Tempi difficili..

 Nevica, nevica e fa proprio freddo. Fortunatamente abito in una casa protetta e confortevole, i mezzi di comunicazione ci informano che il gelo ha fatto decine di vittime, in una città del centro Italia, un’albergatrice ha aperto il suo albergo ai senza tetto, ma chissà quanti ce ne sono in giro per l’Italia di barboni che battono i denti…? Senza casa, senza casa.. quanti resteranno senza casa nei prossimi anni? Oggi, dobbiamo fare i conti con le nuove povertà, fatte non solo di coperte, cibo e ripari ma di relazioni sociali e culturali con il territorio , si rischia l’isolamento sociale da parte di chi sente venir memo la propria dignità. Il tema della povertà è molto sentito nella società di oggi, il ceto medio si trova a vivere in ristrettezza e ad affrontare enormi difficoltà a causa della perdita del potere d’ acquisto e a volte del posto di lavoro. I nostri genitori ci ricordano episodi del tempo passato della miseria di quel periodo in cui il benessere  faceva piccoli passi e si facevano tante riflessioni prima di spendere soldi, l’esigenze erano modeste e si dava priorità ai veri bisogni. La società odierna ha esigenze molto diverse e si vive al di sopra le proprie possibilità, dimenticando che la crisi economica ci deve far riflettere e cambiare abitudini e stili di vita.

Il romanzo “Tempi difficili” (“Hard Times”) descrive Coketown, una cittadina industriale del Nord nell’area di Manchester, negli anni ’40. Qui i tempi sono “difficili” non solo a causa della povertà, delle condizioni di lavoro e della lotta di classe, ma a causa della sterilità, aridità e spreco di vite umane, derivati, secondo l’autore, dall’ignoramento o repressione del lato immaginativo ed emozionale dell’uomo.


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24 risposte a Tempi difficili..

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Giuseppe ha detto:

    Tempi difficili, quelli economici non solo metereologici:
    Una economia basata sul debito prima o poi doveva esplodere: una volta si comprava ‘a debito’ nella bottega degli alimentari (per le cose di prima necessità) e si pagava al raccolto, almeno nelle comunita rurali era così. Poi venne il benessere e si contraeva un mutuo per l’acquisto della casa, bene indispensabile, e si entrava nel giogo delle banche con la storia dei mutui a tasso variabile e non sapevi mai quanto dovevi restituire veramente ma ancora, ancora ne potevi uscire con immensi sacrifici stringendo la cinghia. Ma non è bastato: abbiamo iniziato a contrarre mutui per l’auto, ma non l’utilitaria ma il SUV che ti dava prestigio e importanza agli occhi dei vixcini e dei colleghi di lavoro ma che alla fine usavi solo per il tragitto casa-lavoro o per andare al supermarket o a comprare le sigarette perché la spesa per il carburante è diventata insostenibile fino a fermare il Suv e andare a piedi o con i mezzi pubblici . Poi il mutuo (cioè altro debito) per le vacanze, in grandi crociere o all’estero in località rinomate. E le banche concedevano, contraendo a loro volta debiti con altre banche più importanti che avevano a priori ben pensato di concentrare su di esse l’economia non solo nazionale ma anche quella mondiale. Ora è arrivato il momento di pagare e purtroppo pagheremo tutti, anche quelli che hanno vissuto da formiche accumulando le piccole scorte per l’inverno e che verranno assorbite, ovvero svalutate e depauperate con una discesa crescente per ripianare i debiti degli altri. Intanto i giovani sono rimasti senza lavoro e senza futuro. Una generazione saltata e se non si aggiusta il tutto ne salteremo anche un’altra.

  3. laurin42 ha detto:

    Si guarda nel giardino del vicino invidiando quello che c’è.
    Eppure guardando il nostro si scopre di avere molto ma molto di più di ciò che serve per essere felici. Allora si desidera che anche il vicino ne abbia. E si dona e si condivide la felicità
    E anche lui scopre di avere di più. E dona al suo vicino e ne condivide la felicità.
    E la storia continua….
    Così potrebbe cambiare il mondo!
    Love
    L

  4. pierperrone ha detto:

    Ho letto, cara Lucia, con interese questo post ed i suoi commenti.
    Ci entra un mondo intero, qui dentro.
    La neve e la povertà, la sofferenza e la morte, i sacrifici e la generosità, l’egoismo e la grattezza, il ricordo e la memoria…
    Si vede che la neve è un manto che riscalda per bene i cuori ed attizza la fiamma che c’è in quelli.
    In questa grande strana gelata che si è abbattuta sull’Italia si è sentito – almeno questa è stata la mia impressione – il morso della natura: lo dico nel senso che siamo tornati, per un pò, ad essere le bestie umane che siamo, carne che s’infreddolisce, sangue che raggela, bisogni e necessità. E, in più, la perseveranza del tempo naturale, che se ne frega di tutte le nostre tecnologie e ci soverchia dineve e gelo spegnendo flussi elettrici, caldaie e termosifoni, ghiacciando le acque e facendo scoppiare i tubi, bloccando strade, auto, frazioni, paesi e città. Lo spettacolo dei supermercati vuoti di questi giorni ha qualcosa di straordinario.
    Mi spiego meglio, credo sia necessario.
    Non che sia bello tutto ciò.
    Ci sono anche tanti morti, tanta sofferenza, tante difficltà, fastidi, disagi, problemi…
    Per tutto ciò non ho parole certo positive.

    Quello che volgio dire è che, però, sento un certo calore umano, in tutta questa situazione.
    E’ come se davanti alle notizie del gelo si accendesse comunque nel mio cuore una fiammella dimenticata, inavvertita, inconsapevole, che mi accomuna, anche fisicamente, alle sensazioni che gli altri uomini, come me, provano davanti alla grandezza della natura.
    Lei, la natura, si sa, non è interessata agli effetti che produce sui suoi figlioli, non risponde alle leggi morali degli uomini.
    Lei si manifesta, si dichiara, si rende evidente.
    E noi, invece, gli uomini presuntusi, spesso crediamo, cadendo vittima dell’ingannevole presunzione di essere al di sopra di lei, crediamo di poterla imbrigliare, di poterla dominare, di essere riusciti a conquistare il pianeta, le sue ricchezze.
    Ci sentiamo come se, vissuti per qualche decennio nel benessere crescente ed essere arrivati a sprecare ilsuperfluo, ora potessimo dichiarare alla natura: “Ecco, vedi, ora lascia il posto a noi. Noi ci sappiamo fare. Noi siamo migliori. Noi abbiamo una morale, un’etica da rispettare. Tu, bleva feroce sei sanguinara, famelica, assatanata di sangue”. Dimenticando, poi, noi uomini, che a lei dobbiamo il miracolo della nostra vita e che, molto ipocritamente, innalziamo altari e bandiere nel nome di valori che invece mettiamo sotto i piedi ogni momento.

    Assistere allo spettacolo della natura di questi giorni rimette le cose al loro posto.
    La natura maestosa e solenne, dea olimpicamente distante dalle nostre piccolezze umane.
    E noi, piccoli insetti che corriamo a ripararci, scansando i nostri vicini, in certi casi, o morendo da eroi per essi, in altri.
    Ma tutto senza transazioni di denaro, senza accrescere o ridurre lo spread, senza rilevare il montare di tori o di orsi nelle borse delle nostre metropoli finanziarie.
    Ecco, la natura ci rimette nel posto che ci spetta.
    Timorosi ed eroici.
    Spaventati, codardi o fulgidi e cavalieri.
    Ma disarmati.
    Le uniche armi che posso essere utili, in frangenti come questi, mi è parso di capire, sono quelle del cuore.
    Non so bene perchè.
    Ma sento che l’unico calore capace di respingere il gelo è quello generato da quella infaticabile caldaia.

    Un abbraccio,
    Piero

  5. ANGELO ha detto:

    Caro Franco, le tue porole di guardarsi a ritoso come ci hanno abituato i nostri cari genitori , sono sacrosante, ma è pura utopia, perchè si è imboccata una strada che difficilmente non ci farà più ritornare indietro, solo se subentrerà quella consapevolezza di essere più prudenti , vista la disastrosa situazione economica,specialmente aiutare i giovani a portarli sulla buona strada. Purtroppo l’illegalità, la corruzione ci ha portato a un male ormai contagiato. Cerco di essere ottimista aspettando che qualcuno ci metta le mani per riorganizzare questo nostro martoriato Paese.

  6. luciabaciocchi ha detto:

    Ho ascoltato da poco le notizie del telegiornale delle 13, tutto il Paese attende la neve con ansia e angoscia, nel supermercato dove mi sono recata questa mattina code e incetta di beni di prima necessità tipo vigilia di guerra. Tutti chiusi in casa, riscaldamento al massimo, sebbene le scorte di gas siano sempre più esigue, il tutto mi sembra strano e fuori ogni logica, vedo in tutti noi l’incapacità di accettare le regole della stagione invernale e la paura ingiustificata di fronte ai disagi che ci si presentano. Nella mia città sono state chiuse le scuole, ancora non si è visto un fiocco di neve, per la gioia degli studenti e non solo, visite mediche rinviate, uffici pubblici non molto disponibili all’ascolto dei cittadini, sono stupita e meravigliata, ne ho passate di peggiori rispetto alle intemperie di questo periodo. Sono certa che l’isteria collettiva del freddo farà rallentare ancora i consumi e gli investimenti e ci renderà meno fiduciosi e ottimisti verso una prossima ripresa.
    Un saluto a tutti 😛
    Lucia

  7. franco muzzioli ha detto:

    Semplice è così……ma se con l’indignazione , la protesta e la politica induciamo i poveri di valori morali e di coscienza a ridistribuire un pò delle loro ricchezze ….forse potremo vivere in un mondo migliore.

  8. Semplice1 ha detto:

    Oggi esistono povertà vere, per tutti! Nessuno ne è esente.
    Per i poveri di sempre, la povertà è assenza di casa, di cibo, di calore, di inclusione, di famiglia.
    Per i nuovi poveri, la povertà è precarietà, licenziamento, incertezza, preoccupazione per il sostentamento della famiglia..
    Per i giovanissimi poveri, la povertà è il furto del futuro, l’assenza del lavoro, della pensione, l’impossibilità di farsela una famiglia.
    Ma i più poveri in assoluto sono coloro che poveri non sono,coloro che sono la causa del malessere degli altri, la loro è povertà di coscienza, di valori e di morale.
    Un abbraccio

  9. Giulio Salvatori ha detto:

    Credo che la gente semplice, le cose le faccia con giudizio:anche perché non può fare diversamente.Vorrei esere come Pino, ma non ci riesco.Al mio paese si dice che :- Chi ha la pancia piena non pensa alla fame altrui- Ma mi dite cosa dobbiamo fare ancora? Ci hanno ridotti sul lastrico, ci porteranno alla disperazione finché, un matto (ma io non lo reputo tale) commetterà qualcosa di grave. Dopo, dopo, si griderà tutti :-Roba da matti !- Ditemi voi cosa farebbe una madre per i suoi figli? Lascio in sospeso la risposta perché la sento già nell’aria gridata da tutti voi. Non voglio sciupare il salotto di Lucia con delle frasi poco educate , ma se si legge fra le righe si capisce la mia amerezza.La famosa goccia, sta per far riboccare il vaso.Lucia, forse sono andato fuori tema , ma non sono riuscito a trovare nel manto candido della neve , la dolcezza .

  10. luciabaciocchi ha detto:

    Voglio aggiungere un pensiero ai vostri graditi commenti, sotto le nevicate, l’Itala sembra sfarinarsi, continue polemiche e situazioni difficilissime da gestire. Ricordo molto bene le nevicate del ’56, nei paesi di montagna dell’Umbria neve e freddo portarono tanti disagi, ma con momenti di solidarietà e condivisione. Oggi la situazione di emergenza porta divisione e polemiche che non giovano alla soluzione dei problemi, forse dalla presa di coscienza di un’Italia infreddolita, impoverita, lacerata, si potrebbe cercare di ripartire e con l’impegno di tutti per una crescita costruttiva.
    Un saluto affettuoso a tutti
    Lucia

  11. pino vangone ha detto:

    Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 
    Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 

    In altra occasione “Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, 7 gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa. 8 I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero: “Perché questo spreco? 9 Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!”. 10 Ma Gesù, accortosene, disse loro: “Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un`azione buona verso di me. 11 I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. 12 Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13 In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei” [Matteo 26:6-13]

    Lucia il primo brano è molto chiaro ed esplicito ed illustra chiaramente in che modo aiutare chi è nello stato di bisogno.
    Più difficile appare l’interpretazione del secondo brano dove sembrerebbe che Gesù limiti l’aiuto ai poveri, ma ciò è assurdo perché Gesù si è speso per venire incontro ai bisogni degli altri, quindi Gesù vuole evidenziare che l’andare verso di Lui diventa più importante di qualsiasi altra azione umana e che l’amore verso Dio mette nella luce migliore anche l’Amore verso quelli che sono nel bisogno per agire nel modo migliore, secondo i suggerimenti dello Spirito.

  12. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Lucia, molto bello il post, come sempre.
    Oggi più che alle rinunce e altro, occorre solo ricordarsi di avere una Coscienza.
    Questa società ha dimenticato da tempo di averla.
    Un abbraccio
    Gina

  13. girasole ha detto:

    Sai Lucia, a me è rimasto in insegnamento che mi veniva da mia nonna:quando ti vien voglia di comperare qualcosa chiediti sempre “mi serve davvero?” Non sai quante volte questo ricordo mi ha fatto posare cose inutili che mi piacevano in quel momento ma di cui in realtà non avevo affatto bisogno. Credo che mai come oggi questo insegnamento possa aiutarci a riacquistare il senso della misura e magari girare lo sguardo intorno e usare quei soldi che possiamo “sprecare” , se ne abbiamo,in modo diverso. Ridare al denaro il suo giusto valore. Forse questa crisi, un effetto positivo ce l’avrà…
    Ciao, un abbraccio

  14. franco muzzioli ha detto:

    Mi sembra d’esser monotono ribadendo ancora una volta che non abbiamo capito che stiamo uscendo dalla società dei consumi per entrare nella società della sopravvivenza globalizzata.
    Sia ben chiaro la parola “spravvivenza” non è quella descritta da Steinbeck in “uomini e topi” o quella che colpisce in questo periodo di crisi strati della popolazione, è un nuovo modo di vivere in maniera “sobria” “equa” ed “altruistica” . Sono d’accordissimo con il pessimismo di Lorenzo….è sempre difficile fare dei passi indietro….è complicato dire ai nostri nipoti che si vive ugualmente anche senza l’ultimo “ipod” o ai fraticelli che è opportuno si riapproprino del loro” altruismo” che dovrebbero possedere per convinzione religiosa.
    Siamo impastati nell’egoismo, egocentrismo ed edonismo….dobbiamo riscoprire l’umiltà , la felicità delle piccole cose , l’amicizia…..l’altro……!!!! Ci vuole pazienza ..è una rivoluzione importante e forse noi che abbiamo conosciuito nonni e genitori che queste virtù praticavano ,qualcosa sentiamo e vediamo. Aiutiamo i giovani …….è un compito gravoso ma che dobbiamo imporci.

  15. fausta68 ha detto:

    http://vergognarsi.blogspot.com/2012/02/clochard-fuori-dal-convento-frati.html
    Spero che il link funzioni, non sono molto brava in questo ma volevo fare un piccolo “errata corrige” sulla vicenda del clochard che, come spesso accade sui giornali, è stato portato a conoscenza per metà suscitando una infinita serie di recriminazioni. Questo non leva nulla al fatto che ci siano tanti problemi ma credo che la verità vada sempre al di sopra di tutto. C’ero cascata anche io poi fortunatamente ho trovato l’artiolo completo.
    Tornando a bomba hai proprio ragione sulla povertà, ce ne è tanta e molto spesso quella vera si tiene nascosta con molta dignità. Ma qui si tratta di allargare il proprio cuore, fare qiel poco che possiamo e non è detto che si tratti per forza di un aiuto diretto: io credo che già abolire lo spreco
    dalla nostra vita sia un buon aiuto, poi ci sono tanti modi: qui ne ho letti già tanti……
    Sei una donna tanto sensibile, grazie dei tuoi spunti di riflessione!

  16. nives1950 ha detto:

    Ciao Lucia!
    Johann Wolfgang Goethe scrisse: “Ove c’è molta luce, l’ombra è più cupa.”
    Credo che questa Verità illumini ogni tempo, ogni luogo, ogni persona.
    A Venezia…per esempio…il Volontariato è una Reatà che interviene con ogni mezzo e risorsa… anche in questi “tempi difficili”.
    Forse pure altrove, esistono Centri come questi:
    http://www.osservatoriopolitichesociali.provincia.venezia.it/html/listasedi.asp?IDServizio=122&IDComune=1&Terr=1&idasl=2&Tem=7
    Lo so che è poco….che è solo una goccia nel mare….ma è Realtà che esiste, c’è, opera…
    con mille difficoltà!
    Come quella dei Frati Capuccini di Mestre!
    Essi offrono un pasto caldo e ristoro per circa 80 persone al giorno…(anche a chi ha dimora quasi fissa…si ubriaca,
    è violento, spaventa, o si addormenta sui gradini della chiesa.)
    Sai…fino a poco tempo fa, facevo parte di un Gruppo di Solidarietà della CARITAS.
    Per diversi anni mi sono impegnata con molto entusiasmo….Spesso mi ritrovavo con le lacrime per l’inaspettata riconoscenza….Ma credimi, non è facile discernere tra i veri “BISOGNI” della gente!
    Sentimentalismo, buonismo, ingenuità…il più delle volte, fanno dimenticare che…”la medaglia ha sempre due facce”. Infatti, non basta la spicciola carità….bisogna entrare nello specifico, sporcarsi le mani…
    rischiare…spendersi…E questo non è davvero facile!
    Ma questa, naturalmente…, è solo la mia modesta opinione.
    Un caro saluto.
    Nives

  17. ili6 ha detto:

    la crisi ci renderà più umani, come spera Mi, o ancora più bestie egoiste?
    Desidero fortissimamente essere ottimista, ma…
    è una crisi strana, dai contorni sfuggenti, pilotata e voluta e questo mi preoccupa alquanto.

  18. giarr ha detto:

    Ho appena letto un dispaccio sulla stampa di rete : la Grecia è in sciopero generale !
    Hanno già tolto 13^ e 14^, il salario minimo è stato portato a 500 Euro, centocinquantamila impiegati pubblici sono già stati licenziati, e l’attuale governo “deve” mandarne a casa altri 50.000. Stacchi di acqua pubblica e corrente elettrica per inadempienza sono all’ordine del giorno.
    Io credo che le elites che ci governano da Brussels, Lussemburgo e Francoforte, senza che noi si sappia chi sono e da chi sono stati eletti, si siano bevuti il cervello.
    Per far parte dell’ Europa dobbiamo diventare poveri e mendicare come sta succedendo ai
    greci ? E che cosa abbiamo fatto di male all’ Europa perchè essa ci tratti da servi della gleba ?
    ANCHE LE CONDIZIONI DEGLI ITALIANI, SPAGNOLI , PORTOGHESI ED IRLANDESI devono essere equiparate a quello standard ?
    Ci stanno riducendo in povertà : a quando la servitù ?

  19. popof1955 ha detto:

    Queste immagini-intervista le ho viste qualche giorno fa, avrei voluto scrivere un post. Grazie per averlo fatto tu, con tanta delicatezza.
    http://www.ecodibergamo.it/videos/Video/16735/?category=None

  20. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Cara Lucia, hai introdotto temi di particolare importanza e approfondirli in tutte le loro caratteristiche e sfaccettature sarebbe impossibile.Cominciamo dalle necessità economiche e relazionali. Si osserva che nella nostra società si verificano forme di immiserimento in categorie sociali medie che prima godevano di un certo benessere, e questo è un dramma perché non c’è ricchezza senza il coinvolgimento di un numero elevato di persone. Si dice pure che l’immiserimento viene vissuto male da persone che prima non lo conoscevano ed è verissimo. Da qui si passa immediatamente al secondo aspetto che illustravi: la perdita dei legami sociali e con il territorio. Non dovrebbe mai avvenire, ma di solito avviene, e non per semplice egoismo. Una persona si sente coinvolta quando ha una sua dignità, un suo ruolo: se non lo avverte più si lascia andare e lascia andare, di conseguenza, anche le sue relazioni. Passiamo, in ultimo, ai sacrifici nenecessari per….ecc. eccetera. Non sono convinto che bastino i sacrifici per affrontare i complessi problemi di oggi. Ci sono voluti anni per raggiungere i nostri attuali livelli e ci vorrebbero anni per ripartire e conseguire qualche successo. Dunque, sono pessimista. D’altra parte, forse non ci riflettiamo abbastanza, ma i nostri livelli non sono stati raggiunti da molti altri popoli, e sono la maggior parte nel mondo.

  21. Vito M. ha detto:

    credo che le ultime riga raccontano di una realtà con cui bisogna fare conto.
    Dovremo imparare a rinunciare ad alcune cose che sono superflue per dirottare la nostra attenzione al necessario, che sicramente impareremo ad apprezzare di più.
    Ti auguro un buon pomeriggio, con amicizia, Vito

  22. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    In questo periodo di freddo, sarebbe giusto che la gente siocupa dei suoi fratelli, non costa nulla portare coperte calde, o un termos con un the o un brodo caldo.. chiudiamo sempre gli occhi davanti a queste cose, ognuno di noi può fare qualcosa… invitarli a fare la cena con noi.. farsi fare un bagno caldo, regalivi nuovi vestiti.. insomma sono anche loro nostri fratelli, e noi tutti assieme dobbiamo prendersi cura di loro.. Pif

  23. Hai sentito la notizia di quei frati che hanno chiamato i carabinieri perchè un barbone dormiva nel loro porticato? proprio loro che professano la carità :-(… E poi con l’emergenza che c’è, gente senz’acqua, senza luce nè gas impossibilitati a muoversi ed il comune cerca di aiutare e porta loro i viveri c’è gente che si lamenta col sindaco perchè hanno la neve davanti al cancello…ok ne abbiamo tanta, la sposti da un lato e la butti sull’altro, ma vuoi capire che le emergenze sono altre? poi quando han sistemato tutti ti libereranno anche dalla neve…ecco dove ci ha portato il benessere, un bell’egoismo,… allora dico io ben venga la crisi se ci rende un pò più umani…..
    Buon tutto carissima 🙂

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