La democrazia è felicità?

Con il risultato positivo ottenuto con il Referendum, l’Italia ha dimostrato di credere nella Democrazia. Abbiamo visto esultare nelle piazze giovani appagati e felici, negli ultimi anni, però, il concetto di felicità ha assunto un significato diverso, si è felici quando si rifiutano le regole, quando c’è un abuso sia nella vita privata, sia in quella pubblica.

Nella vera Democrazia invece c’è vita, stupore, meraviglia, momenti difficili, confronto con la società, pratica della virtù, rispetto delle regole, “ SUB LEGE LIBERTAS”, dove non c’è legge non c’è libertà. Gli italiani che si sono recati al voto hanno dato prova di essere cittadini informati e consapevoli, di fare delle scelte autonome non influenzate dall’informazione distorta. Tutti devono riconoscere che ormai la demagogia è al capolinea, gli italiani chiedono una politica diversa, intesa non più in senso verticale , ma orizzontale, i partiti non dettano più le regole, ma guidano i nuovi  movimenti, che nascono in internet. L’opinione del singolo non si fa più con il pensiero della televisione, ma attraverso internet che ha un ruolo determinante come abbiamo potuto constatare. Gli studenti, che stanno fuori dalla tv, hanno spiegato alle famiglie il significato del Referendum e sono tornati a votare dopo anni di assenteismo, chiedendo un futuro diverso. Vogliono e pretendono una informazione libera e diversa che dia la voce a tutte le parti in causa, poi ognuno si farà la sua opinione e la sua idea.

Vorrei aggiungere questo pensiero per chiarire meglio il mio pensiero:

Nella tradizione antica, la felicità era la vita buona e la vita buona non era il soddisfacimento illimitato di pulsioni individuali, ma la pratica della virtù. Nel senso di soddisfazione per il dovere compiuto, sì. Credo che possa esserci una grande felicità e forse anche noi, qualche volta, l’abbiamo provata. Ma non è certo la felicità di cui parla il nostro tempo, quando virtù e felicità sono state separate, anzi collocate agli antipodi..Oggi, il senso s’è rovesciato. Sono i potenti che la rivendicano come diritto, la praticano e l’esibiscono,  come stile di vita. Non sentiremo uno sfrattato, un disoccupato, un lavoratore schiacciato dai debiti, un genitore abbandonato a se stesso con un figlio disabile, un migrante irregolare, un individuo strangolato dagli strozzini, rivendicare il suo diritto alla “felicità”. No, sembra che in questa DEMOCRAZIA la felicità sia un diritto solo per chi detiene il POTERE.

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23 risposte a La democrazia è felicità?

  1. Maria Antonietta Palma ha detto:

    Carissima Lucia, anche se abitiamo tanto lontano in paesi diversi, con problemi politici, entrambi, la famosa globalizzazione, fà di” tutto il mondo un paese” (come dicevano le nostre mamme)…Sono d´accordo con te su ció che pensi della FELICITÁ, se il Mondo mantenesse le virtú nel posto piú alto dei valori morali dell´essere umano, certamente questa anelata felicitá apparterebbe a tanti di piú… Credo pure che LA DEMOCRAZIA (la vera) è una forma di vita ideale se si rispetta la Legge e la libertá di ogni persona…Te lo dico io che quí abbiamo avuto tantissimi dittatori…
    Un forte bacio, e un carissimo abbraccio.
    P.S.: Rispondimi se puoi…

    • luciabaciocchi ha detto:

      Maria Antonietta che bello leggerti, voglio dirlo ai miei amici, sei l’amica amatissima che mi segue dalla lontana Argentina. Queste tue parole mi gratificano e danno un senso a questo mio blog. Sei lontana, ma conosci e comprendi i problemi del nostro Paese, la difesa della DEMOCRAZIA è comune a tutti i Popoli che vogliono la FELICITA’ ( intesa come VIRTU’). Spero tornerai a scrivere,ci tengo molto al tuo pensiero. Un abbraccio, a presto

  2. lucetta ha detto:

    Democrazia e felicità due termini che a mio avviso indicano due utopie a cui tendiamo da sempre; due sentimenti umani le contrastano, l’immodestia e l’umana corruttibilità di chi è stato eletto e l’ insoddisfazione, spesso immotivata, per la nostra collocazione sociale. Certo “uno sfrattato, un disoccupato, un lavoratore schiacciato dai debiti, un genitore abbandonato a se stesso con un figlio disabile, un migrante irregolare, un individuo strangolato dagli strozzini” forse oggi hanno una speranza in più di uscire dalla loro situazione drammatica che non quella che avrebbero avuto due o tre secoli fa. Altri hanno detto che la felicità non è altro che la cessazione di una pena, questa a mio avviso è la sola ed unica delle certezze che possiamo concretamente constatare, ricchi o poveri, potenti o meno. L’esperienza ci insegna che quasi mai “il potere” e quindi il successo ed il denaro, che di norma ne conseguono, siano sinonimi di felicità, anche se ovviamente rendono molto meno gravose le ineluttabili difficoltà dell’umana vita. Per concludere il mio modestissimo pensiero sull’argomento: ci può essere più felicità in due camere e cucina che in una villa dalle cento stanze, nel contempo, e non sembri contraddizione, che questo “contentarsi” non sia mai atteggiamento di rinuncia al sempre giusto desiderio di migliorare la propria condizione sociale.

  3. franco muzzioli ha detto:

    Cara Lucia ,quanto siamo uguali nel pensiero !
    Dato che ho una discreta voce e sono intonato…. canto convinto……..” la libertà non è star sopra un albero e nemmeno il volo di un moscone , la libertà non è uno spazio libero…libertà è partecipazione…….”

  4. luciabaciocchi ha detto:

    A conclusione di questo scambio di pensieri riporto qui alcune righe scritte da Giorgio Bocca nella rubrica “L’antitaliano” sull’Espresso di questa settimana:
    -E’ giusto toccare il tasto della felicità della democrazia, la felicità di essere, di sentirsi uomini liberi. Tutti, liberi di vivere la vita nelle sue infinite forme, di manifestare, di realizzarsi come cittadini, di assumere diritti e doveri. Questa felicità non è un bene astratto o un stato ideale irrealizzabile, è qualcosa di estramente concreto, qualcosa che ha spronato una generazione a volere e a fare una guerra partigiana, una guerra di liberazione.-

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    Lucia, ho aspettato ad intervenire in questo difficile tema e, come un buon studente mi sono documentato 😦 il toscano scopre l’acqua calda) si legge – La Democrazia è forma di governo nel quale la sovranità spetta al popolo che la esercita mediante i suoi rappresentanti liberamente eletti – Ecco ! E qui rientra in campo il solito pastore che guida le “pecore” al pascolo.Fin ad ora, aldilà dei colori politici, dei buon pastori se ne sono visti pochi.Abbiamo assistito e si assiste, ad una mandria di scapestrati urlanti che hanno pensato solamente alla propria greppia.Quel gregge buono del – PARTITO DEI PENSIONATI- che avrebbe sicuramente il potere di indirizzare verso pascoli diversi, non trova la via giusta, si appoggia, si fa condizionare .Il terzo polo, come lo chiamano, mi sembra uno staff di damerini in cerca di salire al vertice, incurante del mormorio del gregge. Quindi, se ci fate caso, tutto ritorna al punto di partenza. E così, in attesa che-venga quel giorno- LA SERENITA’ DELLA GENTE E QUINDI LA FELICITA’ , tardano a venire. Per quanto riguarda la FELICITA’ individuale, ben poco conta quanto sopra.La felicità non si compra, si costruisce soprattutto con le piccole cose cose , a cominciare dal sorriso di un bambino, una carezza, un sguardo, un dire:- ti voglio bene , etc etc. E una profonda riflessione:- Se ognuno di noi ha la fortuna di avere la SALUTE , diciamo a posto aldilà di qualche piccolo acciacco, questa si può chiamare FELICITA’. Il male distrugge le famiglie e l’animo. Ritornando al tema dominante , è dovere di tutti noi, vigilare sulla DEMOCRAZIA della nostra amata Italia.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Giulio ancora una volta il tuo atteso commento ha toccato aspetti concreti e reali sul significato di FELICITA’, mi sembra che siamo tutti d’accordo, la FELICITA’ va cercata in noi stessi. In primis, come tu dici, nella famiglia,nelle piccole cose, saper apprezzare fino in fondo quello che la vita ci offre quotidianamente, ma è compito della DEMOCRAZIA elaborare delle regole affinchè il cittadino tutelato e aiutato possa vivere in SERENITA’e godere piccoli attimi di FELICITA’.

  6. sonoqui ha detto:

    Grazie Lucia del pensiero delicato che hai avuto
    guardando la mia Spello.
    Vorrei essere un attimo al Tuo posto per sfiorarlo
    almeno con lo sguardo.
    Ti lascio un Abbraccio e un sereno
    fine settimana.
    Gina

  7. ili6 ha detto:

    tralasciando il periodo politico del momento, ancora incerto ed inquietante, mi vien da dire ciò che ho sempre pensato: la DEMOCRAZIA, quella vera, dà SERENITA’.
    Non ho interpretato le scene viste in tv del dopo referendum come manifestazione di felicità bensì come entusiasmo che, come ben sai,può sfiorare la felicità ma può anche essere molto fugace.
    La felicità personale è tutt’altra cosa e la si cerca e costruisce tra le mura di casa, complice,,naturalmente, anche la serenità.

    • ili6 ha detto:

      DEMOCRAZIA

      ah…sta tastiera…ma se mi vedessi adesso capiresti…digito mezza sdraiata in poltrona, col portatile poggiato metà sulle gambe e metà sul bracciolo, storto quanto non mai… 🙂

      • luciabaciocchi ha detto:

        Cara amica, mi fa sempre un grandissimo piacere leggere le tue pacate e saggie considerazioni, concordo parlare di FELICITA’ sembra eccessivo anche a me, ma a questo termine si possono dare mille interpretazioni….per questo lo chiedo a voi. Un saluto da Montefalco con una connessione ballerina….

  8. pierperrone ha detto:

    La democrazia è o non è felicità?
    Bella domanda.
    Se pensi che in genere gli Stati che hanno assunto come obiettivo la Felicità dei cittadini hanno finito quasi sempre per diventare feroci dittature, vedi che è difficile davvero rispondere.
    Perchè il problema sta nel significato che si vuol dare alla parola democrazia, se si intende democrazia come metodo astratto di esercizio del potere dello stato, oppure se lo si intende come sinonimo di Stato, come fai più o meno tu.
    E poi, anche la parola felicità è declinata da ognuno in modo diverso, individualmente.
    Ma mi piace quello che hai scirtto.
    La virtù è una parola/concetto che oggi non va più di moda.
    Sempre meno la si usa per fare delle scelte, tanto meno scelte politiche.
    Sembrerebbe che dopo Machiavelli e la sua teoria della “doppia morale”, che affrancherebbe il politico dalla morale dell’uomo comune, ci si debba svincolare definitivamente dal tema della Virtù in politica.
    E anche in ambito religioso si rifugge molto da questo termine (come anche da quello di “anima”, peraltro). Ma io non sono uno molto religioso.
    In realtà credo che la Virtù debba essere ancora un criterio di valutazione, di scelta, fra il Bene ed il Male.
    E questo anche nel caso della Politica.
    Certo, i problemi che deve risolvere la Politica sono più complessi di quelli che il singolo uomo si trova davanti.
    Ma è certo che li deve risolvere cercando di operare il Bene: se non fosse così, obiettivi comunemente ammessi e perseguiti da ogni Stato, come il benessere dei cittadini, potrebbero essere aggrediti utilizzando strumenti “perversi”, come la guerra, la violenza, ecc. Un caso di questo genere è sta la guerra in Iraq: era per … esportare il Bene (cioè la democrazia) oppure per rapinare (o provare a farlo) il petrolio (fine molto meno Virtuoso) ed arricchire i cittadini dello stato… rapinatore ?
    Io penso che invece esista una Virtù politica, cos’ come esista una Virtù morale.
    Sia lo Stato, sia l’individuo, devono operare scegliendo le vie del Bene: difficili, certo, da esplorare. Ma quanto fascino c’è in quell’esplorazione !
    Nessun’altra strada alternativa è possibile, alla lunga.
    Il Male ha il vizio di mangiarsi le proprie vittime, di annientare chi da lui si lascia sedurre.
    E quindi, alla fine, nessuno Stato, come pure nessun individuo, potrebbe sopravvivere in quel suo regno, quello del Male.
    E così, se gli italiani sentiranno di nuovo l’attrazione per comportamenti più virtuosi sarà un bel momento ed un bene per tutti.
    E speriamo che il cosiddetto “vento del cambiamento” che si sente spirare sia qualcosa di più profondo che un semplice voltabandiera politico.
    Io sono ottimista.
    Ottimista perchè nessuno vorrebbe infilarsi nella bocca del lupo!
    Salvo gli idioti.

    Piero

    • luciabaciocchi ha detto:

      Piero come sempre il tuo commento mi impegna la mente, condivido il termine VIRTU’, la VIRTUS latina, è quella che ogni uomo dovrebbe avere, o per lo meno aspirare in una DEMOCRAZIA, il resto lo hai esposto talmente bene tu, che io non oso aggiungere altro.Un saluto da Montefalco!!

  9. zebachetti ha detto:

    un vento nuovo i giovani si stanno iniziando arendere conto che il loro futuro è a rischio in qualche maniera lo stanno predendo in mano il diritto di felicità hai ragione te è per pochi con amicizia una buona giornata nazzareno

  10. scanazzatu ha detto:

    La legge più importante è quella dettatta dalla coscienza, per chi ce l’ha.
    Probabilmente il concetto di felicità è cambiato, anzi degradato a esigenza, necessità per quanto c’è
    di più superfluo ed inutile, questo anche grazie ai modelli offerti oggi dai masmedia.
    Bisognerebbe tornare un pò indietro, ai valori di una volta, quando bastava molto poco per essere felici.
    L’apparente democrazia che abbiamo adesso in parte contribbuisce ad una certa infelicità causata dalle
    ingiustizie, disuguaglianze e malefatte che giornalmente vengono perpetrate da uomini, anche di potere,
    che ritengono che il denaro è il potere siano gli unici mezzi per essere felici.
    Ma è davvero questa la democrazia ?
    Cosa intendiamo per felicità ?
    Spero che i segnali avuti in questi giorni possano veramente portare ad un cambiamento radicale,
    che non siano solamente una ripicca elettorale.

  11. fausta68 ha detto:

    Molto bello l’articolo e sono pienamente d’accordo con quello che scrivi, speriamo solo che non sia stato un fuoco di paglia!

  12. popof1955 ha detto:

    Se non fosse per i danni che stanno facendo e che continueranno a fare, questo sarebbe il momento migliore per lasciarli al loro posto e al contempo cancellare attraverso nuovi referendum, tutte quelle leggi che gli consentono di poter prendersi gioco della Nazione.
    Ma tanto questi sotto sotto sono amici di Putin, ovvero sono dittatori ortodossi, prima Craxi, poi mister B, non mollano e vogliono portare alla dittatura del polentariato. Vedrai che prima o poi fugge ad Antibe.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Paolo ma la risposta non me l’hai data? In questa democrazia si riesce ad essere felici? E’ felice solo colui che ha POTERE? Il concetto di FELICITA’ è cambiato?

      • popof1955 ha detto:

        Mi sono accorto adesso di aver lasciato il commento a questo post nel posto sbagliato, capita quando stai scrivendo, ti alzi e poi riprendi non da dove avevi lasciato ma da un’altra parte. Fa niente, hai capito.

        Tu chiedi se la democrazia è coniugabile con la felicità. La nostra è una democrazia rappresentativa non è una forma di governo perfetta, non è la democrazia diretta dell’agorà, partecipata e condivisa, a ogni modo altre forme valide non me ne vengono in mente, vista la diversità di ognuno di noi.
        I problemi nascono quando un antidemocratico detiene il potere e si crede un dio, eternità compresa.
        Quanto alla felicità… ecco la felicità può essere coniugata alla democrazia (non viceversa). La felicità è del singolo individuo e potrà essere felice se si sente parte della maggioranza o ne capisce i buoni fini. In caso contrario non è felice, soffre. E’ un fatto di educazione sociale oltre che individuale.
        Altra domanda: democrazia e felicità sono un diritto umano o un diritto civile? Coniugando questi due elementi si hanno altre risposte ancora.

  13. barbatustirolese ha detto:

    Cara Lucia. “Le mura di Gerico” non sono ancora crollate”! Si potrebbe aprire una breccia domenica prossima nel raduno della Lega ma non illudiamoci che la svolta sia dietro l’angolo. Non è in crisi solo Berlusconi ma anche Bossi all’interno del suo partito ha perso potere. Ma i due potrebbero ancora essere tra loro solidali e rimandare di qualche mese la crisi di governo. Troppi poltronisti sanno che in caso di elezioni anrticipate rischiano di non tornare in Parlamento ed, in ogni caso, come dice oggi Antonio Tabucchi nell’intervista al Fatto Quotidiano “Non possiamo andare a votare con questo sistema”.
    Dobbiamo avere pazienza: ogni mossa azzardata delle opposizioni faredbbe serrare le fila della maggioranza parlamentare che sa di non essere più maggioranza nel Paese.
    Il tuo post, comunque, dice cosa chiare, appropriate e condivisibili. Mi sembra, invece, una bestemmia affermare che i referendum, il massimo della partecipazione diretta dei cittadini che cancellano leggi approvate dalla maggioranza che ci governa, c’entri poco con la democrazia? Semmai sono le elezioni con questa legge porcata che non c’entrano per nulla con la democrazia sostanziale ed anche con la Costituzione anche se, sembrerà strano, è stata approvata anche con i voti di qualche partito di opposizione, ammesso che sia mai stata opposizione. Ricordiamoci che anche per il referendum non solo non si è sprecata molto ma, addirittura, quando Antonio Di Pietro, per il quale non ho mai votato, iniziò a raccogliere le firme e fu subissato dalle critiche di chi gli diceva che ciò costituiva un regalo per Berlusconi. Un altro errore come quello di essere al governo e non avere approvato la legge sul conflitto di interessi. Già! Complicità o ignavia. Credo entrambe le cose.
    Scusa se ho rubato troppo spazio.
    Buon pomeriggio.

  14. sonoqui ha detto:

    Cara Amica mia, finalmente il popolo ha preso coscienza che
    restare muti e nascosti dietro i giochi di certi incantatori di nullità non giova a
    alla vita di oggi e sopratutto a quella dei giovani che verranno.
    Comunque , non illudiamoci, per ora è solo una piccola luce che ci lascia intravedere
    l’uscita dal tunnel.

    Grazie, come sempre i Tuoi pensieri sono
    Piccole Perle.
    Mistral

  15. Lorenzo D'Agata ha detto:

    L’articolo è bello ed il titolo intrigante. Il contenuto è ottimistico. Condivido che i nuovi mezzi di espressione e comunicazione possano allargare il campo della democrazia. E’ vero, rompono steccati, abbattono poteri nascosti, fanno entrare nuovi protagonisti che vogliono essere ascoltati e contare. Però, il campo dei contenuti è tutto da arare, i problemi sono tutti da approfondire, gli impegni di ciascuno, gruppi o singoli che siano, sono da precisare. La democrazia funziona con poche regole essenziali: voto, maggioranza e minoranza, collaborazione sui problemi essenziali. La nostra democrazia era sì bloccata ma ora pure rischia di rimanere bloccata se non si ritorna ai fondamentali. Nel campo dell’economia, l’impresa deve funzionare ed i suoi prodotti devono poter essere venduti e qualcuno li deve concretamente acquistare. Lo stato deve avere i bilanci in ordine e non può dare più di quello che riceve. Insomma, regole chiare. Tutto ciò in un quadro internazionale che non trascuri i paesi più deboli. Non so, in definitiva, se la democrazia si sposi bene con la felicità. Ma viene prima di tutte le felicità. Quanto ai referendum, lascerei perdere. C’entrano poco con la felicità e la democrazia. E non linciatemi per ciò che dico.

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