La graditudine

La graditudine è un sentimento raro e sottovalutato, spesso poco identificato, perchè il riconoscimento dell’altro, delle cose buone che ha fatto è difficilissimo e spesso sconvolgente e scatena sofferenza. Gli uomini questo lo sanno da sempre, già nella Bibbia veniva citato il versetto 2:15 Cantico dei Cantici.

  “Prendeteci le volpi, le piccole volpi che guastano le vigne,

   poiché le nostre vigne sono in fiore!”.

Ma cosa mai avranno combinato queste volpi piccoline, non arrivando ai grappoli saltano e distruggono tutto, distruggendo l’intera vigna, così un piccolo problema avrà conseguenze più nefaste di un grande problema. Occorre imparare a non sentire il successo dell’altro come una perdita personale, a non lasciare libero e senza regola il sentimento dell’invidia, lasciare le piccole volpi libere di scorrazzare è causa di danni che non si riparano.

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22 risposte a La graditudine

  1. semplice1 ha detto:

    Non potevo scegliere post più adatto per dirti Grazie! Sei stata, insieme ad Angelo, meravigliosa, supportandomi in un momento off… Per adesso ti lascio solo un grande bacio…hai scritto pezzi bellissimi, li leggerò con calma.

  2. Arcangela ha detto:

    Ho letto il tuo commento sul mio blog (http://arcangela-nullaaccadepercaso.blogspot.com/2011/09/riflessione.html?showComment=1314972061622#c430300577243542430) e ti ringrazio.

    E’ una storia lunga, quando avrò finalmente dipanato la matassa, la racconterò, ora da toscanaccia sarei troppo “trita”.

    Un bacio e grazie della tua visita al mio modesto blog.

    Con amicizia, un caro saluto.

  3. SETTIMIA ha detto:

    “CIO’ CHE NON UCCIDE FORTIFICA”

    Questa frase mi sollecita delle osservazioni.
    Ultimamente ho passato mesi orrendi che non mi hanno ucciso ma fortificato si.
    Fortificato non nel senso fisico, anche se sono diventata più robustina, ma nello spirito …… nella mente.
    Ho imparato a conoscere meglio il mio prossimo che… più prossimo è, più deludente è .
    La vita non finisce mai di sorprenderti; dal prossimo più prossimo ti aspetti (in un momento di fragilità) qualche gentilezza in più che non arriva e che mortifica.
    Constati, a tue spese, l’ingratitudine ed impari ad apprezzare quanto vale più un prossimo amico che un prossimo più prossimo.
    Chi trova un amico trova un tesoro, verità incontrovertibile.
    Ho trovato in questo particolare momento della vita dei cari amici e ..per questo gli dico grazie, ma soprattutto dico grazie a mio marito che fisicamente e moralmente mi ha sempre sostenuto con il suo amore.
    Mi auguro che l’ingratitudine non entri mai nel mio cuore in modo che possa sempre ricambiare, con amore, quelle gentilezze fatte di piccole grandi cose che ho tanto apprezzato e ricevuto dagli amici. Grazie agli amici, grazie al marito, grazie alla vita che ti tempra e ti fa crescere.
    Grazie al prossimo più prossimo che trascurandoti ti offende, ti umilia, ti addolora, ti sconcerta ti amareggia ma ti rinvigorisce.
    Al prossimo più prossimo dico grazie e ancora grazie per avermi insegnato CHE CIÒ CHE NON UCCIDE FORTIFICA.
    La gratitudine è un sentimento veramente raro e molto sottovalutato.

    SETTIMIA

  4. sonoqui ha detto:

    Serena e dolce domenica Amica Lucia.
    Un abbraccio
    Gina

  5. fausta68 ha detto:

    Cara Lucia, hanno già detto tutto….. stupendo il Cantico dei Cantici, molto bella questa spiegazione delle volpi piccoline!
    Ti lascio un saluto e un abbraccio

  6. Emilio ha detto:

    Un salutino al volo anche a te 🙂
    Ciao Lucia!

  7. sonoqui ha detto:

    Ciao Amica mia, sono riconoscente a persone che pur non avendo
    nulla si sono private di quel nulla per rendermi la Vita migliore.
    Sono e sarò eternamente grata al Destino che mi ha portato ad incrociare le loro
    strade.
    Ti ringrazio con un sorriso
    Gina

  8. Emilio ha detto:

    Ciao Lucia, noi dobbiamo essere sempre grati di ciò che abbiamo e non guardare con invidia quello che hanno gli altri, solo così possiamo vivere meglio sia con gli altri che sopratutto con noi stessi.
    Anche il tuo blog è bello, complimenti 🙂
    Buona giornata
    Emilio

  9. Giulio Salvatori ha detto:

    Da toscanaccio della malora, non riesco a porgere l’altra guancia.Si ! All’inizio mi prendo la pedata negli stinchi ma, se mi capita l’occasione, sia pur a distanza di anni, prima o poi la ridò con gli interessi.Giudicatemi come volete , ma di fronte a tanto perbenismo, vorrei vedere quanti di noi si comporterebbero diversamente.E essere grati a qualcuno, non è necessario essere credenti,Sarà perchè io, non devo dire grazie a nessuno. Quello che ho fatto , per me e per la mia famiglia, l’ho raggiunto con le mani e con i denti e la mia gratitudine la devo solo ed esclusivamente ai miei genitori .Ai Comandamenti che mi hanno sempre inculcato nella testa : il rispetto, l’educazione , il camminare sempre a testa alta.Del resto sono le stesse regole che ho trasmesso ai miei figli e, ora, ai nipoti.Spero che un giorno, siano grati ai loro nonni.E lo dico con orgoglio, nei miei semplici scritti, non appare mai l’arroganza, ma cerco di far vedere anche ai miopi, le cose belle della vita . Se poi mi calo nel mondo più vicino al mio animo, la musica, cerco di donare quanto di più dolce è dentro di me, con la speranza di essere capito.E , ancora con orgoglio (perdonate la ripetizione) , essendo uomo dei monti, conosco bene le volpi;fanno sempre il solito percorso, quindi non sono furbe ma stupide.Ho fatto una attenta ricerca nella mia biografia :- le parole invidia e rancore, non esistono.Grazie a Lucia per il Tema trattato. E accettate come al solito la mia conclusione, questa volta ci sta a pennello :- Il solito Maledetto Toscano

  10. pierperrone ha detto:

    Cara Lucia, spero che tutto torni al sereno, al più presto.
    E non mi riferisco solo a questa serata di pioggia pesante.
    La tua seggezza spero ti faccia mettere nella giusta prospettiva le cose che ti angustiano oggi.
    Io sono convinto che per ognuno di noi sia un dovere essere sereni; un dovere per sè stessi, ma soprattutto per i cari che ci circondano.
    Al male credo si debba rispondere con il bene.
    Non per valori religiosi, dei quali non credo di essere così fortunato da possedere la fede di base, quanto piuttosto per non avere poi disprezzo di sè. Perchè nel male c’è qualcosa di meschino, che offende più dell’offesa stessa.
    E’ quella caduta del valore umano. Un uomo senza valore umano è come un monile … d’oro di Bologna (si chiamava così, dalle mie parti, a Benevento, quando ero bambino, l’oro finto, il falso). Diventa vuoto come un manichino. E se solo riesce a vdersi così com’è ridotto dal male non può che provare pena di sè. Come un malato affetto da una malattia deturpante.
    Ecco.
    Insomma, ti abbraccio e ti lascio alle tue riflessioni di saggezza: da aprte mia spero che le volpacchiotte (che comunque restano simpatiche) si rendano conto che comunque, poi, alla fine, diventano sempre pellicce per i cacciatori!
    Piero

  11. pino vangone ha detto:

    Lorenzo, il Maestro è uno solo e tu hai la fortuna di sapere chi è…. io mi sforzo solo di stargli appresso …comunque grazie Lorenzo io anche ti leggo sempre con interesse. Ciao!

  12. luciabaciocchi ha detto:

    Questa volta il mio post ha rilevato un aspetto fragile del mio carattere, come ha detto la cara amica Luciana, questi sono giorni grigi dovuti alla situazione meteorologica e non solo…Non risponderò a ognuno di voi, ho pudore e riservatezza, spesso alcune cose che facciamo, o lasciamo passare perché crediamoo piccole o insignificanti possono essere molto dannose e ferirci nel profondo. Ringrazio tutti quelli che hanno lasciato e lasceranno il loro pensiero, le vostre parole mi fanno riflettere e mi confortano, lo confesso mi sono commossa e non riesco a scrivere altro, vi abbraccio!

  13. Cecilia Zenari ha detto:

    La persona che sa essere grata è serena e nobile il suo animo. Tutto ciò che facciamo prima o poi torna… Da cosa, nasce cosa. Se vivremo con la gratitudine, sapremo dare un sano esempio anche ai nostri figli e a chi ci vuol bene. E’ bello sentire riconoscenza, ma è ancora di più saperlo essere. La riconoscenza libera l’animo da tristi pensieri egoistici e dona Pace profonda nell’intimo dei cuori. Se essere riconoscenti comporta difficoltà, non esserlo comporta anche gravi problemi! Grazie, Lucia! Condivido pienamente ciò che hai scritto, Lorenzo! Impariamo a “costruire” il nostro destino con tanti “Grazie”, con umiltà e riconoscenza sincera. Ci sentiremo più leggeri, senza aspettarci nulla, accogliendo un sorriso che forse prima non ci sarebbe proprio stato! L’invidia e il rancore distruggono! La riconoscenza costruisce a poco, a poco, anche senza che ce ne accorgiamo, anche quando nemmeno ce lo aspettiamo!

  14. pino vangone ha detto:

    Il Cantico dei Cantici è per gli ebrei metafora del rapporto amorevole di Dio per il suo popolo, per il cristiano invece ricalca il rapporto intimo di amore che egli stesso detiene con Dio attraverso la persona di Gesù, tale rapporto è frutto di un percorso ed una corrispondenza di amore ora lenta e collosa, ora dinamica e veloce ciò dovuto alla accoglienza ed attenzione che il cristiano riserva agli impulsi interiori che gli arrivano.
    Purtroppo, molto spesso tale rapporto è disturbato da tanti piccoli compromessi che noi stessi accettiamo per tenere equilibrio tra l’esigenza della chiamata e la resistenza e le false lusinghe della vita vecchia che ancora rallentano o addirittura impediscono il cambiamento. Tali piccoli compromessi rappresentano “le piccole volpi“ che a noi stessi sembrano innocue ed invece come il tarlo sono capaci di distruggere tutto il rapporto. Da qui la frase dell’innamorata che per accogliere il Suo RE dice toglieteci quelle piccole volpi che distruggono la vite già in fiore . E’ da notare che la vite è già in fiore e la primavera del rapporto nuovo è avviata.
    L’augurio che faccio a me stesso ed a tutti voi, è quello di affidarsi, nelle difficoltà, al buon Dio, perché Egli stesso darà la capacità di accorgerci e tenere a bada le piccole nostre piccole volpi che a lungo andare logorano il rapporto e ci fanno deviare dalla strada maestra. Ciò impedirà a noi di continuare a lisciare le nostre piccole volpi e di avere chiarezza nel rapporto che ognuno di noi deve avere con Dio.

  15. lucianaele ha detto:

    Nulla da aggiungere……….
    Oggi è una giornata autunnale.
    Freddo e pioggerellina…..
    Ti auguro comunque una buona giornata,
    Luciana

  16. scanazzatu ha detto:

    La gratitudine sembra essere uno di quei sentimenti in via di estinzione,
    come se provare riconoscenza possa essere motivo di vergogna.
    Ringraziare non è mostrare di essere inferiore, bensì significa
    riconoscere i propri limiti, riconoscere che non sempre si è
    in grado di fare da soli.
    Mostrare gratitudine, quindi, eleva in quanto viene dal cuore,
    e non penalizza certo.
    A presto.
    Nino

  17. lucetta ha detto:

    Il successo degli altri per me è gioia…godo del successo degli altri specie se sono persone buone ed umili. Vedere che altri hanno capacità migliori delle mie, riescono meglio di me in alcuni campi, non mi suscita invidia… mi dispiace invece se chi ha successo in qualcosa non lo mette a disposizione degli altri . Gli ultimi 5 anni della mia vita d’insegnante elementare, a scuola si lavorava per classi parallele. Sono stati gli anni più belli perchè ho avuto la fortuna di lavorare e collaborare con una collega molto più giovane di me ma ricca di idee nuove e di capacità (come il saper disegnare) che non possedevo. Abbiamo unito la mia esperienza alle sue novità ed è stata un’accoppiata vincente per i bambini e per noi. Ciao Lucia

  18. Vito M. ha detto:

    Ciao,Credo ci sia poco da aggiungere a questo post.
    Il guardare sempre all’altrui successo, affermazione, o semplicemente ad un acquisto, non ci fa vivere bene, in quanto fa scattare quella molla d’emulazione che è semplicemente un voler soddisfare la propria vanità.
    Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

  19. Lorenzo D'Agata ha detto:

    La gratitudine riguarda tutto: dobbiamo essere grati al buon Dio che ci protegge, al sole che ci riscalda, alla famiglia che tira fuori da noi le nostre cose migliori, all’amico che ci aiuta e sostiene, ecc. Dobbiamo essere colmi di gratitudine. E non solo per quanto di buono ci possa capitare ma anche per qualche “segnale” di avvertimento che ci arriva. Allora dovrebbe nascere un presentimento, una sensazione che ci pone in guardia. E’ destino, sensazione lontana? Non facciamo finta di niente, però, Il versetto della Bibbia riportato si occupa di qualcosa in particolare: badiamo alle nostre vigne, cioé a quello che abbiamo costruito, perché non venga guastato o rovinato dalla nostra incuria. In questo caso si parla delle piccole volpi, che, non arrivando ai grappoli, possono distruggere l’intera vigna. Naturalmente, le piccole volpi sono solo un esempio di chi può mandare all’aria quanto abbiamo costruito. Tante sono le cause che potrebbero agire negativamente. Certo, in questo piccolo saggio sulla gratitudine ci sono tanti ingredienti. Io sintetizzerei dicendo: guardiamo le cose belle della vita, contribuiamo a conservarle ed accrescerle per la gloria di Dio, siamo amici di tutti e non conserviamo invidia e rancore per nessuno. Buoni propositi? Sì, ma che cosa c’è di meglio?

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