L’Italia con l’acqua alla gola

In questo momento d’incertezza per il Paese Italia, questa metafora è da prendere alla lettera. Tutto sembra precipitare; terremoto politico, disastri che hanno ridotto la regione Liguria e non solo, in un mare di fango e detriti, l’acqua è salita a tal punto fino a uccidere  persone. Noi tutti percepiamo le grandi difficoltà che stiamo attraversando e sentiamo la necessità di dover salvare L’Italia, non solo dalla grave crisi economica, ma dalla violenza della natura che ogni tanto si risveglia e si ribella. Ci sorprendiamo sempre di più di fronte ai disastri definiti naturali, ci sembra impossibile che in quest’era in cui la scienza e la tecnologia hanno raggiunto traguardi impensabili, piogge, temporali e maree, possano provocare morti e danni enormi, quasi come se ancora fossimo ai tempi dei nostri avi. Increduli siamo anche nel credere che il Paese debba essere salvato dalla crisi economica, politica e morale, questi momenti sono decisivi per il nostro futuro ognuno faccia del suo meglio per trovare soluzioni positive. Un fiume in piena può improvvisamente travolgere tutto, ma teniamo presente che siamo noi quel fiume.

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18 risposte a L’Italia con l’acqua alla gola

  1. semplice1 ha detto:

    E’ un momentaccio certo…ma è dai momentacci che nascono le reazioni più grandi, le intuizioni più geniali. Mi piace essere parte di quel fiume in piena, non per distruggere ma per lavare lo sporco.. una bella acqua cristallina.
    Bacio 😉

  2. sonoqui ha detto:

    Un abbraccio di un sereno fine settimana
    Con simpatia
    Gina

  3. nives1950 ha detto:

    Sì Lucia! Davvero…può l’uomo diventare come quel fiume distruttivo!
    Ma l’uomo è dotato anche di intelligenza e volontà…
    per questo non rinuncio a sperare!

    Un caro saluto!

  4. luciabaciocchi ha detto:

    Antonio per difficoltà tecniche non è riuscito a postare il commento mi ha pregato di copiarlo.

    Purtroppo bisogna dire che ce la siamo andati a cercare.
    Questa classe politica che ci ritroviamo è stata purtroppo voluta da molti italiani, che spero lo abbiano fatto in buona fede, adesso siamo ad un’importante svolta, è ora di rimboccarsi le maniche, e agire in prima persona, senza deleghe di comodo.
    Gli italiani hanno sempre dimostrato, nei momenti più gravi, di essere un tutt’uno e di saper stringere i denti e lottare e confido che anche questa volta sarà così, sperando solo che questa volta la lezione venga ricordata. Tocca a tutti noi fare in modo che ciò accada.
    Un abbraccio.
    Nino

  5. scanazzatu ha detto:

    Purtroppo bisogna dire che ce la siamo andati a cercare.
    Questa classe politica che ci ritroviamo è stata purtroppo voluta da molti italiani, che spero lo abbiano fatto in buona fede, adesso siamo ad un’importante svolta, è ora di rimboccarsi le maniche, e agire in prima persona, senza deleghe di comodo.
    Gli italiani hanno sempre dimostrato, nei momenti più gravi, di essere un tutt’uno e di saper stringere i denti e lottare e confido che anche questa volta sarà così, sperando solo che questa volta la lezione venga ricordata. Tocca a tutti noi fare in modo che ciò accada.
    Un abbraccio.
    Nino

  6. franco muzzioli ha detto:

    Cara Lucia ,forse dovremmo fare un pizzico di “mea culpa”…………….qualcuno ha votato il cav.Berlusconi che ci ha portato in questa tragica situazione …….qualcuno ha consumato più del necessario ,indebitandosi e portando il mondo occidentale ad una gravissima crisi economica ……..qualcuno ha sperperato le ricchezze della terra , inquinando l’aria, cementificando il verde, ignorando l’ecosistema e considerando le risorse naturali inesauribili.
    Quel “qualcuno ” ,anche se in piccola parte…siamo anche noi!

  7. luciabaciocchi ha detto:

    Amici del blog, come sempre commenti che esprimono la vostra sensibilità verso i problemi che stanno attanagliando il nostro Paese su vari fronti, non rispondo personalmente, in questi giorni mi sento come “Omino” di Cattelan, spero lo conosciate, uno degli artisti italiani più famosi del mondo in questo momento. Famose le sue affermazioni quando riteneva la scuola “un problema, non perché fossi stupido ma perché mi rendeva stupido”, ha fatto mille lavori strani per decidere che non voleva lavorare ma “sopra ogni cosa essere libero, che le idee valgono molto più dei soldi e che soprattutto non si può comprare il tempo” Forse sto andando fuori tema, ma questo pensiero mi sembra bello e importante in questo momento.
    Con amicizia e stima 🙂 🙂

  8. sonoqui ha detto:

    Buongiorno cara Amica, la natura non fa nient’ altro che riprendersi
    quello che le è stato . Siamo noi, esseri scriteriati e superficiali a ferirla ogni giorno.
    Il Progresso se non accompagnato dalla Coscienza di ognuno, si trasforma in Regresso.
    Un abbraccio di simpatia e affetto
    Gina

  9. ili6 ha detto:

    ah, no, eh?! non parlarmi di maltempo che oggi nella Sicilia Jonica c’è stato il putiferio!! da me ha grandinato per oltre 20 minuti ininterrottamente e la grandine si è ammucchiata negli angoli a nord come fosse neve. Immagino già il disastro nei campi e tra gli uliveti…
    Proprio adesso che scrivo la pioggia è cessata ma è in atto una tempesta di fulmini alti ed orizzontali e il cielo si illumina a giorno in uno spettacolo tanto bello quanto inquietante.
    Beh, che dire? Cerchiamo di trovare il meglio anche tra le tempeste.
    Ciao, sorrisi lampeggianti per tutti 🙂

  10. Giulio Salvatori ha detto:

    Condivido in pieno che è un momento difficile in tutti i sensi.Dice un vecchio saggio :-piove sul bagnato- Infatti non ci voleva quello che è successo. Mi rimane difficile capire quanto dice Lucia e cioè ( …”ognuno faccia del suo meglio…) Qui mi sembra il caso di dire – Ognun per se cura si prenda- E badate bene che non è un concetto egoistico, ma quando la benzina è finita, è finita. La macchina si ferma . Ora, siccome non siamo noi a condurre questa macchina, come si fa? Cosa dobbiamo fare? E’ una domanda che rimbalza nella testa dei comuni cittadini.C’è bisogno di cambiamento, di quelle benedette riforme che, tutti ne parlano, ma che non si vedono. Ora, che berlusconi lascia la poltrona, (pare) vedremo cosa succede. Noi, non abbiamo altro che la cabina elettorale. Ma bisognerebbe cambiare anche gli uomini come dice il sindaco di Firenze.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Giulio ti rispondo con le parole dell’amica Laurin 42
      “Tutti dobbiamo sentirci responsabili di queste tragedie annunciate che ora fanno notizia e poi scompaiono nel dimenticatoio senza soluzione.
      Siamo irresponsabili quando deleghiamo ad altri la responsabilità.
      Siamo responsabili quando diamo l’esempio nel nostro piccolo intorno, nei piccoli gesti quotidiani di rispetto dell’ambiente.
      Gesti quotidiani che implicano anche il far rispettare le regole di convivenza civile che riguardano anche la conservazione dell’ambiente.
      Io credo che se tutti fossimo più attenti a rispettare ma anche a far rispettare e sensibilizzare anche le autorità preposte, nessuno potrebbe tirarsi indietro.
      E forse finalmente il gruppo umanità sarebbe degno di essere tale.”
      Grazie Fausta 🙂

      http://ravanellorosa.wordpress.com/2011/11/04/genova-per-noi/#comments

  11. pierperrone ha detto:

    Mi limito stasera all’ultima parte del tuo post:
    il fiume in piena questa volta siamo noi!!!
    E lo dico con grande forza, con il cuore pieno di agitazione, di preoccupazione e di sollievo!
    Un abbraccio, Lucia,
    Piero

  12. popof1955 ha detto:

    Ogni volta che arrivo a Genova percorrendo i viadotti che dai monti portano al mare, mi assale la tristezza, per il un miscuglio di case e ciminiere. Poi dentro la città riscopri la vita. Ora ho in mente le braccia stese delle gru del porto, nel ricordo sembrano pugni alzati al cielo che non si stendono in preghiera, ma rabbia. E’ dura veder la vita portata via dall’acqua.

  13. fausta68 ha detto:

    E’ sicuramente un momentaccio ma quanta parte ha l’uomo in tutto questo? Tanta, ho paura, su tutti i campi e se l’uomo non prende coscienza della sua parte di colpa, sarà molto difficile rimettere in piedi la situazione.
    Un saluto, carissima!Sempre belle le tue “provocazioni”….

  14. è davvero un brutto momento per l’Italia…….speriamo torni il sereno un pò per tutto

  15. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Che devo dire? Se lo scenario è quello che giustamente ricorda Lucia, non dobbiamo somatizzarlo perché sarebbe la fine. Vediamo con calma gli sviluppi e rendiamoci conto che il nostro Paese è comunque uno fra i fortunati, in tutti i fenomeni indicati, Per rimanere al maltempo, ricordo quei poveretti della Thailandia che girano a piedi sull’acqua da mesi. E così per l’economia, la politica, i fenomeni delittuosi, ecc. Ripeto, l’unica avvertenza, che faccio a me stesso è di non farci toccare l’anima. E sperare, sperare e, nei limiti del possibile, fare qualcosa di positivo, a incominciare da noi.
    🙂
    🙂

  16. Vito M. ha detto:

    effettivamente sono disastri naturali, ma l’uomo, con la sia arroganza, la sua sete di danaro, la sua mancanza di rispetto verso una natura della quale è figlio e non padrone, contribuisce ad amplificare e anche di tanto, quelli che sono, e sono sempre stati eventi naturali.
    L’uomo deve capire, anzi deve smettere di far finta di non capire tutto questo, i pochi disonesti devono smetterla di violentare il territorio, perchè poi quando questo si ribella, non guarda in faccia a nessuno.
    Ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

  17. lucianaele ha detto:

    Hai ragione Lucia.
    E’ un momentaccio per tutti noi.
    Politica ed eventi atmosferici disastrosi non aiutano ad essere ottimisti, anche se bisogna andare avanti e cercare, nel nostro quotidiano, soluzioni adeguate.
    Buon pomeriggio,
    Luciana

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