e che stia soprattutto volendo trattare un argomento di utilità sociale ed umana, come fa spesso nel suo blog.
      Dici che l’ascolto e quindi il parlato è soprattutto uno scaricare ansie e frustazioni all’altro; beh, non so, forse, ma non del tutto. Parli con l’altro per dire che intanto ci sei, che esisti. Parli con l’altro per comunicare e condividere (anche le gioie), per confrontarti e per comprenderti meglio. Lo psichiatra, credo, abbia altre mansioni: riuscire a farti dire quello che tu stesso non vuoi dire, perchè non lo ammetti e perchè solo se lo svisceri lo puoi affrontare e risolvere.

  8. ili6 ha detto:

    Saper ascoltare, ascoltare veramente l’altro, è una dote, un’arte. E per nulla semplice.
    Ascoltare le parole e le non-parole, prestando la propria attenzione e il proprio tempo all’altro, al messaggio che ci invia e impegnarci a leggere, a tradurne il significato nella maniera migliore per un andare incontro, significa comunicare. Significa non voler essere sordi.
    La comunicazione è efficace solo quando è circolare e il grande ostacolo di essa è proprio il non ascolto.Se ci pensiamo bene, sono le persone che ci ascoltano quelle a cui ci avviciniamo.
    Mi piace questo decalogo e lo copio per rileggerlo ogni tanto: mi aiuterà a tenere in mente certi aspetti di me che a volte do troppo per acquisiti.
    Ciao e buona giornata.

    P.S.
    I versi di “Fratello sole e sorella luna”con cui apri il post…sì, Lucia, anche in quel settore spesso preferiamo non ascoltare perchè magari essere sordi diventa più facile.

  9. pino vangone ha detto:

    E’ sempre difficile lasciar parlare gli altri, perché a noi preme attraverso il nostro dire evidenziare la nostra stessa esistenza e la nostra capacità di affermarci in una società che, il più delle volte, ci ignora e ci sovrasta. Solo, successivamente, scopriamo che più che parlare per appagare il nostro “IO” risulta importante ascoltare il silenzio, alla scoperta della voce interiore che accompagna e guida la nostra esistenza o per lo meno cerca di farlo, secondo gli spazi che noi stesso gli concediamo.
    Ecco! solo chi è all’allenato all’ascolto del silenzio, acquisisce , per sua fortuna, la capacità di ascoltare gli altri, migliorando così anche l’ascolto della “Voce di dentro”.

  10. popof1955 ha detto:

    Sia ascoltare che farsi ascoltare è importante. Non si può sempre stare ad ascoltare qualsiasi cosa come si fosse una spugna. A volte all’interlocutore serve anche il messaggio che quel che sta dicendo non è utile perchè è la terza o quarta volta che lo dice, e in quel caso ascoltare diventa inutile, diventa partecipazione passiva ad un soliloquio a cui già chi parla si è dato risposta..

  11. Giulio Salvatori ha detto:

    Parliamo ? Basta che non sia riferito a – Parliamone …- Perchè è cosi difficile il dialogo, se poi questo dialogo è fra sordi.Detto questo che voleva essere solo una reminescenza , e facendo un esame su me stesso, preferisco il silenzio.Poche parole, pochi dialoghi, mi è più facile scrivere.Un foglio bianco mi attira, so che li, posso dire tutto quello che voglio e che sento.E’ un pò il mio “confessionale” , ecco perchè è difficile che mi capiscano.Non sanno, non possono sapere che in quelle righe, ci sono io in prima persona e che non potrei mai mentire .Mentirei a me stesso. Credo fermamente che il dialogo più bello e sincero sia quello degli occhi, anche perchè dice un vecchio saggio che: -Gli occhi sono lo specchio dell’anima- Ora che mi avete letto, parlate pure .

  12. franco muzzioli ha detto:

    Parla parla Lucia….io ti ascolto …lo faccio in silenzio, se vuoi guardandoti negli occhi ,se credi prendendoti le mani. Mi hai invitato all’ascolto ed io sono qui seduto davanti a te con solerte amiciza….ora dimmi!

  13. Cecilia Zenari ha detto:

    Senza l’ascolto non esiste il vero dialogo. La comunicazione avviene soprattutto attraverso gli atteggiamenti e i gesti del corpo: molte volte anche senza tante parole o lunghi discorsi. Ascoltare vuol dire rimanere rispettosamente in attesa delle parole e gesti di chi sta dialogando con noi. Un dialogo senza ascolto diventa un dialogo piuttosto vuoto, non lascia la gioia che può lasciare quel dialogo colmo di riflessione, ascolto e umanità. Per esempio, nei gruppi di mutuo aiuto ci si siede tutti in cerchio guardandoci in viso ed è di regola non accavallare i discorsi, ma rispettare chi sta parlando, dando ad ognuno la possibilità di esprimersi. Questo diventa una ricchezza per tutti!

  14. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Non è certo la prima volta che mi trovo in perfetta sintonia con Lucia e di certo non sarà l’ultima. E’ bella questa concezione dell’ascolto, che significa in primo luogo fare attenzione, considerare, valutare, apprezzare ciò che dice l’altro/a di noi. Non troncare il discorso immediatamente esponendo ciò che pensiamo noi, le nostre idee, i nostri convincimenti. Dice giustamente Lucia, e si fa appoggiare il suo parere da un’ispirata pagina del web: prima ascoltiamo e dopo parliamo, e parliamo non per contrapporre il nostro parere a quello espresso prima, ma, magari, per concordare, collaborare, confortare. Davvero un bel servizio, Lucia. Sei una padrona di casa come poche. A me fa un grande piacere frequentare il tuo salotto.

  15. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Ascoltare è una arte, spesso il nostro egoissmo ci impedisce di ascoltare, interopmpiamo altri discorsi per mettersi davanti.. ottima riflessione i miei sinceri complimenti cara Lucia… ti auguro una serena serata in amicizia Rebecca

  16. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...