Noi, i nuovi barbari

Aspettando i barbari

Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?
Stanno per arrivare i Barbari oggi.

Perché un tale marasma al Senato?
Perché i Senatori restano senza legiferare?
È che i barbari arrivano oggi.
Che leggi voterebbero i Senatori?
Quando verranno, i Barbari faranno la legge.
Perché il nostro Imperatore, levatosi sin dall’aurora,
siede su un baldacchino alle porte della città,
solenne e con la corona in testa?
È che i Barbari arrivano oggi…….

Costantino Kavafis, poeta greco( 1863- 1933)  .

Sono versi perfetti, dicono molto e oggi ci riguardano più che mai.

Si parla sempre di più di INVASIONI BARBARICHE, viene spontaneo chiedersi chi sono i barbari, “ gli altri”, come sempre popoli venuti da lontano. E se invece fossimo proprio noi? Guardiamoci allo specchio e guardiamo quanto siamo diventati barbari, quanto abbiamo perso di criticità, siamo addormentati.

 Se osserviamo scene ritagliate dalla nostra realtà sociale e politica potremmo identificare i tratti della barbarie contemporanea; la violenza quotidiana, la scarsa moralità sia nel pubblico sia nel privato, lo sfacelo della scuola, la “cultura televisiva “ che ha occupato il posto del vero sapere, atti vandalici che deturpano i nostri monumenti. Nostro compito è quello di combattere i moderni imbarbariti che usano quotidianamente un linguaggio scurrile e corrotto, che non credono nei valori fondanti della nostra società, che inquinano l’esistenza. Ma dove sono i moderni barbari, forse sbaglierò, ma mi vengono in mente le folle che riempiono i centri commerciali o al pubblico dei reality show, che passano interi pomeriggi ad ascoltare le vicende più atroci e che non hanno più la capacità di critica e di valutazione, i nostri politici che ogni giorno offrono uno spettacolo indegno e così tutti coloro che fanno i furbi danneggiando i più deboli.

 Più di una generazione rischia di non incontrare il futuro. I barbari siamo noi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Politica. Contrassegna il permalink.

36 risposte a Noi, i nuovi barbari

  1. parolesenzasuono ha detto:

    vero, la responsabilità è sempre anche nostra, perchè siamo noi a scegliere cosa fare entrare nelle nostre vite—

  2. luciabaciocchi ha detto:

    Ringrazio tutti gli amici che hanno lasciato qui il loro pensiero, ognuno ha espresso le sue sensazione e le sue esperienze, ma tutti desiderosi di guardare al futuro.
    Mark Twain una volta scrisse: «Fai progetti per il futuro perché è li che passerai il resto della tua vita».
    Credo che tutti i noi dobbano riflettere sul significato di queste parole e trovare in esse le motivazioni per guardare con ottimismo e passione al domani.

  3. fausta68 ha detto:

    Molto bello il tuo post, mi picciono molto le poesie di Kavafis, questa poi è così attuale!
    Sono tutte belle le risposte al tuo post, segno che – grazie al cielo – c’è una fetta importante di umanità che ha aperto gli occhi sulla barbarie odierna e la riconosce anche là dove più forte si nasconde.
    Vorrei solo aggiungere che nessuno può sentirsi estraneo a questa nuova barbarie: siamo tutti coinvolti (rubo a Gaber) perchè anche se non “barbari attivi” non sempre combattiamo con forza la “barbarie” che ci circonda e non sempre ci è possibile perchè vivendo nel mondo non possiamo cancellare dalla nostra vita elementi che oramai sono di uso comune.
    Neppure gli Amish – con il loro restare attaccati ad una vita lontana da ogni modernità – sono perfetti….e poi, francamente, li trovo un po’ ridicoli!
    Credo che ci voglia tanta buona volontà e tanta pazienza……i nostri tempi non sono quelli della vita, i cambiamenti cominciano a vedersi……sono d’accordo con te, non chiudiamoci alla speranza di un mondo migliore!
    Un abbraccio 🙂

    • luciabaciocchi ha detto:

      Cara Fausta mi hai parlato degli Amish che aborrono la televisione e amano leggere libri e riviste, se non offendono i loro princìp,ma ben poco pottrebbero fare di fronte ai nuovi barbari.
      Un saluto affettuoso 🙂

  4. scanazzatu ha detto:

    Che uomini siamo ? Anche se non barbari, siamo peggio, siamo loro complici, abbiamo permesso
    che prendessero campo, abbiamo tappato i nostri occhi perchè troppo comodo non vedere, abbiamo messo il bavaglio per paura di gridare la verità, per salvare il nostro orticello, abbiamo barattato la nostra coscienza in cambio di effimeri favori.
    Critichiamo la classe politica che ci governa, dimenticando che loro ci sono grazie a noi.
    Critichiamo, critichiamo, questo ci riesce bene, dimenticando le nostre colpe.
    In fondo tra i nuovi barbari e noi non credo vi sia una grande differenza, loro esistono per merito nostro.
    Quando ci riapproprieremo della nostra coscienza, della moralità, allora potremo sperare in un cambiamento.
    Cara Lucia, forse penserai che queste mie parole siano troppo dure, ma io credo che questa sia l’amara verità.
    Un affettuoso abbraccio.
    Nino

    • luciabaciocchi ha detto:

      Antonio condivido in pieno il tuo pensiero, l’indifferenza e l’apatia di cascuno di noi ha permesso il proiferare dei nuovi barbari e ce dobbiamo assumere le nostre responsabilità. Questo presente non assomiglia al futuro chei ci aspettevamo, facciamo in modo che non venga meno la speranza di crearne uno migliore.
      Un saluto affettuoso 🙂

  5. Lisboantigua ha detto:

    Intanto ti ringrazio per le visite e i commenti che mi hai lasciato…non ho potuto farlo prima.
    Quanto al tema che hai lanciato “i barbari moderni”, hai ragione siamo tutti i nuovi barbari però vorrei poter spostare l’angolazione e cioè…non siamo nati barbari, hanno voluto fortemente farci diventare “barbari”; non so se riesco ad esprimere bene il mio pensiero. E con questo non è che cerco l’assoluzione per tutti….credo che vi sia la società che le classi dirigenti di quest’ultimo secolo hanno voluto…ma forse io ho le idee ancora confuse, chissa!

  6. maria cavallaro ha detto:

    Ciao Lucia, ottimo post, nel suo insieme, bella la poesia e azzeccate le tue parole che condivido.
    Per carità…i centri commerciali, non son capace di comprarvi un ago.. tutta quella gente che vagabonda senza meta tra i reparti non sa cosa fare la domenica pomeriggio ? per me è stato penoso l’unica volta che ci sono stata, mi sentivo un’alienata tra alienati, mi dava un senso di nausea tutta quella gente che mangiava incurante tra la gente che passeggiava e poi avrei battuto sonoramente quelle giovani mamme, che passeggiavano con i neonati appesi al collo in quell’ambiente inadatto, ricettacolo di polveri e pieno di virus , pericolosi per i piccini… barbari si perchè non si sanno piu sacrificare. Non parliamo poi di politica e tv, uno scempio vergognoso!!!Proposte e soluzioni?noo!! solo rammarico per fenomeni di costume inarrestabili che giungono a cavallo dei tempi moderni. Un abbraccio Maria.

  7. Arcangela ha detto:

    La prima volta che sono entrata in un grande supermercato avevo 5 anni, ora ne ho 55. A sedere sul seggiolino del carrello, spinta da mia madre, odiavo quel modo di girare tra quei corridoi, lunghi e super illuminati, sentivo lo sbuffo di mamma, che spingeva il carrello sempre più pesante. Non mi piaceva, non mi piace neanche ora, girare per questi posti immensi, in mezzo a gente senza sorriso, frettolosa, irrespettosa, in coda ai vari banchi con ghigne da primato, prepotenti alle casse. Io credo che sia stato il primo imbarbarimento di massa. Compravi, consumavi, buttavi. Senza chiederti dove finivano i sacchetti, gli imballaggi. Senza chiederti dove finiva tutta la merce in scadenza. L’importanza era consumare. E far fare i soldi a pochi.

  8. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Lucia, un augurio di una settimana serena
    Con affetto
    Gina

  9. semplice1 ha detto:

    Il mondo è pieno di barbari.. La barbarie è, per me, in ogni luogo o azione che impedisca ad un altro uomo di poter vivere con dignità, di potersi evolvere, di essere libero dal bisogno, libero nei pensieri, libero di esprimersi, libero di sognare.
    Barbari lo siamo un pò tutti.. nessuno si esenti.. anche il tollerare barbarie ignavamente ci rende barbari. Ciò che produce barbarie dentro l’anima è solo l’egoismo, quel volersi accapparrare beni, potere a dismisura costi quel che costi. Barbarie è pensare individualisticamente.
    Un’altissima percentuale di umanità vive condizioni disumane, e per fame e per guerre.. ogni momento muore una persona per malattia, per miseria..perchè gli è mancato un tozzo di pane. Qualcuno mi dirà: che c’entra sto discorso? Sei fuori tema Semplice! No… non sono fuori tema.
    Mi piace immaginare il mondo come un unico posto da calpestare, mi piace considerare la terra mia, anche se ne sono distante migliaia di km da alcuni luoghi.. non mi piace l’idea che sia frazionata in tanti piccoli orticelli protetti da altissimi e impenetrabili steccati. Ma i diritti presuppongono imperativamente doveri..E così.. non solo debbo considerare miei tutti gli angoli di mondo ma devo fare i conti con i problemi che trovo. Questo per dire, che i problemi dovrebbero essere onere di tutti.. che solo sentendoci accomunati dall’appartenenza saremo più forti contro chi ci vuol fregare.
    Ci si può sbarbarire, solo nel momento in cui saremo capaci di pensarci come un’unica umanità, quando riusciremo a fare quel salto universale..quando capiremo che i problemi del mondo sono tutti legati tra loro come le maglie di una catena. Quando pretenderemo di diritto per TUTTI le cose che vorremmo ciascuno per noi, quando ci considereremo una sola UMANITà..forse..forse..
    Sembra utopia? Beh… se si pensa in grande forse si ottiene di più anche nel piccolo.
    Un abbraccio Donna Lucia 😉

    • luciabaciocchi ha detto:

      Semplice, hai espresso chiaramente il mio pensiero, come sempre trovi le parole giuste. Forse è la nostra sensibilità di donne che ci fa vedere il mondo in maniera reale e concreta, anch’io mi guardo intorno e vedo tanta barbarie in tutti i campi, ormai ci siamo tutti dentro, difficile uscirne, ma dobbiamo provarci…
      Un abbraccio all’amica cara 🙂

      • pierperrone ha detto:

        Mi associo caramente all’abbraccio, che vuole stringere un pò tutta l’umanità, parola che pare fuggita dal vocabolario di questi tempi. E’ come se dai manuali dell’aritmetica che regola i rapporti fra gli uomini fossero sparite le addizioni e le moltiplicazioni e fossero rimaste solo le sottrazioni e le divisioni.
        Meno male, invece, Lucia e Vera e anche gli altri amici che condividono questo pensiero, meno che ci siete anche voi!
        Piero

  10. franco muzzioli ha detto:

    Sono completamente d’accordo con Pier sia per il giudizio su Kavafis sia sull’interpretazione del brano poetico…altro dirvi non so………….Pier …..non fai per caso Pierferdinando ….,,,,,!!!! L’essenziale è che tu non faccia Piersilvio.
    Scusate smitizzo un po una situazione che è molto grave …ma proprio per quello che ha detto Pier ho tanta speranza per il futuro. “I barbari” quelli che portano degrado e declino della società e che sono citati da Lorenzo e dagli altri …sono gli integralisti, i qualunquisti, i consumisti, gli ottusi,gli immorali, i farisei, gli sfruttatori,gli opportunisti ……..sì..quelli sono i veri barbari…….

    • pierperrone ha detto:

      Si Franco, sono quelli i veri barbari, oggi. Sono numerosi e rumorosi, fastidiosi e pericolosi, odiosi e presuntuosi e… così, … osi …e osi…
      Speriamo che … la facciano finita presto!
      Un abbraccio …
      Pier (che sta per Piero, o all’anagrafe, al completo, Pietro Donato) Perrone

  11. pierperrone ha detto:

    Amo moltissimo Kavafis. Le sue poesie hanno il sapore dell’eterno, dell’antico che ancora oggi vive nel moderno. E, così, sempre vivrà, con le sue bellezze, i suoi amori, e le sue barbarie.
    Ed è vero, oggi, se cercassimo la barbarie, probabilmente non potremmo che trovarla là dove dici tu, cara Lucia, nei centri commerciali, nei reality, davanti alle morte tv.
    Si, non si può non essere d’accordo con questo tocco di realismo avvilente ma molto … reale.

    Ma, cara Lucia, secondo me questa poesia va anche oltre.
    Quei barbari che dovrebbero giungere sono i barbari che dovrebbero portare il nuovo, che dovrebbero spezzare il cerchio del vecchio, che doovrebbero dispensare i doni della meraviglia, della speranza, del sogno…
    Desideri che i sacerdoti, i senatori, la popolazione della città di Kavafis, tutti morti viventi, non possono più nutrire senza proiettarli all’esterno della cerchia di mura della città, al di là delle rive e delle coste dell’isola dove si è ritirata la loro anima intristita e solitaria.
    E così quei barbari prendono i colori e la forza della linfa verde che dovrebbe rivitalizzare quel cimitero di morti inconsapevoli.

    Quei barbari mi sembrano molto, molto, i nostri giovani, che sembra abbiamo chiuso fuori dalla porta del presente, ai quali pare che abbiamo rubato le chiavi del futuro.
    Mi sembrano quel flusso di migranti che attravresano il nostro corpo italiano come una sacca di sangue gorgogliante e vivido.
    Dovremmo fermarli qui, pregarli di rivitalizzare il nostro dna!
    E invece, come nella poesia di Kavafis, essi non si fermano, ci lasciano, ci evitano, ci isolano, ci rifiutano, ci lasciano soli e delusi come i cittadini della città di Kostantinos.

    Tempo fa avevo fatto un post, sulla repubblica indipendente con queti versi meravigliosi.
    Se posso, ve lo regalo:
    http://repubblicaindipendente.wordpress.com/2009/11/29/in-risposta-a-kavafis/

    Un abbraccio,
    Piero

    • luciabaciocchi ha detto:

      Leggo stupita, come spesso mi capita, il commento di Piero. Bellissima la tua lettura di questa poesia, ampia e chiara, di là da quello che mi ero proposta, molto contenta che abbia lasciato l’indirizzo del post che hai fatto, invito tutti a leggerlo, veramente degno di lode.
      Ti ringrazio e saluto 🙂

  12. semplice1 ha detto:

    Tornerò Lucia… per adesso un abbraccio.

  13. ili6 ha detto:

    come non concordare con quello che scrivi, cara Lucia. C’è un impoverimento generale di tutto, e non solo economico: valori, educazione, cultura, rispetto. Non tiriamo in ballo la scuola, per favore, che sì ha le sue responsabilità ma è sempre più sola ed isolata e combatte giornalmente contro certi mulini a vento di quotidianità familiari.
    Ci vorrebbe una presa di coscienza globale e per tutti. Come dire che ci vorrebbe la luna…
    Ciao e continuiamo a sperare.

  14. girasole ha detto:

    Mi è sempre difficile commentare post come questi. Perchè non so proporre soluzioni ,perchè probabilmente non ne ho. Nessuno di noi credo, è esente ormai da una certa forma d’imbarbarimento vuoi anche solo per il fatto di sentirsi sconfitti e rinunciare a combatterlo accettando quel che viene e cercando di sgusciare tra le pieghe di questo mondo senza farsi troppo male. L’unica arma che mi sento in grado di contrapporre è quella che mi offre il mio lavoro, ma ti giuro Lucia, che da un po’ di tempo,ci sono momenti in cui anche questa mi sembra un'”arma” ormai spuntata… Cosa possiamo noi? Quanto può davvero incidere la scuola, quanta più forza ha tutto il resto sui giovani? E soprattutto questa scuola che oggi ancor di più viene isolata e impoverita, può ancora sperare di agire in modo efficace, di avere ancora qualcosa da dire? Me lo chiedo e non so trovare risposta. Continuo a crederci ma mi rendo conto di fare sempre più fatica…
    Un abbraccio

    • luciabaciocchi ha detto:

      Non credo che ormai siamo così vecchi e stanchi e che insieme ai nostri giovani resteremo a lungo seduti ad aspettare che qualcosa appaia da lontano. Dobbiamo lottare e credere in un futuro migliore.
      Un saluto caro 🙂

  15. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Amica cara, il Tuo Bel Post non ha pecche,
    tranne quella di combattere i Nuovi Barbari.
    Quella specie … non la si combatte( perché ha l’anima che si bea nell’ ignoranza del futile)
    Si annulla, distruggendo la Fonte del loro imbarbarimento.
    Sembrerà assurdo … ma bisogna tornare alla Semplicità di una volta per “eliminare” certe forme di “progresso” che invogliano solo il
    regresso dell’ Anima (non avere più Umanità)

    Ti lascio ad una serena giornata
    Con affetto
    Gina

  16. Giulio Salvatori ha detto:

    Vorrei partire dal concetto fondamentale che -La Legge E’ Uguale Per Tutti- Ma non è così. Vorrei tener presente che –L’Educazione e il Rispetto – sono i pilastri del vivere quotidiano. Ma non è così.Vorrei passeggiare tranquillo anche di notte, ma non è così, non si può, troppi mascalzoni in giro. Vorrei lasciare la porta di casa aperta come una volta, ma non si può. Vorrei lasciare i miei nipoti giocare liberi , ma non è possibile:-anche la chiesa ha i suoi lupi. Vorrei che la gente dicesse basta alla provocazioni continue dei nostri governanti -TUTTI- Dice un vecchio detto che , ci vuole fermezza e non mollare mai . La fine del motivo l ‘Internazionale dice :- futura umanità . Io ci spero .

  17. Angela ha detto:

    Quello che mi spaventa di più è l’incapacità che abbiamo di reagire a tutto questo, molti sembra che si stiano svegliando ma è l’impoverimento generale che li porta a protestare, il popolo dei centri commerciali che forse ha ancora un pò di soldi per “rincorrere” le offerte del giorno si copre gli occhi e và avanti assecondando il mondo dorato della pubblicità e tutta la tv spazzatura che onestamente a me personalmente mi ha stufata. Lucia un abbraccione e perdonami se sono stata polemica.

  18. popof1955 ha detto:

    La barba cresce, insieme ai capelli. Parte da dentro di noi e non possiamo controllarla. La portiamo all’esterno, talmente tanto da concludere che quelli che non curano i loro peli, non si amano. Noi siamo belli e rasati. Il nostro barbiere butta via i nostri peli come fossero la nostra coscienza e ci sentiamo sollevati alzando l’indice ogni volta che vediamo una barba.

  19. come sono sagge le tue parole! i nuovi barbari, magari! ma davvero quando penso alle maree negli ipermercati ed alle platee avanti allo schermo a seguire reality a me viene un magone….e allora pensi che forse il governo che abbiamo è quello che ci meritiamo 😦

  20. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Molto stimolante il tuo scritto, Lucia. Da condividere e sottoscrivere nei contemuti. Tutti. Mi pongo un solo problema: se, fatto questo, ci accontentassimo della condanna, non faremmo un buon servizio né a noi né ai barbari di tutte le bandiere. Perché è vero che ci sono i nuovi barbari da riprovare e correggere (e questo sarebbe davvero meritorio) ma ci sono anche i barbari induriti dall’uso come si potrebbe dire (vogliamo pensare per un attimo a quelli che frustano le donne che guidano, ecc.?). Sarebbe importante se, di fronte a tutti i fenomeni di imbarbarimento (e ci comprendiamo benissimo), quelli che hanno il coraggio delle proprie opinioni, e non sono faziosi, e non sono intruppati in formazioni politiche o parapolitiche, facessero sentire alto e forte il loro grido, di protesta ma anche di proposta, invece di subire stando zitti, come purtroppo accade il più delle volte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...