Il Natale di Giulio

Fra poco scocca la mezzanotte e Natale 2011 si mette nel baule dei ricordi. Belli ? Brutti ? Ognuno chiuderà il proprio.Se Vi devo dire la verità, non l’ho sentito -come una volta- Anche il brodo non ha più quel sapore d’un tempo. Ricordo il gallo del pollaio attaccato per le gambe ad un chiodo, perchè “facesse il collo”  prima di spennarlo ad acqua bollente, e passarlo poi sopra la fiamma del fuoco per togliere i “costoni” e la peluria.Le penne più colorate le mettevo da parte. Toccava sempre a me la parte del chirurgo. E mi garbava aprire quel gallone e tirare fuori il tutto. I fegati e il cuore, gli mettevo in un piattino perchè la mamma ci faceva il sugo per i ravioli : Tordelli , come si chiamano in Versilia. I cosciotti arrosto con le patate, tutto il resto, in una capace pentola per fare il brodo. Anche la carne lessata , aveva un altro sapore.Il collo e la testa erano le parti preferite del babbo .Angelo, non credere che sia andato -fuori tema- , ma ho scritto questo pensiero legato molto ad un Natale di qualche anno fa. Dove sull’albero di pungitopo, o di ginepro, facevano spicco qualche arancia e poche caramelle. Vi erano però, tanti biscotti fatti al forno dalla mamma, da non confondersi con le merendine di oggi. Biscotti dalle forme più strane fatti anche dai bambini…sai come si chiamavano ? Befanini. Anche il profumo era diverso :si spandeva per l’unica stanza che faceva da sala e da cucina, dove nell’angolo scoppiettava un fuoco vivo, con ciocchi di carpino, frassino o quercia. Legna forte diceva mio padre , durava tutta la notte. Mi fermo qui Angelo, spero di averti fatto un “regalo” alla mia maniera, fuori dai binari tradizionali, Un po rude…ma cosa vuoi che esca da questa penna? Dia ! Natale è passato e, che sia migliore il prossimo.

Il solito Maledetto Toscano.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Quisquiglie e Pinzillacchere. Contrassegna il permalink.

17 risposte a Il Natale di Giulio

  1. ili6 ha detto:

    in ritardissimo, ma sempre in tempo (spero) per complimentarmi con Giulio che nei suoi scritti fa rivivere momenti (e sapori) che un pò appartengono a tutti noi e che, seppur nei ricordi, continuano a sapere di buono.

  2. mariella54 ha detto:

    Ciao Lucia ho visto il tuo augurio lasciato sul mio blog ,cosi’ sono passata da te .Ho letto la cronaca del vecchio Natale ,anche il mio era cosi’,fatto di povere cose ma molto più sentito .non voglio essere quella che dice sempre che gli anni passati erano i migliori,ma sembra che oggi il Natale sia più una festa di consumismo,dove è andata a finire l’attesa per il regalo che ti durava tutto l’anno ,per potere assaporare il pAnettone che si mangiava solo quel giorno,oggi cosa c’è di nuovo a Natale?Mangiamo tutto l’anno ciò che ci piace,se vogliamo farci un regalo non c’è bisogno di aspettare il Natale , i bambini hanno di tutto e di più.No ,per me questa festa non significa più niente mi sembra tutta una montatura.Ciao

  3. ANGELO ha detto:

    Giulio,ti ringrazio come maledetto toscano ti ammiro e ti apprezzo, mi fa sempre piacere leggere le tue cose, anzi m’invigorisce. un caro saluto. Ps. Lucia per ora non la fuciliamo, ci sarà tempo.

  4. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Lucia, il racconto di Giulio (tranne la parte un pò cruda del sacrificio del gallo) ben
    rispecchia il Natale dei miei Nonni.La semplicità delle cose fatte in casa, ma soprattutto veniva
    fuori l’innocenza di certi sguardi che ornava il cuore di tutti.
    Un abbraccio a Te, Angelo e Giulio
    Gina

  5. semplice1 ha detto:

    Mi si è straziato il cuore per il povero gallo! (sono vegetariana e animalista…e tu trucido hai fatto una autopsia in diretta).
    Ho apprezzato tutti gli altri rituali a me comuni…ho un leggero senso di vertigine se ripenso al profumo di cannella dei biscotti che cuocevamo nel forno a legna, sorrido se ripenso al ramo di “spini pulici” (è la pianta di asparago selvatico che cresce nei boschi) che noi decoravamo con le palline di vetro( pochissime) e caramelle… ricordo la gioia del presepe che ogni anno cresceva…accarezzo il ricordo principe di quei giorni: l’attesa!
    Non so che darei per poter ancora provare quelle sensazioni fatte di semplicità, di autenticità…di buono.
    Un abbraccio grande a Giulio a Lucia e al suo grande amore:Angelo

  6. Giulio Salvatori ha detto:

    Hai fatto bene a pubblicarlo Lucia, Niente uso delle armi…Credo di interpretare il pensiero degli Amici:- tutto ciò che può far piacere a Angelo , fa piacere a noi. Avanti tutta .

  7. luciabaciocchi ha detto:

    Chiedo venia a Giulio per aver postato, a sua insaputa, una mail indirizzata ad Angelo, spero che mi perdoni. Ringrazio tutti quelli che hanno lasciato un pensiero, le vostre parole ci aiutano ad affrontare le difficoltà quotidiane e tengono compagnia ad Angelo nelle lunghe giornate. Questo Natale, non privo di pensieri, mi ha fatto ripensare a molte cose, non possiamo vivere pensando solo alla pensione, alle tasse, alla casa, ma ho sentito che tutti gli esseri umani sono fratelli perché partecipano alla stessa speranza, basta cogliere il vero senso del Natale, come dice l’amico Pino.
    Un saluto carissimo a tutti
    Lucia

  8. lucianaele ha detto:

    Povero gallo……..
    Ma anche i miei Natali erano più o meno così.
    Un abbraccio e una buona giornata,
    Luciana

  9. Pino Vangone ha detto:

    Se il prossimo Natale sia più bello di quello passato molto dipende anche da noi. Se solo riuscissimo a cogliere il senso vero del Natale…del Dio con noi… allora sarebbe una gran cosa , una gioia un tripudio ma intanto godiamo dei sentimenti umani che il Natale comunque porta con se e regala a tutti.

  10. popof1955 ha detto:

    Buon Natale a tutti, o meglio ancora blog natale. Che bella sorpresa questo post di Giulio.
    Sono allettato anch’io, colpa di un colpetto di tosse che mi ha fatto girare la colonna, ah non essere abituati ai dolori dei malanni che pena. Ma è così, la strega colpisce col suo colpo a tradimento, quando meno te l’aspetti, non attende il sei gennaio e che i dolcetti si stacchino dai rami.
    Eduardo diceva “aggia à passà a nuttata”, e passerà. Ciao Angelo. .

  11. Giulio Salvatori ha detto:

    Quella benedetta donna di Lucia andrebbe “fucilata”sul campo, solo con gli onori della bandiera di Montefalco.Le mie sono reminescenze di qualche mese fa…, per fare un saluto diverso a Angelo. A chi vuoi che interessi il gallo di Giulio? E’ solamente un tassello , sia pur genuino , che oggi appare fantasia. Del resto, i profumi non sono ancora riuscito a trasmetterli, ma sono di altri tempi e sento che li conoscete. Voglio riportare un brano di un critico letterario scritto nella copertina di un libro che ben conosco:- (…) “Allargare la conoscenza dei luoghi cari al cuore arrichendoli di sentimento, è come se riaffiorasse un passato carico di fascino…” Mi fermo qui, prima che cada qualche luppicone , ultimamente prendo del fresco agli occhi. State bene se Vi riesce.

  12. ANGELO ha detto:

    Carissimo Giulio, non sei affatto andato fuori tema con quello che hai scritto, anzi con molta semplicità hai saputo dare quell’impronta che più o meno nelle case della gente comune avveniva per preparare il pranzo di Natale. Ricordo che il mio albero era un largo ramo di ulivo in cui erano attaccate delle arance , delle caramelle Rossana e dei biscottini dalle forme strane come dici tu, che la mia nonna sapeva fare al forno con tanta sapienza.
    La mia festa era solo guardarlo. Il nostro Natale caro Giulio era molto diverso, ma aveva quell’importanza che meritava. ciaoooooooooooooooooo
    Apptrofittto per salutare con tanto affetto, Franco e Lorenzo.

  13. franco muzzioli ha detto:

    A……….Lorenzo …a Giuliano e a tutti gli amici

  14. franco muzzioli ha detto:

    Estendo l’abbraccio anche a Leonardo ….ovviemente

  15. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Dolce, burbero e antico Giulio, Buon Natale, Buon Natale. E che sia davvero migliore il prossimo, come auspichi.,

  16. franco muzzioli ha detto:

    Caro Angelo, che ti devo dì , tutte le volte che leggo Giulio …mi trovo a pensare in toscano, lui riesce a far diventare quelle rocce aspre chiamate Apuane il “bellichero” del mondo, e si comincia pian piano a toscaneggiare senza manco accorgersene. Poi parla sempre dei buoni pasti antichi e ti viene una “sguscia” della Madonna anche se hai appena fatto il cenone di Natale.
    Vi becco tutti e due per darvi un abbraccio Supernatalizio…uno di quegli abbracci grossi grossi che solo vecchi uomini (ovviemente e saldamente etero) si possono dare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...