L’ambulante di Fiorella Soldà

È uscito in libreria “L’Ambulante” , romanzo di Fiorella Soldà per i tipi Morlacchi di        Perugia,  ospito  l’autrice in questo piccolo spazio con grande piacere.

Fiorella Soldà, umbra ma di origini venete, ama musica e letteratura, cinema e bricolge. Laureata in Lingua e Letteratura francese coltiva interessi culturali nell’ambito della medesima civiltà passata e attuale, dalla storia alla politica. Scrive a matita,su quadernoni di fogli bianchi, poi copia al computer di cui non conosce tutti i segreti, ma solo quelli che le sono utili. Scrive per desiderio di comunicare e vivere emozioni.. Ha pubblicato diverse opere narrative , tra le ultime “La Signora si veste di scuro” e “Paillettes” che hanno ricevuto molti consensi dalla critica e dai lettori.

Trascrivo di seguito l’incipit del libro:

Faceva freddo e Lorenzo era stanco. Come bancarellista di via Canali non aveva rea­lizzato granché: normale. Le cianfrusaglie che ven­deva non attiravano quasi mai i passanti e quella fine giornata piovosa, col suo tanto poco ricavo, non lo consolò. Quattro conti: che ci avrebbe fatto? Si mise a sistemare la sua merce per andarsene. Una Signora, con un ombrello a fiori, si fermò a guardare le sue misere miserie. Così. Per caso. Per noia. Per assestare, nella mano libera dall’ombrello, le buste eleganti di freschi acquisti.

Stava per distogliere lo sguardo da quella mer­ce senza valore e andare oltre, quando il suo viso si accese di lieve interesse per una scatola che l’ambu­lante teneva su una mensola sgangherata dietro di lui. Con il tono distaccato e freddino, innato nelle signore bene quando rivolgono la parola a qualcuno che non vale niente ai loro occhi, ma che per un atti­mo può rispondere ad una voglia improvvisa, disse: – Sentite, buonuomo, voi. Sì, voi… mi fate vedere quella cassettina color cuoio… sì, quella lì, dietro di voi… – (Il voi creava distacco secondo la Signora e lei lo usava per apostrofare la colf e il giardiniere). Lorenzo la guardò un attimo. Soppesò il valore umano della Signora ferma davanti a lui. Sapeva far­lo in un secondo. Assunse tono e atteggiamento che anche lui aveva usato in circostanze come quelle del­la signora del momento.

Le spalle curve si sollevarono, le mani screpolate e callose volteggiarono in movimenti essenziali, qua­si raffinati. La voce – miracolosamente libera per un attimo dalla nicotina di pessime sigarette – fluì, dalla sua bocca, affettata, gentile e quasi nobilmente distaccata. Disse alla Signora che la cassettina…, come lei la chiamava, non era in vendita… No, neppure per la somma che era disposta ad offrire… No, … spiacente, con una signora così raffi­nata ed elegante, dover dire di no!

La Signora restò sorpresa di fronte a quei vesti­ti un po’ stracci, tutti attorno ad una insospettabile bella voce e a modi disinvolti. Neppure sembrava più l’ ambulante di via Canali. Chiuse gli occhi. Li riaprì. Scosse la testa e chiese, quasi imperiosa: – E perché no? – Vede Signora, non è una scatola o cassettina come lei la chiama. È proprietà. La mia! E non è in vendita. – rispose con una smorfia il bancarellista. – Suvvia, non mi fate ridere! – continuò la Signo­ra. – Non è una cassettina! E che cos’è? Uno scrigno forse? E poi io vi posso dare anche il doppio di quel poco che vale. Su, su, buonuomo, oggi sono partico­larmente generosa… così potete andare a prendervi qualcosa di caldo… o a bere un bicchiere… – No, Signora: la cassettina non è in vendita. –

E poi, in un crescendo che si fece via via astioso, quasi di minaccia: – Non gliela vendo! I suoi soldi se li tenga, tanto non le basteranno mai! E non mi dia del voi, non sono il suo buonuomo. E non ho bisogno di un bic­chiere di vino… So io di cosa ho bisogno! – aggiun­se, muovendo appena e con garbo l’oggetto del con­tendere, che aveva accostato all’orecchio. Poi fissò la Signora e riprese immediatamente: – Se ne vada, se ne vada, lei col suo fottuto dena­ro!- Così le gridò dietro, l’uomo burbero e grintoso. La Signora raffinata ed elegante, tutta stizzita, si spaventò, quasi. Dovevano esser pazzi quegli stracci che per un attimo avevano ricoperto una persona educata e gentile……

Si può raccontare l’”estraneo”? Risulta difficile sondare una realtà sconosciuta, molto lontana da noi. L’unica via possibile per entrare in questo mondo alieno e’ procedere per contrasti: ciò che ci e’ più vicino, familiare, consueto viene avvicinato all’”altro”. Ma a volte capita di trovarsi di fronte  ad una scoperta inaspettata quanto sorprendente: ciò che sembra diverso ci appartiene nel profondo, dando vita ad un gioco di specchi in cui il nostro concetto di “normalità” e’ diventato improvvisamente relativo. E’ questa la tesi, quanto mai attuale e coinvolgente, che sembra sostenere la scrittrice Fiorella Solda’ in questo romanzo.

Quello che salta agli occhi sfogliando il libro, prima di leggerlo, è il cambio di carattere tipografico (dritto o corsivo), e soffermandosi appena qua e là, il coincidente alternarsi del tempo verbale nel narrare: passato e presente. Il procedere in tal senso ha consentito all’autrice di cogliere le due “storie” di Lorenzo e di accompagnarlo in quello che non è se non un viaggio interiore.

A coloro che vorranno intervenire per approfondire il tema o avere ulteriori anticipazioni sul romanzo rispondera’ direttamente la scrittrice.


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21 risposte a L’ambulante di Fiorella Soldà

  1. popof1955 ha detto:

    Le poche righe lette fanno ben sperare. 🙂

  2. ANGELO ha detto:

    Il libro e la locandina del nuovo lavoro di Fiorella fanno bella mostra nella libreria al corso della mia città Terni, sono onorato di rtrovarla e leggerla in questo spazio. Le faccio tanti in bocca al lupo,mi riprometto di leggere il suo libro.

    • Fiorella Soldà ha detto:

      Grazie Angelo, anche a me piace la locandina che è stata una sorpresa del mio editore. Gli avevo lasciato “carta bianca” e l’ha composta “comme il faut”…Se leggerai di “Lorenzo” se ne potrà parlare quando lo presenterò a settembre. Ciao

  3. sonoqui ha detto:

    Cara Amica, scusami se sono poco presente, ma
    i problemi di connessione persistono (lentissima), oltre a questo
    passo anche un po’ di tempo al mare.
    Comunque, sono sempre qui, basta allungare lo sguardo e mi vedi.
    Ti auguro ogni Bene e tanta Serenità.
    Gina

    • luciabaciocchi ha detto:

      Gina ti ringrazio per i tuoi saluti affettuosi, anche io sono a Montefalco ed ho la connessione a fasi alterne. Ti auguro un’estate serena e piena di cose belle. Un saluto caro

  4. fausta68 ha detto:

    Mi stuzzica molto questo incipit così misterioso….accende la curiosità……
    Penso proprio che il libro finirà sui miei scaffali….

    • Fiorella Soldà ha detto:

      Sai Fausta, il narrare fluisce e svela a poco a poco risvolti impensati. Come nella vita: ci si trova spesso davanti a bivii, direzioni diverse, si è dubbiosi e non si sa se la decisione che alla fine si prende sarà quella migliore.
      L’esperienza di Lorenzo esprime la misura di quanto la vita possa riflettere un mondo rovesciato sulla fortuna o sfortuna delle scelte individuali.
      Ciao
      fiò

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    Signora Fiorella, non mi addentro nel concetto del Suo libro, quello che ho letto è solamente un pizzico e, meglio sarebbe leggere tutto il volume e magari rileggerlo.Come dico nei miei piccoli commenti, bisogna avere l’accortezza di leggere anche fra le righe.Posso dirLe che, a pubblicare libri, racconti etc, ci vuole coraggio.Il coraggio di presentarsi ed esporsi al giudizio e alla critica.E’ una posizione difficile quella dello scrittore/trice . Lei ha tanto coraggio.Già affacciarsi ad una platea numerosa come questa , è una testimonianza di forza.Solamente al pensiero che vi è un -Maledetto Toscano.Scherzo, avanti tutta Signora Fiorella e, complimenti per quello che sono riuscito a leggere .

    • Fiorella Soldà ha detto:

      Si definisce “Maledetto Toscano”? Mi piace. E mi piacciono anche le sue considerazioni sul “coraggio” di scrivere e pubblicare. E’ vero. E un pizzico di “coraggio” e di…sana follia me lo riconosco. Mi piace mettermi in gioco, lanciare messaggi, lanciare la bottiglia in mare con un messaggio. Qualcuno la troverà…
      fiò

      • luciabaciocchi ha detto:

        Oso aggiungere una nota a questo commento. Giulio ha un passato di scrittore e giornalista, conoscitore del suo territorio ( Alpi Apuane e dintorni) ha scritto e publicato libri di successo. Nel mio blog, ho fatto un post sul racconto “Però” tratto da libro il Ritorno. Tra narratori sicuramente è facile stabilire un’ intesa. Un saluto

  6. ili6 ha detto:

    Intanto complimenti a Fiorella per la pubblicazione, perchè scrivere un libro deve essere un’esperienza esaltante; trattare in esso tematiche forti quali “l’altro”, l’emarginato e immagino l’ideal di preconcetto e di scoperta di sensibilità ed ideali inaspettati, deve essere anche un forte impegno. Mi piacciono l’incipit, il titolo e la copertina: quella panchina con il suo carico umano che spesso chiama in corresponsabilità tutti gli altri.Lo appunto pure io, con le vacanze in arrivo potrò finalmente dedicarmi alla lettura.
    Lucia, buone, belle e gioiose vacanze nelle colline verdi e fresche: oggi qui abbiamo superato i 30 gradi ed ho una voglia di mare che non ti dico. Ma dovrò aspettare un altro pò.
    A rileggerci, connessioni estive ballerine permettendo 🙂

    • Fiorella Soldà ha detto:

      Scrivere è veramente “vivere emozioni”. I personaggi che si delineano a seguito di un’intuizione, di una sensazione reale o meno, prendono a poco a poco forma più precisa. L’immagine allora consente osservazione più profonda, genera metafore e l’espressione scritta sembra andare da sé. Si da corda al personaggio come se avesse vita propria, ma non è così.
      Grazie e saluti cari
      fiò

  7. luciabaciocchi ha detto:

    Ringrazio l’amica Fiorella per aver scelto il mio blog, nel voler presentare il post dell’Ambulante, vorrei aggiungere la dedica e il pensiero scritte nell’introduzione:

    Ai diversi la cui presenza disturba i normali

    “Tutto quello che è gioco di specchi
    fra le persone e i tempi , angoli di
    rifrazione e angoli di incidenza fra
    l’immaginazione e il fatto compiuto,
    è così oscuro, così fluido, così impossibile
    da circoscrivere e definire con parole,
    che il fatto stesso di nominarli rischia
    di apparire grottesco. Parliamo allora di
    coincidenza, termine che supplisce alla
    mancanza di una spiegazione.”
    (M. Yourcenar, Quoi? L’éternit

  8. sonoqui ha detto:

    Cara Lucia, il Tuo salotto diventa ogni giorno più
    “riccco” e delizioso.
    Posso per il momento solo “copiare” il pensiero di Lorenzo: Prima di qualsiasi opinione sarebbe più
    opportuno leggerlo.
    Comunque, mi congratulo con la scrittrice e
    a Te lascio un caro abbraccio.
    Gina

    • Fiorella Soldà ha detto:

      Cara Gina, queste conoscenze virtuali mi piacciono davvero perché sono dirette nella loro immediatezza. Fino ad un attimo fa non ci conoscevamo ed ora…c’è qualcosa che possiamo condividere, che ci rende un poco “complici”. Grazie Gina
      fiò

  9. franco muzzioli ha detto:

    Se Fiorella Soldà ha scritto un libro e lo ha pubblicato è disposta di certo ad accettare le critiche favorevoli e non.
    Dall’incipit e si sa che una lettura così parziale è eccessivamente limitativa, mi sembra che gli stereotipi e l’enfasi siano eccessive.
    Leggerò il libro anche solo per scoprire la vita di questo “ambulante” oltre alle sue scontrosità date dalla condizione sociale.

    • Fiorella Soldà ha detto:

      Caro Franco, hai perfettamente ragione: le “critiche favorevoli e non” devono essere accettate. Arricchiscono sempre, rendono più “visibile” quel che a volte…sembra nascosto. Ed è bello mettersi in gioco e porgrre agli altri il proprio mondo interiore, le proprie esperienze, quelle di altri conosciuti, i propri timori o le speranze e via di seguito… Ciao
      fiò

  10. lucianaele ha detto:

    Non conoscevo questa scrittrice……
    Sembra molto interessante.
    Da buona divoratrice di libri, ho già preso nota.
    Buona giornata,
    Luciana

  11. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Che dire? La cosa migliore, prima di esprimere qualsiasi parere, è leggere il libro. Certo, di primo acchito, piace Lorenzo il burbero, ma non è detto che abbia ragione di comportarsi così. D’altra parte la Signora, che vuole “monetizzare” tutto, ha alcunché di antipatico “a prescindere”. Brava Lucia a porre le problematiche sul tappeto. E un grazie all’autrice del libro, scritto in modo assai gustoso e attraente.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Riporto qui la risposta di Fiorella Soldà postata erronemente in altra sede.

      Ciao Lorenzo, belli questi incontri virtuali che pongono immediati altri da sé fino ad un attimo prima del tutto sconosciuti. Sai, in genere chi scrive si ascolta, osserva, crea immagini e situazioni in cui i personaggi si muovono legati a razionalità e fantasia. Possono risultare autentici compagni di viaggio per stare meno soli, o metafore per entrare nella parte più segreta di un essere umano… Grazie del tuo intervento
      fiò

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