Il giorno che ha cambiato il mondo

11 settembre 2001, sono passati già dieci anni dall’attacco terroristico a NEW YORK E ALLE TORRI GEMELLE, un evento che sconvolse il mondo, da quel giorno tutto è cambiato, nulla fu come prima.                                                                                            L’impatto economico e psicologico dell’11 settembre, è stata sicuramente  una causa importante per la crisi economica mondiale e per il successivo indebitamento delle famiglie, in particolar modo per quelle americane, che  ha portato poi alla crisi finanziaria esplosa nel 2008-2009, i cui effetti  devastanti sono oggi visibili a tutti, sicuramente un evento che ha cambiato la Storia. 

In Italia era il primo pomeriggio di una tranquilla giornata di fine estate l’11 settembre 2001.I giornali del mattino parlavano delle polemiche tra Bonaiuti e Rutelli, di D’Alema possibile presidente dei Ds, della partita di calcio Roma-Real Madrid prevista in serata,  quando improvvisamente la notizia dell’attento sconvolse il mondo intero.

E voi , quel giorno, dove eravate? Come avete saputo della notizia? Che cosa avete fatto, che cosa avete pensato? Quali sono, dieci anni dopo, i vostri ricordi di quella giornata? Come ha cambiato la vostra vita, quell’attentato?

Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della sera scrisse “ SIAMO TUTTI AMERICANI”, dieci anni dopo lo siamo ancora?

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24 risposte a Il giorno che ha cambiato il mondo

  1. repair car ha detto:

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    Ritengo che il nostro senso critico e la consapevolezza dei limiti posti alla conoscenza umana, a causa della limitatezza della nostra natura, ci portino sovente a dubitare, a essere moderatamente scettici. Qual è la verità sulla tragedia dell’11 settembre? La cronaca e la storia, per ora, non hanno dubbi: terrorismo islamico, sino a prova contraria.

    Eppure c’è chi ancora dubita. Sui mass-media, infatti, serpeggia un’opinione ipercritica sul drammatico evento, fondata su ipotesi non controllate, supposizioni vaghe, surrealiste, spesso al limite della “stupidity”. Si fa della dietrologia. Si vuole a tutti i costi trovare motivazioni nascoste. Si sospetta, soprattutto quando ci s’inventa un nemico politico, cui attribuire l’origine di tutti i mali del mondo. Si teorizza il complotto, ma non si forniscono prove credibili. L’onere della prova, infatti, è a carico, nel caso in questione, di chi nega la causa accertata del tragico evento.

    Nel mondo, certe “sinistre” posizioni ideologiche, negano contro ogni evidenza fenomeni storici accertati e documentati, quali i crimini contro l’umanità, i genocidi, le pulizie etniche, e altri tristi accadimenti messi in atto dalla follia umana. In una democrazia, come quella “americana”, la legittimità del potere politico si fonda sul consenso degli elettori e sul controllo, tra l’altro, della “opinione pubblica”, caratterizzata dal pluralismo delle idee politiche. Il contatto tra culture diverse, in un mondo sempre più globalizzato, rende, purtroppo, inevitabile lo scontro con “civiltà” e “culture” che si fondono su idee e valori antitetici a quelli occidentali. Quanto all’Islam, fondato sul sacro testo del Corano, dio incartato, invito ciascuno di noi a spendere parte del nostro tempo, mediante uno studio critico, per rendersi personalmente conto della pericolosità di certa sua ideologia politico-religiosa.

    GERARDO

    • luciabaciocchi ha detto:

      Gerardo ben venuto nel mio blog, sai un incontrare un amico è sempre un piacere per me, ho letto con attenzione quanto tu hai scritto, ammetto la mia ignoranza e poca capacità critica in merito, ti ringrazio per la tua attenta analisi che arrichisce questo articolo. Con amicizia
      Lucia

  3. Arcangela ha detto:

    Io ero a casa, avevo la televione accesa con il volume molto basso. Quando cominciai a veder scorrere le immagini, non riuscivo a capire, se era un film del genere catastrofico, alzai il volume e cominciai a girare sui vari canali. Non capivo o forse non accettavo. Non lo so. So soltanto che mi resi conto che da quel momento l’America, non era più “intoccabile”.

    A distanza di anni, sono sempre più convinta che non sapremo mai come è andata veramente.

  4. fausta68 ha detto:

    Mi ha telefonato mia figlia dicendomi di accendere la TV …. poi lo sgomento di assistere in diretta alla tragedia!

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    Credo che in ognuno di noi, vi sia la consapevolezza di quanto sia piccola la terra.Quella FERITA, non è solamente dell’America ma e dentro di noi.Le Nazioni hanno capito che il terrorismo può colpire ovunque e i servizi segreti sono in continuo collegamento fra di loro,ma non basta .Non sarà facile distruggere questo male . Ci sono stati che favoriscono il proliferare del male, dell’odio verso Nazioni democratiche.Religioni che sono l’oppio di menti malate.Non ci resta che sperare in una crescita di buoni rapporti fra questi paesi dove la violenza ha le radici .

  6. mariella ha detto:

    Il mio ricordo di quel giorno è ancora limpido nella mia mente: era un martedì pomeriggio e stavo guardando un film su Rete4 quando un edizione speciale del Tg4 interruppe il film, un incredulo emilio fede diede la notizia.. vidi le prime immagini che canali americani trasmettevano, mi venne la pelle d’oca: era davvero accaduta una cosa simile? Mi sembrava surreale.. un aereo di linea americano “usato” contro una delle Torri che erano il simbolo della città americana di New York.. Se ci penso uno stratagemma davvero ben studiato che sorprese tutti.. Non ce lo saremmo mai aspettato un piano simile.. Dopo non poco sussegue un’ altra notizia: avevano colpito l’altra Torre: da lì capii che era proprio un attacco terroristico. La vita è cambiata perché si ha sempre la paura di altri attentati simili, di viaggiare.. non ci si sente più sicuri. Una parte di me pensa, che questi avvenimenti sono progettati ed eseguiti in cosidetti “tempi militari”, cioè credo nella tesi dell’auto-attentato del governo americano che usò Biladen come “strumento” per fomentare la paura del mondo islamico, unico nemico dell’occidente, ma che con altrettanto di “tempi militari” hanno provveduto a far sparire. Sapeva troppe verità “scomode”? Il mondo del potere è “marcio” ed è governato da gente di potere “marcia” e criminale; come la “cerchia interna degli illuminati”: un gruppo di persone “di potere” i quali decidono le sorti del mondo e in che “tempi militari” vanno scatenati certi eventi. Lo so, è surreale.. ma è quello che vogliono che tu pensi, e cioè: che non esistono, che non esiste un gruppo di potere come la cerchia degli illuminati, del quale il ministro dell’economia Tremonti ne è un “membro”. Tutto ciò è inquietante..
    Ciao.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Mariella ti ringrazio per il commento, confesso che l’ho letto più volte prima di afferrarne il senso. Questa sera, in un reportage televisivo, hanno dato valore scientifico alla tua ipotesi, devo dire che sono rimasta sconcertata, non aggiugno altro!!! Un saluto
      Lucia

  7. sonoqui ha detto:

    Nulla è come prima e più di prima.
    il mondo (che in fondo siamo Noi) è rimasto mutilato e senza più voce per sempre.
    Ero in casa con mia nonna (che adesso con cè più), seguivo una trasmissione sportiva su un
    canale privato, quando sotto in didascalia scorrevano parole di morte e orrore.
    Passai su un canale nazionale, poi su un altro e ancora e ancora.
    Tutti in edizione speciale: Il mondo era in Lutto.
    Ma come ha detto saggiamente Maria Rosaria, c’era una “parte “che festeggiava.
    Un abbraccio di buon fine settimana
    Gina

  8. pierperrone ha detto:

    Io ero in ufficio, al lavoro, nella vecchia sede che dirigevo allora.
    Ricordo tutto ed anche la tensione di quel giorno.
    Immagini davvero drammatiche.
    Ma ricordo anche che feci, in quel periodo, un pensiero strano: se non ci fosse stata la televisione tutta quella tragedia non sarebbe accaduta.
    Pensiero stupido, fatto sul “se”.
    Ma la penso ancora così, e da allora guardo la televisione ancora meno, solo il minimo indispensabile (notiziari, che mi fanno smadonnare di solito, e vergognare, qualche volta. E qualche evento sportivo, ma raramente).
    Film, quasi mai.
    Meno di due o tre all’anno.

    Un altro pensiero di quel periodo (ma ero già passato ad un altro ufficio), e siamo al period delle guerre, d’Afghanistan ed Iraq, era che la soluzione del male del terrorismo si poteva trovare solo grazie alla politica, non con le armi.
    Ma il mondo non la pensava come me.

    Un abbraccio a tutti.
    Piero

    PS. Trovo, però, che la retorica di questo decennale ha invaso televisioni e giornali in maniera davvero eccessiva, è come una marea che attanaglia alla gola e annega. Penso che si dovrebbe guardare avanti. Al futuro. I nostri ragazzi è lì che hanno gli occhi puntati. Il nostro mondo di adulti, quello dei media ufficiali, quello della politica, è sintonizzato su una stazione sbagliata.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Anch’io ho fatto questa riflessione; da una parte il ricordo delle vittime, dall’altra una città che corre e riprenderà la sua solita veste. Sarà difficile conciliare queste due aspetti così diversi nella ricostruzione, i famigliari delle vittime temono che dopo questo anniversario seguirà un grande oblio.

  9. ili6 ha detto:

    Stavo rassettando la cucina quando mio marito mi citofonò dallo studio di sotto e mi disse di accendere la tv. Non capii che stava accadendo, poi vidi lo schianto del secondo aereo e fu tutto chiaro. Mio marito salì in casa e restammo in silenzio a guardare la tv per tutta la serata. Alcuni anni prima eravamo saliti su quelle torri insieme e insieme quell’11 settembre assistemmo increduli e sgomenti alla loro terribile fine.E alla fine della serenità del pianeta.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Hai ragione, da quel giorno sono cambiate le vite di tutti noi, il modo di viaggiare, di andare in vacanza, di muoversi e soprattutto di guardare gli altri, perchè dal quel giorno il sospetto è entrato nella nostra vita.

  10. franco muzzioli ha detto:

    Ero ad un pranzo di lavoro ,rientrato ,un socio mi disse …”hai ascoltato la radio … come è possibile che un aereo colpisca un grattacielo ?….” Accendemmo la televisione degli uffici e vedemmo………………!!
    Non ricordo quali fossero i primi commenti ,era tragicamente nitida la sequenza dell’aereo che si infilava in una delle Twin Tawers ….mi dissi …” come mai c’è un fotoreporter appostato a cogliere questi secondi così inimmaginabili e tragici..?.” Questo dubbio mi è rimasto come il crollo di una struttura collaudata per il 9° della scala Rikter. Tutto così tragicamente fatale e così tragicamente catastrofico.
    Una ferita che l’America non dimenticherà mai.

  11. SETTIMIA ha detto:

    Ricordo quell’11 settembre 2001 benissimo.
    Era una giornata piena di sole, calda ma non afosa; un leggero venticello rendeva piacevole stare all’aperto.
    Fu una giornata particolare per me. Ci eravamo rincontrate, dopo quasi 30 anni di lontananza, un gruppetto di amiche. Una veniva dalla Sicilia con marito e figli. L’appuntamento per tutte era in Piazza Castello, a Torino, ore 14,30 circa.
    Erano le amiche con le quali avevo condiviso le mie prime emozioni ed esperienze di vita, lontana dalla famiglia, nella pensione gestita dalle suore di via Bertola, dove ho vissuto dal 1970 e fino all’agosto del 1971, quando mi sono sposata.
    Con Tina, compagna di pensione e collega d’ufficio, ci chiedevamo se avremmo riconosciuto, di lì a poco, le amiche che non vedevamo da tantissimo tempo.
    Fu per tutte noi una giornata emozionante, piena di ricordi di gioventù, che ci scambiavamo vicendevolmente, mentre bighellonavamo allegramente per la città.
    Verso le ore 19, dopo essermi accomiatata da loro, ritornavo verso la mia abitazione. Durante il tragitto, avvertii un insolito e preoccupato bisbigliare tra la gente. Intuii che qualcosa di grave era accaduto, ma non capivo cosa.
    Il resto è storia, una bruttissima storia, dove la cieca violenza, indotta dal fanatismo ideologico, ha distrutto migliaia di vite e ha reso il mondo più invivibile; dove la paura del diverso ci ha resi più guardinghi e meno umani.

    SETTIMIA

  12. popof1955 ha detto:

    No Lucia, la crisi del 2008-2009 non è dovuta all’azione dei terroristi ma alla speculazione delle banche. Da un certo punto di vista quell’atto ha garantito posti di lavoro (se non di potere) e ne ha creati di nuovi. Pensa soltanto all’inutilità della CIA dopo la caduta del muro di Berlino, per il primo caso, e ai posti creati per infittire i controlli, dai produttori di chiavistelli per i bagagli nei voli in USA (devono avere caratteristiche particolari), ai produttori dei body scanner ecc.
    Io ricordo non quel giorno, ma quei giorni, in cui sentivi di scampati alla morte e li vedevi uscire come zombi a brandelli, e ricordo una notizia in particolare: nei paraggi delle Torri c’erano diverse scuole materne ed elementari frequentate da bambini i cui genitori lavoravano nei grattacieli, tanti di loro non han più rivisto la mamma o il papà. Che ne è di loro oggi? Che ne è degli orfani dell’11 settembre? Dovrebbero essere migliaia, tra qualche anno saranno maggiorenni e potrebbero a loro volta condizionare la storia. Immagina che nel 2030 uno di loro diventa Presidente e ….
    Spero che i servizi psico sociali si siano occupati di quei bambini fino a fargli riprendere fiducia e amore nella vita, niente è peggio dell’odio che cova sotto le ceneri

    • luciabaciocchi ha detto:

      Paolo grazie per aver fatto queste precisazioni, le mie sono informazioni desunte dalla lettura dei giornali, non ho molto capacità critica riguardo all’economia, percepisco solo la grande crisi economia che ormai sembra inarrestabile. Bravo e sensibile come sempre,un saluto
      Lucia

  13. scanazzatu ha detto:

    Ci sono eventi che segnano la vita per sempre,
    che non potranno mai essere cancellati dalla mente e dal cuore.
    Dopo 10 anni, ricordo ancora lo stupore per la notizia appresa dalla televisione,
    ma ancor più lo sconforto nel rendermi conto che non c’era alcun limite alla malvagità umana,
    che si potesse decidere di uccidere migliaia di persone come se nulla fosse,
    al di fuori di ogni etica morale di vita, o di umanità.
    Il terrorismo è un incubo che attanaglia tutti, l’11 settembre gli americani, in modo eclatante, gli altri giorni abitanti di altri Stati, per motivi che definire cervellotici è fare un complimento.
    In quanto all’essere TUTTI AMERICANI, credo che in quel caso poteva essere un modo per essere vicini agli abitanti di quella nazione così duramente colpita, ma adesso, dopo dieci anni, penso che siamo tutti ABITANTI DELLA TERRA, tutti soggetti al pericolo che il terrorismo possa colpire chiunque, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo.
    Le vittime del terrorismo non hanno bandiera, non appartengono a nessuno Stato, bensì fanno parte dell’umanità tutta, uccisi dalla crudeltà dei propri simili.
    Quella umanità che dovrà continuare, con coraggio, ad andare avanti nella ricerca di assassini e
    mandanti per onorare coloro che sono caduti, per rendere la Terra un luogo vivibile.
    La violenza porta solo violenza, non risolve i problemi.
    Un abbraccio.
    Nino

  14. luciabaciocchi ha detto:

    Ero sola in casa, stavo riposando sul divano con il televisore acceso, quando ho sentito la notizia, mi sembravo un brutto sogno e non riuscivo a svegliarmi, c’è voluto del tempo per credere che purtroppo fosse tutto vero. Ricevetti una telefonata da Angelo che, incredulo e spaventato, si preoccupava per me, non mi resi subito conto che la storia stava cambiando sotto i miei occhi, quelle immagini spaventose hanno cambiato il mio atteggiamento di vita, la fiducia e la disponibilità verso il prossimo, il sospetto e la paura si sono rafforzate. Da quel giorno ho avuto subito la percezione che era finita la stagione delle pari opportunità, che i ricchi sarebbero diventati sempre più ricchi e che la povertà sarebbe avanzata, è diventato sempre difficile pensare alla mobilità, alla libertà alla giustizia per tutti. Ora dopo dieci anni siamo quasi tutti tornati ad essere più provinciali e indifferenti verso ciò che succede nel mondo.

  15. girasole ha detto:

    Credo che nessuno possa più dimenticare quel giorno…Tornavo a casa dal provveditorato dove ero andata per il conferimento della mio primo incarico annuale. Ero felice, davvero tanto…
    La mia vicina sul cancello mi chiese se avevo visto quel che era successi in America.
    – Vai, vai, accendi subito la tv! – Rientrai in casa e feci quello che mi aveva detto…mi arrivarono subito le immagini degli aerei che si schiantavano sulle torri, delle enormi nuvole di fumo che investivano le persone. Ricordo un profondo senso di sgomento, di paura e incredulità. Sperai che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto, che qualcosa, una cosa qualsiasi mi dimostrasse che non era successo davvero.
    Non so quanto e come siamo cambiati da allora, certo che come tutte le tragedie che l’uomo provoca con l’intenzione di fare del male, anche se non ci colpiscono direttamente, lasciano dentro di noi un segno che ci cambia, Questa poi, essendo stata di dimensioni terribili, vista praticamente quasi in diretta e per come si è svolta, ha sicuramente contribuito ad aggravare il nostro senso di paura e la nostra fragilità. Credo che oggi, anche se certamente ricordiamo quel giorno, quel senso di paura si sia affievolito. Succede sempre e penso sia necessario che ciò avvenga. . La paura può essere pericolosa, può essere manipolata per far accettare decisioni, a livello politico, che in un’altra situazione, riusciremmo a vedere con occhi diversi.
    Ciao, un abbraccio

  16. lucianaele ha detto:

    Ricordo benissimo quel giorno.
    Ero in ufficio. Però la notizia si è sparsa subito e, appena arrivata a casa, siamo stati incollati davanti al televisore tutta sera.
    Non avevamo parole. Se avevano attaccato così ferocemente gli Usa, avrebbero potuto compiere attentati in tutto il mondo……
    Eppoi quelle povere persone. Uno strazio.
    Le tante storie raccontate……..le mille sequenze televisive……..
    Resteranno sempre impresse nella mia mente.
    Un abbraccio,
    Luciana

  17. ANGELO ha detto:

    L’11 Settembre del 2001 resterà indelebile nei miei ricordi. Mi trovavo a fare banali spese in un negozio di elettrodomestici, tutto intorno c’erano televisori accesi, all’improvviso si vide un aereo schiantasi contro una delle torri gemelle a New York, erano esattamente le ore 14,46, segnalato sul monitor. Rimanemmo tutti attoniti e inorriditi, telefonai subito a mia moglie Lucia per avvertirla di quanto stava accadendo. Mentre commentavamo con gli amici del negozio, vedemmo subito dopo, un altro aereo dirigersi verso l’altra torre, erano le 15,02, uno spettacolo agghiacciante. Seguimmo con terrore qualche minuto e vedemmo il finimondo; persone che si gettavano dai piani più alti degli edifici e fiamme che avvolgevano tutto. Non potrò più scordare quelle scene, poi seguì il crollo delle torri ridotte in un cumulo di polvere e macerie e vidi la gente che correva per le strade disperata e atterrita .Da quel momento fui pervaso da una paura che prima non avevo mai provato. Il mio pensiero fu subito rivolto a quel popolo che fino ad ora godeva di una forte inattaccabilità, ed era considerato sicuro e controllato, dai più potenti mezzi tecnologici, mi resi conto che tutto questo non era servito a nulla, nessuno avrebbe mai creduto che l’America fosse così vulnerabile e potesse essere barbaramente attaccata. Tutti questi avvenimenti hanno cambiato il pensiero politico ed economico di tutto il mondo, aprendo un periodo di crisi dal quale difficilmente si potrà uscire.

  18. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Quel giorno ero andato, come spesso avveniva in quel periodo, all’ospedale dove era ricoverata una mia carissima amica (incidente stradale senza alcuna colpa a seguito del quale è rimasta in carrozzina per sempre), e proprio dal suo letto ho visto la TV sull’incredibile attentato alle due torri. Da quel giorno, sì, è cambiato il mondo. Siamo stati tutti colpiti nel nostro intimo, fossimo o meno vicini agli americani. Questo senso di insicurezza, di fragillità, ce lo portiamo, da allora, sempre addosso. Dunque, non era vero che gli Stati Uniti erano inattaccabili. Non era vero che dominavano il mondo. E questa tragica constatazione è stata sempre più vera nel corso degli anni. Scomparso il comunismo, il capitalismo ha mostrato più di una volta la corda (anche in questi giorni che viviamo), per cui non si intravede una speranza davvero solida sull’avvenire. Per rispondere a De Bortoli, no, non siamo più, se mai lo siamo stati, tutti americani, anche se certamente non condividiamo le speranze e la prassi della violenza e del terrorismo per risolvere i problemi. E siamo sempre più inquieti, qualcuno anche disperato.

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