Cade la goccia…. di Lorenzo D’Agata

Il nostro amico Piero dice: ” Raccontare io lo sento come un a atto d’amore, no, d’affetto (è più esatto) per chi ascolta, o legge, in questo caso.
Ma è, in fondo, con questo atto d’affetto che si cresce, si diventa grandi, si diventa uomini, e poi Uomo, e poi ancora Homo Faber, e anora avanti Homo oeconomicus…” ed è per questo motivo che sono lieta di ospitare il mio amico Lorenzo.

Cade la goccia-1

La sento pur se il bagno è lontano.
Dire ch’è noiosa è dir poco.
Scava nei miei pensieri, li léviga.
Li rende nuovi come lo fossero.
E allora? Si dipana la mia vita
come su una guida di gomma,
oggi è già ieri, ieri è tanti anni fa.
Avevo cominciato a imprecare
per via della goccia, dicendo a me stesso,
arrabbiato, che a causa di lei non riuscivo
a dormire. Ma lo voglio in realtà?
No, preferisco restare coi miei pensieri,
scorrere veloce i fatti, le vicende
che mi hanno reso unico, irripetibile.
Ricordo i miei giochi con una palla
di pezza, ed in particolare il pensiero
corre al fatto che non eravamo in
pochi a giocare. Due squadre di quattro?
Sì, e quando la si metteva dentro
fra due pali fatti di pietra, alzavamo
le braccia in alto, esultanti,
con la gioia nel cuore. Altro lampo
mi riporta a un pensiero che ritenevo
sepolto nel tempo. Tutti noi ragazzi,
il nostro gruppo, non avevamo sorelle
e pensavamo alle donne come ad un
grande mistero, come non fossero
di questo mondo. Eppure respiravano,
ridevano, mangiavano, amavano.
E, in genere, ci trattavano bene,
Con simpatia venata d’ironia forse?
Ah, averne una. Era il sogno più bello
della nostra vita da imbranati.
Le passioni erano elementari,
i desideri non tanto nascosti.
Mi viene il rimpianto però, per cui
cambio scena e vado avanti,
più veloce che posso.

Cade la goccia -2

Altro flash importante, il colloquio
fra me e mio padre circa il proseguimento
o meno dei miei studi. Mio padre,
come si direbbe, mi responsabilizzò.
Tutto sarebbe stato legato all’impegno e ai risultati.
Me la sentivo? Povero papà, dopo, divenne
il mio più grande tifoso. E, a proposito di tifo,
la goccia insistente mi fa ricordare
quello per i biancocelesti di Roma,
la Lazio. Se la Roma è “maggica”
la Lazio è una fede. E i suoi colori
sono quelli del cielo, bellissimi.
Ho fatto bene a non cedere ai nervi
per la goccia che cade. C’è tempo
per dormire, se proprio lo vogliamo.
Io penso che spesso non ne abbiamo
voglia anche se con noi stessi
fingiamo. Non mi rivolto sul letto,
non conto le pecore. Anzi, solo
il buio impedisce, anche a me stesso,
di cogliere il lieve sorriso fra le mie
labbra. E viene anche non difficile
la risposta ad una domanda. Ebbene,
sono in credito o in debito con la vita?
Il bilancio com’è?- diceva una canzone
della mia adorata Ornella. Positivo,
mi rispondo, mentre comincio a cedere
alle prime avvisaglie del sonno.
Ho fatto tante belle cose ma altre
ne farò. Anzi, sono già in programma.
Oggi, domani, fra un mese, sei.
Questo, se vogliamo, è in sintesi
Il mio tratto o difetto esistenziale.
Non lascio tutto al caso. Vivo
secondo linee che traccio in libertà
ma che, se possibile, applico con rigore,
appunto, seguendo un programma.
Ma ora vi lascio e mi abbandono
al sonno. Buona e serena notte.

Lorenzo D’Agata

Le risposte ai commenti spettano all’autore del racconto.

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25 risposte a Cade la goccia…. di Lorenzo D’Agata

  1. Fiorella Soldà ha detto:

    Caro Lorenzo, lascia che ti dica quanto magici siano i versi finali
    “Non lascio tutto al caso. Vivo
    secondo linee che traccio in libertà
    ma che, se possibile, applico con rigore,
    appunto, seguendo un programma.
    Ma ora vi lascio e mi abbandono
    al sonno. ”
    Magici perché anche “miei”.
    “Vivo secondo linee che traccio in libertà…” E’ il massimo delle riflessioni di chi “è ricco di anni” e c’è slancio per andare sempre incontro a “bivi” che implicano criterio di scelta e sorpresa per quel che si delineerà…
    fiò

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Ti sono grato della simpatia che mi dimostri, Fiorella. E’ il massimo a cui avrei potuto aspirare. Siamo testardi tutti e due?

  2. franco muzzioli ha detto:

    Caro Lorenzo scrivo ora delle tue poesie/prose perchè ero “in vacanza”.
    Oltre ad una istintiva simpatia “nonostante tutto” , immaginavo una sensibilità particolare che mi attirava.
    Devo dire che il leggerti mi ha regalato un Lorenzo mirabile, commovente, piacevole.
    Questa goccia, metronomo delle nostre ansie ,dei nostri ricordi ,delle nostre malinconiche riminiscenze è il motivo conduttore dei vecchi….o no ! via quella parola…..degli anziani…che pensano, pensano, pensano.
    Ora seduto in questo bel salotto di Lucia ed Angelo ( ed in quel salotto ci sono stato davvero con la finestra sul giardino ed il dolce silenzio di Montefalco) ,scopro persone che vorrei frequentare non solo su di uno schermo.
    Ma tant’è, sento la goccia che cade lenta, sempre uguale la mia come la tua….ma chissà un domani !

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Grazie, Franco. Devo dire, senza bisogno di “pararmi”, che la mia simpatia per te è fuori discussione e ricambio la tua totalmente. Io sono come mi mostro, ne avrò fatto tante di stupidaggini ma non ho mai fatto male a nessuno (almeno consapevolmente). Quanto a quello che scrivo, è tutto rigorosamente autobiografico o relativo a sentimenti, sensazioni o fatti che ho davvero vissuto. Anch’io, credimi, vorrei frequentarti, se non altro per dirti: “Ah quanto sei testone!”. Ormai mi muovo poco, per animali, associazioni e varie e ora per la nipotina (purtroppo sono finiti i tempi in cui giravo, soprattutto per lavoro), ma la speranza di incontrare persone come te certamente non la perdo. Ed è probabile che, in occasione propizia, mi sia data questa possibilità. Grazie a te e grazie a Lucia, che ha un salotto magico dai colori sereni e dai rumori attutiti.

  3. luciabaciocchi ha detto:

    Il mio amico Antonio mi ha inviato questo pensiero, lo ringrazio e lo posto qui:

    Scrivere è per me un modo per cercare di comunicare impressioni,
    stati d’animo, anche se non sempre vissute in modo diretto, ma
    sempre intensamente piene di significato.
    Quelle che scrivo non sono certo poesie e tantomeno ho la
    pretesa di essere un poeta, mi piace poter trasmettere a chi,
    per caso, mi legge, il mondo delle mie emozioni, e basta
    sapere di esserci riuscito per essere sodisfatto.

    Vorrei poterti dire,
    quello che tu sei per me,
    un sentimento nato all’improvviso,
    dal quale non riesco a liberarmi.
    Qualcosa di grande e meraviglioso,
    che ha preso possesso del mio corpo,
    della mente, entrandomi nel sangue.
    Tu, la mia droga quotidiana,
    di cui ormai non più posso fare a meno,
    condannato ad esser schiavo
    del mio cuore.

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Il pensiero cristallino di Antonio definisce, secondo me, un puro, limpido inno all’amore, ad un amore concreto, reale. La lettura ti prende e ti affascina. Bravo, Antonio, dài tante emozioni.

  4. ili6 ha detto:

    Ciao Lucia, ciao Lorenzo, ciao a tutti 🙂
    la goccia…sì, sì c’è quella goccia, eccome se c’è; a volte la senti di notte, nel silenzio dei pensieri, altre arriva improvvisa quando meno te lo aspetti e il suo suono-rumore è sempre diverso: a volte picchietta duro, altre accarezza e disseta.
    Piacevoli, rasserenanti, importanti i tuoi ricordi, in molti di essi ci ritroviamo ed è bello il tuo dire “Ho fatto tante belle cose ma altre ne farò. Anzi, sono già in programma.”. bellissimo, perchè se è vero che comincia il tempo dei bilanci, è anche vero che non è mai ancora tempo di bilanci. 🙂

    vorrei fare una piccola parentesi perchè mi è subito venuta in mente appena ho letto l’introduzione di questo post; èsolo un pensiero verso chi, goccia a goccia, ha contribuito, tra tanti e tra tutto, a far sì che le nostre gocce oggi possano essere anche serene, seppur nelle incompiute della vita. Una delle mie prime gocce-regalo la devo a mio nonno e fu una goccia che scavò e scavò così tanto in me che ancora lo ringrazio. L’ho scritto tempo fa in un post, nel marzo 2009, agli inizi di questa piacevole avventura-blog, e se vuoi ed hai tempo clicca qui
    .http://ili6.wordpress.com/2009/03/01/ad-alta-voce/
    Mi scuso per questa parentesi ma la tua goccia mi ha riportata a questo e stamane mi è piaciuto rileggerlo e non cambierei nulla di ciò che ho già scritto e, fermo restando che ancora c’è tanto da fare, non cambierei nulla nemmeno di ciò che è stato.
    Buona giornata a tutti, ciao
    Maria Rosaria

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Ho letto con grande emozione il tuo scritto, Maria Rosaria e ho conosciuto la tua meravigliosa vicenda con nonno Pino. Sono fatti che segnano e danno un’impronta alla nostra vita. Per sempre.

      • ili6 ha detto:

        grazie Lorenzo e complimenti ancora per il tuo scritto
        E’ importante avere gocce belle di memoria ma è anche importante essere goccia per qualcuno.In fondo l’essenza della vita sta tutta qui: nei ricordi che abbiamo e in quelli che lasciamo.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Grazie, e ancora grazie Maria Rosaria, con i tuoi commenti arricchisci e completi i post del mio blog, con calma leggerò il post dedicado a tuo nonno e saprò dirti. Un abbraccio, sei splendida!!

  5. luciabaciocchi ha detto:

    Capita sempre più spesso anche a me, ora che gli anni passano così velocemente, di tornare nei luoghi del cuore, quella della mia infanzia, più o meno felici, ma anche in quelli dello spirito che hanno destato in me sentimenti e affetti importanti. Dentro i miei ricordi, ci sono tante cose: la voglia di dare un senso preciso alla mia esistenza, allo scorrere del tempo e alle stagioni trascorse, non nego anche voglia di fare bilanci, che spesso, con il mio metro, giudico in maniera severa. Rispetto tutti gli insegnamenti avuti ed ho gratitudine verso la vita vissuta, ma cerco ogni mattina di guardare ancora con fiducia al futuro, perché la vita va vissuta fino in fondo e tutti i giorni sono importanti , alcuni ci fanno soffrire, altri ci fanno gioire e a volte stupire.
    Ringrazio Lorenzo, che con il suo racconto, ha trattato questo tema difficile ma tanto caro a molti di noi, che hanno lasciato nei commenti parole sentite e a volta commoventi.

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Ti sono grato, Lucia, prima di tutto per avermi offerto un luogo sereno nel quale potermi esprimere, e poi per l’occasione avuta di confrontarmi con persone tranquille e sensibili. Non è facile, oggi: in mezzo ai tanti trabocchetti della vita c’è anche il caso di inciampare ed i bilanci sono un portato non solo di ciò che, indovinando o sbagliando, abbiamo fatto, ma anche di tante circostanze esterne. Nessuna scusa, per carità, ma penso che nei ricordi l’elemento esterno abbia una certa importanza. Ancora grazie, Madame.

  6. lisboantigua ha detto:

    hai mostrato ancora una bellissima illustrazione però questa volta non mi sbilancio in azzardate….indicazioni.
    Nelle prossime ti dispiacerebbe indicare anche i loro autori? Grazie….

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Come si dice in Sicilia in caso di perplessità, rispondo: “Nenti sacciu”.

      • luciabaciocchi ha detto:

        L’illustrazione che accompagna il racconto di Lorenzo, l’ho desunta da un libro di lettura per ragazzi, non è citato il nome dell’autore. Ti ringrazio per apprezzare le scelta delle immagini, a cui dedico tanta cura. Un saluto

  7. ANGELO ha detto:

    Grazie Lorenzo per aver risvegliato, con le tue gocce, un sentimento che fa riaffiorare il mio passato. La mente a volte volteggia nei meandri dei nostri cari e vecchi ricordi, scavare nel nostro essere non è cosa da poco, riemergono cose piacevoli e tristi, che riusciamo a leggere, in maniera diversa, con gli occhi della maturità. Che c’è cosa è di più bello, se non ricordare la nostra vita, i nostri giovani sentimenti, le nostre partite di pallone, le nostre innocenti scappatelle, la vita famigliare piena di problemi e di incertezze e i consigli dei tuoi cari nei momenti di difficoltà. Ci domandiamo spesso:” Diceva bene mio padre”, sicuramente si, anche se allora i suoi insegnamenti ci andavano stretti e avevamo desiderio d’indipendenza e libertà. A volte facciamo bilanci, valutiamo quello che è riuscito e quello no. La vita , con l’esperienza e la saggezza degli anni, ci riporta alla realtà, la goccia si ferma, ma pronta a ricominciare.

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Tante grazie, Angelo. E’ tutto vero quello che hai scritto. E la goccia è l’occasione anche per qualche pianterello. Va bene?

  8. pierperrone ha detto:

    Ciao, Lorenzo, fare bilanci, di notte, mentre la goccia scava il suo inesorabile percorso carsico … non è cosa solo da ragionieri.
    Occore essere speleologi.
    Ed entrare nelle proprie caverne.
    Scendere sempre più in fondo.
    Andare giù con tutta l’attrezzatura.
    Ed essere pronti ad ogni sorpresa.
    Luce, lì, ce n’è poca, e spesso c’inganna.
    Esplorare le proprie caverne:
    mentre goccia su goccia
    batte la goccia e costruisce candide torri
    noi, come speleologi inesperti, scendiamo.
    E non potremo, un domani, riemergere.
    Perchè esplorare le proprie caverne,
    inseguendo la goccia che scava,
    è tutto il nostro meraviglioso destino.

    Piero

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Piero, mi hai convinto. Scendere, scendere nelle proprie profondità, ecco quel che si deve. E confesso che non è questa l’indagine che ho compiuto sentendo la goccia: mi sono limitato ai ricordi, soltanto alcuni, peraltro, della mia vita. Ma l’indagine che proponi è fondamentale e la tua proposta è sfiziosa. Avrò la forza di accoglierla? Con o senza goccia? Grazie, Piero.

  9. sonoqui ha detto:

    La “goccia” di Lorenzo, la faccio anche un po’ mia.
    A volte ci scava, altre ci sfiora, ma sempre con la consapevolezza
    di “godere” di questo grande mistero che è la Vita.
    Grazie Lorenzo e un
    abbraccio a Te Lucia
    Gina

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Sì, Gina, la goccia, quando viene, ci sfiora o ci scava, ci colpisce o si occupa d’altro. Io la considero la benvenuta e me la godo tutta, la assaporo, la gusto appieno. E non soltanto quando mi ricorda la mia vita ma anche la Vita in genere, che è mia e di tutti. Benedetta goccia se ci fa riflettere benevolmente e ci indirizza. Grazie, Gina.

  10. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Caro Giulio, quanto è bello incontrarti qui. Pensa che qualche mese fa non mi sarei mai immaginato di frequentare il salotto di Lucia. Ma la bella, fresca, amicizia che si è creata con Lei e Angelo, l’atmosfera serena e rassicurante della casa, mi hanno spinto a testare un argomento che non è certamente facile: un bilancio rapido, sintetico della vita che spinga ad una chiara risposta, sì o no, ne è valsa la pena? E la felicità, almeno per ciò che si è fatto, esiste? La goccia diventa un’occasione per non farci dormire, per spingerci a fare dei conti, dei rapidi conti, è vero. Nel mio caso dico che sì, ne è valsa la pena. Naturalmente, sono tantissime ancora le cose da dire, tantissimi i ricordi da aggiungere, ma nella bilancia da un lato ci sono i pesi dall’altra i fatti da pesare. Bene, ci siamo. Ed è come per te, Amico, mai t’ho sentito deluso, qualche volta seccato sì, ma sempre felice per quanto ti è stato consentito fare. E qui lo hai ribadito. Ti abbraccio.

  11. Giulio Salvatori ha detto:

    Lorenzo, se ti dovessi dire la verità, non so neanche da che parte incominciare tanto profondo è il Tuo dire.Acc! Hai messo in difficoltà il maledetto toscano e, ti confesso che ho letto e riletto l’articolo.Quella -Goccia- benedetta
    spesso la sento anch’io e, ne approfitto come te, di fare delle analisi , di ripercorrere lunghi sentieri. Mi accorgo, solo allora, di aver valicato montagne impervie, di aver superato vallate infinite, di aver costruito una Barca con tutta la mia gente. Io il nocchiero, io il comandante io…il piccolo uomo di questa terra .Caro Lorenzo, credo che srotolare la matassa della propria vita , sia sempre un fil da guardare .Ti spigola, ti smussa di tutti quegli spigoli che la vita ci offre. Mi fa piacere Amico che, la Tua gratitudine si al massimo.Il tuo fardello è tronfio di cose buone e mi fa immensamente piacere condividerle nel Salotto di Lucia. Sono del parere che, non si deve chiamare l’idraulico per arrestare quella goccia ma, deve essere il tintinnio della nostra vita , con tutti gli specchi che ci offre .CONDIVIDO, C’E’ TEMPO PER DORMIRE. Ti abbraccio

  12. fausta68 ha detto:

    Molto belle queste considerazioni, questi ricordi riaffiorati come la goccia che, dopo aver fatto un piccolo cratere cadendo, si risolleva un attimo prima di abbandonarsi alla sua sorgente.
    Quando si arriva a leggere il positivo della nostra storia vuol dire che si è raggiunta la maturità del pensiero e del cuore.
    Grazie all’autore e grazie a Lucia che ha condiviso con noi questo piacere!

    • Lorenzo D'Agata ha detto:

      Grazie a Lucia, ad Angelo e a te, Fausta, Sei troppo buona quando dici che, leggendo in positivo la mia storia, “si è raggiunta la maturità del pensiero e del cuore”. Se non la maturità nel senso del superamento del contingente e nell’acquisizione del suo significato essenziale, la felicità del cammino compiuto, il ringraziamento a Chi te l’ha consentito. Le vicissitudini connesse a tutta una serie di elementi ostativi si sono rivelate “prove” che, superate, hanno dato consapevolezza delle cose belle e buone, degli amici, delle conquiste. Io ad esempio, amo Roma come me stesso e mi considero fortunato di averla raggiunta. Ho amato il mio lavoro e l’ho esercitato come un gioco e non come una fatica legata ad un salario. E così via. Sono felice, sì, e tanto, e la mia felicità la condivido con chi mi sta accanto, sia sul piano materiale che spirituale. Ancora grazie, amici.

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