Perugia, fabbrica di cultura….

Mi piace far mie le espressioni che leggo nei commenti ai miei post, oggi prendo a prestito quella dell’amico Piero conoscitore e amante dell’Umbria.  “Fabbrica di cultura”, mi sembra l’appellativo giusto per la mia amata Perugia, centro di eventi culturali di grande importanza e sede di una prestigiosa Università.

In questi giorni si svolge a Perugia, come ogni anno, Umbria Jazz (è cominciata lo scorso venerdì 8 e terminerà domenica 17), uno dei più importanti festival jazz del mondo, e le strade del centro, soprattutto Corso Vannucci, nonostante l’afa, sono come al solito piene di gente, moltissimi i giovani, accorsi per assistere ai diversi concerti della rassegna, anche semplicemente accontentandosi della musica gratis ai Giardini Carducci e in piazza IV Novembre o dei numerosi artisti di strada che si incontrano in ogni angolo, nell’insieme trasformando Umbria Jazz in una vera e grande festa.                                                                                                             

Edizione particolare quella di quest’anno per Umbria Jazz, dedicata ai 150 anni dell’Unità Nazionale e alle donne, che sarann0 protagoniste di un cartellone che concede loro grande spazio. Un festival in bianco, rosso e verde dunque, verde come il cuore dell’Umbria, che da quasi quarant’anni è il portabandiera in Italia di questa musica straordinaria, il jazz.

Il concerto di Prince di venerdì scorso ha suscitato entusiasmo, l’artista si è esibito sul palco avvolto da un alone luminoso, che alimenta il suo mistero. I fans erano 6.800 , hanno ascoltato un sound che spazia dagli anni ’70 agli ’80.                          

Uno schermo gigante alle spalle del gruppo, tagliato a forma di occhio, che trasmette con una qualità e vividezza di colori incredibile la ripresa diretta del concerto ad opera di una vera e propria troupe televisiva. Sul palco due telecamere mobili seguono da più angolazioni tutto quanto accade nel corso dello show.

La città è la cornice che unifica le diverse anime del festival con la sua dimensione a misura d’uomo. Gli ambienti dell’acropoli contribuiscono, con il valore aggiunto di arte e storia, a rendere unico il ‘’jazz Italian-style’’.

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16 risposte a Perugia, fabbrica di cultura….

  1. sonoqui ha detto:

    In questa Fabbrica Speciale non manca proprio nulla.
    Musica, bella Gente, Amici, e tanta emozione.
    Un affettuoso saluto
    Gina

  2. pierperrone ha detto:

    Carissima Lucia,
    non ero sicuro che il Piero citato nel tuo post … mi riguardasse così da vicino.
    Sai che amo Perugia e le sue terre come … il Paradiso terrestre e credo che l’occasione del festival del jazz offra un’occasione unica per apprezzare la vitalità effervescente dei perugini (intesi in senso ampio).
    Purtroppo è troppo tempo che non riesco a venire a trovarvi, voi di quelle terre baciate da Dio.
    Ho davvero voglia di ritornarci, ma per ora … devo aspettare.
    Comunque il tuo blog, cara Lucia, è una finestra su quella terra e mi fa estremamente piacere … stare a guardare ciò che avviene lì da te.
    Piero

  3. ili6 ha detto:

    Non sono una grande intenditrice di musica jazz ma amo la Musica e la considero patrimonio dell’umanità, da preservare, incentivare e far godere a tutti senza cambiali in banca…
    i tagli alla Cultura sono una realtà amara dei nostri tempi ed è bello leggere che in alcune regioni di Italia almeno si preservino certe validissime manifestazioni.
    Chissà se si è esibito in Umbria jazz il grandissimo jazzista siciliano Francesco Cafiso? una sera mi sono incantata dietro al suo sax.
    Ciao e..alla prossima nota 🙂

  4. Giulio Salvatori ha detto:

    Come modesto musicista devo ammettere che il jazz non mi affascina, qualcuno dirà che “bestemmio” perché questa musica è espressione della fantasia dell’esecutore che si esprime sul tema, spesso in virtuosismi meravigliosi …etc.Appartengo a quel genere melodico, però, Lucia, mi sarebbe tanto piaciuto essere presente. Grazie comunque per avermi dato un assaggino virtuale di questi meravigliosi incontri . Perugia, è terra del mondo musicale e, non solo .

    • luciabaciocchi ha detto:

      Giulio la modestia non ti si confà…..appellarti modesto non va bene, lascia agli altri il giudizio.Dovresti venire una volta a Perugia durante la manifestazione e respirare l’aria impregnata di note, tutto assume una dimensione particolare che coinvolge anche gli spettatori profani come me.Un saluto!

  5. lucianaele ha detto:

    Il jazz non è proprio il genere musicale che preferisco, ma certamente Perugia è la patria della cultura e dell’arte………
    Bellissimo post.
    Buon pomeriggio e buona settimana,
    Luciana

  6. Vito M. ha detto:

    Certo che lì, la cultura si taglia a fette, sarebbe davvero splendido esserci, respirare quell’aria.
    Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

  7. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Lucia, Paolo, Fausta, Lorenzo e… Tutti
    Umbria: Terra di Santi, Arte e Cultura, lo ribadisco ancora.
    La musica per me è Vita, non disdegno neanche il Jazz anche se non è proprio
    la mia passione. Comunque, Brava Lucia, un po’ ti invidio del Tuo “godere”…
    Un abbraccio
    Gina

    • luciabaciocchi ha detto:

      Buon giorno a te amica cara e soprattutto amica dei miei amici…Sonoqui, se posso voglio usare il tuo nik, immersa in quest’aria mistica,con una natura meravigliosa, mi fa piacere farvi partecipi delle piccolie gioie…A presto!!

  8. popof1955 ha detto:

    E così ti sei tuffata a Perugia, nella magica cornice di suoni e aromi che si mescolano alle pietre antiche come i tapis roulant che ti trasportano dalle viscere alla superficie senza recare danno all’occhio, viscere dove è intatto il calore del mattone. Storco il naso però a pensare a un Prince jazz, ma tant’è, e se gli organizzatori lo han portato forse qualcosa c’è di affine tra la sua musica e il jazz.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Paolo, le scelte degli orgnizzatori sicuramente hanno mirato a personaggi altisonanati che hanno richiamato a Perugia migliaia di persone, ma giornalmente si sono esibiti artisti meno conosciuti ma altrttanto bravi, rallegrando le vie e le piazze della città, in un momento di grave crisi, questo evento è stato un grande successo. Mi parli dell’Ipogeo dei Volmini, anticamente “Rocca Paolina”,la costruzione, progettata da Antonio da Sangallo nel 1540,fu realizzata sull’intero quartiere dei Baglioni e divenne il simbolo del potere papale che regnò su Perugia per oltre tre secoli. Attualmente attraverso un percorso di scale mobili, ne è facilitata la visita e permette il collegamento rapido della Città della parte bassa con il Corso Vannucci. La Rocca è sede dìimportanti eventi come mostre di quadri e libri ed è piacevolissimo percorlerla,si possono scorgere
      antiche strade e piazze della Perugia medievale.A presto!

      • popof1955 ha detto:

        La prossima volta che vado a Perugia ho la guida privata!!!! (e non inventare scuse quando sarà).
        Per quanto riguarda l’organizzazione di UJ oggi ho letto che a causa dei tagli alla cultura il festival Tenco quest’anno rischia di saltare, quindi ben vengano le civette (Prince) per consentire ad altri di esprimere l’arte che altrimenti resterebbe in cantina.

  9. fausta68 ha detto:

    E’ molto vero, Perugia e tutta l’Umbria sono una fabbrica di cultura!
    Quante attività belle e interessanti!!!!
    Adoro il jazz e un po’ di anni fa non me lo sarei perso!!!

  10. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Grande spettacolo di Jazz, dunque, a Perugia. A me non piace il jazz ma questa è un’altra cosa. Perugia, che ” fabbrica cultura”, non può esimersi dal realizzarlo. E lo fa nel migliore dei modi.

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