Un regalo…

 Oggi voglio fare un regalo ai frequentatori del mio blog; una poesia. Un gesto, inconsueto, in questi tempi di ostilità indifferenziata, di antipatie brucianti, di sgambetti reciproci. Penso di aver conservato un angolo di cielo nella mia mente , dove guardare quando il mondo si fa troppo stretto e grigio. Ecco i versi di Daniela Attanasio:

Chi devo ringraziare
per questo cielo largo di luce che a mattina
sconfigge ogni scandalo privato
e m’incammina sopra un terreno
coltivato a pratiche divine.
Piantata come un albero in cortile
in me frutta l’idea di guarigione dalla condanna
e guardo il gatto
appisolato nell’abbaglio del sole,
gli occhi stretti lavorati a taglio.
Il gatto se ne sta in un futuro fermo
senza riempire l’attesa del sonno
e non conosce altro disegno
se non quello del cibo e dell’amore.
A chi devo levare lo sguardo
per queste vivide ore, che cosa farò dopo
quando l’ombra avrà scacciato il gatto
e io mi spianterò dal mio cortile?

E io, che di solito sono ansiosa, frenetica,  ho cercato di rallentare, almeno nei pensieri, ho lasciato che il tempo scorresse senza fretta, ho preso fiato. E poi ho pensato: sarebbe bello se un giorno al mese tra amici e conoscenti e parenti ci si scambiasse poesie, per dire conta su di me, io ci sono e oggi ho queste parole da offrirti, e tu dammi le tue, le aspetto.  La scrittura  è un legame tra noi e le cose, un nulla che tiene uniti i frammenti della nostra vita, un’aria che apre nuove stanze. E allora dedichiamoci ancora alla poesia, regaliamo a chi vogliamo bene qualche verso importante, scriviamoli a penna su un foglio qualsiasi oppure stampiamoli con il computer, non importa. Aspetto i vostri versi, quelli riposti in un angolo remoto del vostro cuore.

Ringrazio tutti gli amici che hanno lasciato qui i loro pensieri, lascio aperto questo spazio per continuare  a ricevere nuovi regali.

 

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57 risposte a Un regalo…

  1. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Io amo il Presepe

    Lo amo il Presepe
    perché è un simbolo, una rappresentazione,
    un ricordo, una speranza.
    Il simbolo di una nascita miracolosa,
    cruciale, quella di un Bimbo-Dio
    venuto a salvarci e a renderci percorribile
    la via del cielo, fino al Padre, a colmarci di
    gioia la vita, senza paura, con lui dentro
    di noi ad accompagnarci, a sostenerci.
    La rappresentazione di una vicenda
    Incredibile, di un Figlio concepito dallo
    Spirito Santo, di un generoso Padre putativo,
    di una Madre meravigliosa che porta
    in grembo il figlio del Signore Iddio,
    di un Fanciullo che giace in una mangiatoia,
    riscaldato da due animali.
    Il ricordo di quel che siamo, creati per
    seguire le orme tracciate dal Signore,
    osservare i comandamenti, condurre una vita santa,
    condividere la vicenda di un Cristo venuto
    a morire nel mondo per riscattarci dal peccato
    e condurci alla santità.
    La speranza che, attraverso la fede e le opere,
    riusciamo a conquistare una salvezza
    profondamente voluta, raggiungere
    i nostri cari che ci hanno preceduto, nell’attesa
    che altri cari lasciati in terra ci raggiungano,
    nella gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito
    Santo, accompagnati dalla Mamma Celeste
    che funge da deliziosa intermediaria.
    Sì, lo amo il Presepe, lo sento nel cuore,
    nella mente, in tutto me stesso.

  2. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Non mi dire

    non mi dire che mi ami
    perché ci credo
    non mi dire che mi adori
    perché ci credo
    non mi dire che ci sei sempre
    perché ci credo
    non mi dire
    che sei in me
    perché lo so
    ma dimmelo
    dimmelo
    e ripetimelo
    ti prego

  3. lucetta ha detto:

    Anch’io ti faccio dono di due poesie di un’amica molto brava.

    Indifferenza
    Da un giaciglio / di strada infreddolito/ mozzi colpi di tosse/
    s’alzarono/ in cerca d’attenzione/ al risuonar di passi / sempre più vicini/
    Frettolosi essi passarono/ strisciando quel/ mucchietto di stracci vagabondo./
    Così’ una volta ancora/ come tante prima/
    Solo il velo dell’indifferenza/
    Scese a coprire / quell’ombra piccina/.

    Elena Salvatore Ferrante

    “Oltre l’istante” 06/04/09 h 3.32 (dedicata alle vittime del terremoto de L’Aquila)

    Perso nell’eco
    della notte buia
    dei cipressi lo sgomento
    sibilante a quello schianto.

    Dolce ora la loro quiete
    per frescura d’ombra
    a tutti quei presenti.
    Dipartiti.

    Cessati tra le convulse
    braccia del “gigante”
    l’apnea d’angoscia e di terrore
    e il disperato grido
    dell’umana carne.

    La speranza pur d’affetti così
    ricca, rapita anch’essa dal ghigno
    di un traliccio o di un macigno.

    “oltre l’istante”
    a frotte si destano
    quegli “eletti”, da
    quel lugubre silenzio
    granellato da bastardo
    cemento insabbiato.

    Come lucciole festose
    lasciano l’ombra di
    quei corpi malincipriati
    su cumuli di massi dirupati.

    Eterei s’alzano ora
    come aliti di vento
    per agognata “Oasi di pace”
    perché d’altra Aurora fulgente
    sono ora soffio rilucente.

    Elena Salvatore Ferrante

  4. franco muzzioli ha detto:

    Vorrei proporti una delle mie prime composizioni …siamo negli anni settanta ,era lontana l’era del computer,o almeno era impensabile l’uso che ne stiamo facendo ora. E’ un pò una sintesi di certi stati d’animo che ci colgono quando ci mettiamo davanti al monitor.

    Solo la voglia di dirle

    Nella tranquillità della solitudine
    l’occhio amico della lampada
    abbraccia i miei pensieri
    e guarda nascere sulla carta
    le piccole parole , che si raccolgono in concetti.
    Parole vicine ,una accanto all’altra
    per farsi coraggio nel deserto delle cose da compiersi.
    Solo leggere gocce di nulla
    per parlare delle cose già finite mie e tue,
    ma simili a mille altre e forse vane a pensarsi,
    solo la voglia di dirle
    solo la voglia di farle uscire a prender aria
    da questa mia confusa mente.

  5. elisa ha detto:

    Ode al giorno felice di Neruda … la declamo fra me e me … giorni in cui risento il gusto indescrivibilmente bello della liberta’ ..
    ti abraccio..sogni belli

    elisa

  6. luciabaciocchi ha detto:

    Il mio amico Antonio torna di nuovo a fare un regalo con questa poesia:

    LA donna
    Un fiore,
    un magnifico fiore,
    è la donna,
    profuma d’amore
    i nostri giorni,
    illumina la vita,
    con uno sguardo,
    incanta con la musica,
    di una dolce risata.

    Un fior da tenere,
    sempre nel cuore,
    da coltivare contenerezza,
    perchè è davvero
    un dono speciale,
    che spesso l’uomo,
    non sa meritare.

  7. francesca (franci) ha detto:

    Carissima Lucia, è bellissima la tua inziativa. Anch’io, umilmente e modestamente partecipo inviandoti un breve scritto (non posso definirlo “poesia”) che, a suo tempo, ho dedicato a mio papà. Un abbraccio e complimenti per questo bellissimo blog.

    OMBRE
    Nel tuo vagabondare perso
    come tempo che inutilmente passa
    sei in balia del nulla
    sei aquilone stanco di volare
    sei filo spezzato dagli eventi
    sei ombra stanca di seguirti.
    Ricordi? Era il tempo in cui aspettavo trepidante
    il tuo ritorno dal di’ di festa,
    io bimba impaziente e timorosa
    del tuo possibile scordare.
    Ma poi tornavi,
    ti sedevi sulla sponda del mio letto,
    io fingevo di dormire,
    il cuore in tumulto,
    oh Dio…non avrà dimenticato?
    Ed il premio per la mia paziente attesa era li’,
    tu lo posavi sul letto,
    eccoli…i dolcetti della festa,
    la mia felicità a portata di mano,
    nulla potevo desiderare di piu’.
    Ora sono io che ti porto le caramelle,
    ora sono io la tua mamma e il tuo babbo,
    ora io sono cio’che tu vuoi che io sia.
    Ma il tuo viso e’ spento
    perso nel nulla di cio’
    che nulla piu’ ha da vedere.
    Una distruzione lenta
    che mai potro’ comprendere,
    un dolore senza pietà,
    un’inutile attesa di ritorno che mai ci sarà.
    Ma tu chi sei…?
    Sono io papa’, sono tua figlia.

    francesca

    • luciabaciocchi ha detto:

      Francesca ti apsettavo, finalmente sei venuta a trovarmi, bellissima sorpresa! Hai scritto dei versi commoventi che ogni figlia vorrebbe scrivere al suo papà, torna quando vuoi, sarà sempre un grande piacere leggerti.

  8. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Lucia, son tornata per lasciarti i miei saluti e queste parole.
    Rendimi
    Aspettami là, dove il mondo
    ha chiuso il suo cancello.
    Aspettami sotto l’albero di
    melograno, quando il fiore
    è diventato frutto. Aspettami
    tra le case del mio paese,
    quando la sera s’affaccia ad
    allungar le ombre. Nutrimi del
    tuo sapere. Affonda il tuo sguardo
    nei miei pensieri e rendimi leggera
    a cogliere una stella.
    Sonoqui

    Un caro Abbraccio a Te e a tutti coloro che
    si sono fermati nel Tuo delizioso “salotto”
    Buon fine settimana
    Gina

  9. pierperrone ha detto:

    Beh, Lucia, ti faccio anch’io il mio piccolo regalo.
    Con tanto affetto per tutti.

    Dentro di te
    (22/06/2010)

    Sono entrato dentro di te attraverso i tuoi occhi.
    Lì si aprivano le porte della tua cinta di mura,
    lì, sull’estremo limite della tua anima fiorita.
    Proprio lì, dove il tuo corpo sconfina nel tuo cuore.
    Lì, proprio lì, dove avevi posto di vedetta i due guardiani.
    Lì, fedeli, essi mi hanno atteso, sulla soglia del tempo nostro.
    Lì mi hanno accolto, rotondi, armati solo della luce del tuo sorriso.
    Lì, avevi ordinato loro di farmi da guida dentro di te.
    E lì, due guardiani marroni, due cerbiatti innocenti, lì li ho trovati.
    Lì si sono accampate, le tue stelle luminose, le tue ancelle, due.

    Ho viaggiato dentro di te con la loro complicità di donna.
    Mi hanno preso per mano, come avresti potuto fare tu.
    Mi hanno abbracciato, calde, lucenti, le stelle del tuo firmamento.
    Ma mi hanno abbracciato come avresti saputo fare solo tu.
    Mi hanno interrogato a lungo, mute, sui miei pensieri peregrini.
    E mentre dal mio pozzo sorgeva acqua che correva al fiume,
    dalle tue polle cristalline sgorgava il fiume strepitante della vita.
    Le tue rive mi trattenevano, cullando la mia corrente inquieta.
    E lì, sperdutamente, le tue porte si richiudevano davanti agli occhi miei.

    Ho esplorato tutto intero il tuo territorio con passo felpato e cauto.
    Col tocco leggero di pantera ho attraversato la tua natura verde rigogliosa.
    Ho chiesto al giaguaro che aveva indossato i tuoi stessi occhi brillanti
    di prestarmi la sua agilità, per poter correre su tutto il tuo continente,
    senza mai stancarmi, senza fermarmi, senza confini, senza limiti, senza fine.
    Ho avuto in dono la tua grazia di ninfa pura, sorgente di cristallo,
    me l’hai donata lì, sulla soglia del tuo sguardo liquido,
    me l’hai regalata per sempre, senza il suggello di un bacio,
    lì, con le gambe tremanti, appoggiata ai bastioni delle tue scure porte di luce.
    Lì, hai chiesto in dono il mio cuore, ed ora che non l’ho più,
    è ancora lì, che batte tra le tue braccia, tenera bambina spaurita.

    E’ lì che sono entrato dentro di te, col mio cuore libero.
    Lì, in quei lampi di luce coperta d’ombra mi hai donato il tuo.
    Una lacrima di dea, un pianto di madonna, un singhiozzo, una folgore.
    Lì dentro, nei tuoi intimi spazi cavernosi rimbomba ancora l’eco dei miei si,
    e lo strazio dei no urlati, e le promesse spezzate, e i sogni evaporati.
    Lì, lì, tutto il mondo era lì, ai tuoi piedi, sul limitare dei tuoi occhi.
    Lì pulsava il battito del cosmo, lì s’incurvava la linea dell’orizzonte,
    lì cambiavano il costume i fiori, e mutavano le scene del gran teatro, le stagioni.
    Lì, su quella linea senza spazio, dove il dentro era il dentro di te.
    Lì, su quella distesa di punti infinitesimali, dove il fuori non era più
    il fuori di me.

  10. ili6 ha detto:

    Ma certo Lucia, con piacere lascio qui i versi di un mio alunno che pochi giorni fa ha raccolto il mio invito di scrivere a scuola una poesia, un pensiero, una riflessione sul mare, sull’estate, sulle vacanze:

    Il mare era calmo
    mentre bagnava dolcemente la riva
    sorse il sole
    e insieme a lui
    l’estate.

    (Damiano, 9 anni)

  11. Grazie per l’invito, e per la bellissima idea! In realtà io non sono una poeta e non ritengo di avere la bravura di voi tutti!
    lascio qualche parola…

    Vola l’istante rubato all’attimo che fu mio.
    Sfuggente è l’animo umano sotto gli occhi grandi del cielo infinito.
    Mi attengo al tempo e al suo corso; al tempo mio.
    Gli occhi stanchi, i miei, adesso li guardo riflessi nello specchio mio, nel mio tempo.
    Ho riconquistato il mio spazio.
    Mi devo ringraziare.

    Luisa

  12. Giulio Salvatori ha detto:

    Certo che ci vuole coraggio a proporti una mia vecchia “foto”, l’ho ritrovata nelle mie scartoffie e risale al 1988.Fu un timido tentativo ; Lucia vedi di metterla nel cestino più nascosto e, dopo, molto dopo, sentito il parere di Angelo, deciderai se postarla o no. Ho letto così tante cose belle che, mi viene la ciccia di gallina , come si dice in Toscana . Tappatevi il naso e le orecchie e…coraggio:Immaginatevi di essere in pieno inverno (proprio ora che è estate) INVERNO

    Un vento gelido graffia un cielo di ghiaccio
    appese ai rami intristiti vibrano l’ultime foglie
    passi frettolosi calcano le vie del paese
    soffiano i camini lingue di fumo svaniscono
    nell’aria di cristallo
    e s’appannano i vetri al bimbo che
    rapito osserva il volo di uccelli contorti
    lassù
    nell’infinito

    • ANGELO ha detto:

      Giulio, a me leggendo la tua poesia è venuta la pelle d’oca, come si dice dalle mie parti, è inutile che ti vuoi nascondere sei un fine narratore del tuo territorio, complimenti.

  13. semplice1 ha detto:

    Molto bella l’idea di Piero..sprizza condivisione, piacere di sentirsi gruppo, superando quel gradino di individualismo, di giardino di casa propria recintato da alte siepi per impedire lo sguardo altrui.
    Ti passo questa mia:
    Gocce di vita…
    Un pomeriggio qualunque
    di un giorno che non mi ha
    stritolata nè esaltata…
    Adesso è odore di casa
    adesso è tana
    adesso è qui che sono
    il mondo resta fuori.
    Le finestre aperte mi portano
    come folate le essenze soavi e speziate
    delle fresie sui davanzali.
    Chopin suona per me
    raggiunge tutti gli angoli
    trapassa i muri e
    le note dolcemente danzano con i pensieri.
    Una lama di sole obliqua
    cattura il profilo sereno
    di mio figlio immerso tra i libri
    ne esalta i tratti
    fili d’oro lampeggiano tra i suoi capelli
    incanto e amore nei miei occhi
    come nodo d’amore.
    Respiro armonia intorno
    quiete che rasserena
    assenza di turbamento…
    In cucina impasto una torta
    tu svesti nocciole
    mi guardi…ti guardo
    ti inciprio il naso di farina
    tenero un bacio mi sorprende
    anch’io adesso ho farina sul naso
    una risata ci abbraccia.
    Semplicità di una realtà antica
    briciole felici raccolgo.
    autore:semplice

    • luciabaciocchi ha detto:

      Vera che dire, hai fatto parlare la giovane donna affacciata alla finestra, hai reso pubblico il suo pensiero fatto di tante piccole occupazioni quotidiane, piene di amore e di note profumate. Sono d’accordo con te; il progetto di Piero è GRANDE e CONDIVISIBILE, ma non di facile realizzaione..vedremo in seguito…Un abbraccio!

  14. luciabaciocchi ha detto:

    IL MIO AMICO RICCARDO REGALA QUESTA POESIA A TUTTE LE DONNE DEL BLOG

    Sei Donna
    Sei il sole del mattino, l’acqua del disgelo,
    sei selvaggia, docile, zucchero, e veleno.
    Sei angelo seducente, sei il demonio, sei clero,
    sei presenza divina, sei cuscino dei miei sogni.

    Sei volubile, sei cuore di angelo,
    sei meta irraggiungibile ; sei un mare aperto, o un porto
    solo per la mia vela.
    Effervescente, sei fragile se cerchi di altri il cielo.

    Sei il fresco dell’alba, sei il fuoco dell’inferno
    sei la madre della musica, sei la figlia del silenzio.
    Sei riso, pianto, vita; sei il centro del mio amore,
    sei speranza; sei esplosione di vita.

    Tamburo su cui battere, sei tenerezza e desiderio,
    sei amore, dolcezza, sei passione.
    Sei verità e menzogna, enigma… l’allegria!
    Sei lo spirito del vento, che giammai avrà un padrone.
    A meno che tu lo decida

  15. scanazzatu ha detto:

    Cara Lucia, hai veramente ragione, troppa violenza, odio crudeltà riempiono questo nostro mondo. Bisogna fare spazio a sentimenti ben diversi e la poesia può dare un forte aiuto. Leggendo quanto hai scritto e, in particolare, il
    commento di un tuo grandissimo ammiratore (Angelo), permettimi di dedicarvi una poesia scritta tempo fa, non so se la conosci, spero che possa farvi piacere, è il mio modo di augurarvi ancora tantissimi anni d’amore e felicità.

    Caminata

    Fuinu currennu l’anni,
    passa accussì a vita,
    na’ strata cu scinnute e acchianati,
    ma vali sempri a pena
    di fari stà longa caminata.

    Di ggioie e di duluri sacciu parrari,
    di chianti e di risati, è chinu ’stu me cori,
    puri l’amuri mi vinni a truvari,
    pì cunnucirimi ‘ntà munni scanusciuti.

    Passanu l’anni , ‘ncumincianu l’ossa a pisari,
    taliannumi ‘nto specchiu ,sai, un m’ arricanusciu,
    ma, fattu strammu, quannu ti talìu, anima mia,
    ti viu comu tannu, comu na lu tempu di la picciuttanza.

    Quanti miracula riniesci a fari l’amuri,
    comu tannu ancora nn’abbrazzamu,
    comu si fussi sempri a prima vota.

    Accussì, manu nta manu camminamu pì sta strata,
    iamu incontru a chidda chi sarà a nostra sorti,
    nenti e nuddu nni pò siparari,
    nnenti e nuddu , tu giuru, mancu doppu a morti.

    Camminata.

    Fuggono gli anni,
    passa così la vita,
    una strada fatta di salite e discese,
    ma vale sempre la pena
    di fare questa lunga camminata.

    Gioie e dolori so cosa siano,
    di risate e pianti e pieno il mio cuore,
    anche l’amore è venuto a trovarmi,
    per condurmi in mondi sconosciuti,

    Passano gli anni, comincia a farsi sentire il peso dell’età,
    gurdandomi allo specchio, non mi riconosco,
    ma fatto strano, quando guardo te, anima mia,
    ti vedo ancora come quando eravamo giovani.

    Quanti miracoli riesce a fare l’amore,
    come allora ancora ci abbracciamo,
    come se fosse sempre la prima volta.

    Così, mano nella mano, percorriamo questa strada,
    andando incontro a quella che sarà la nostra sorte,
    niente e nessuno potrà mai separarci,
    niente e nessuno, te lo giuro, anche dopo la morte.

  16. maurizia ha detto:

    LUNA

    Luna elegante,solitaria
    Signora della notte.
    Luna che illumini le serate buie
    Che accompagni notte romantiche al chiaro di luna
    Sfondo di innamorati che si baciano in riva al mare.
    Le tue figlie stelle ti fanno girotondo
    Facendo brillare la tua bellezza.
    Luna che ti rispecchi nel mare
    Così grande,infinita,misteriosa.
    Luna che ti vedo dentro un pozzo
    Sogno irraggiungibile e inafferrabile.
    Luna che illumini rotte di pescatori
    Di navi disperse.
    Luna compagna della notte
    Faro che lasci una scia.
    Che coltivi sogni e fantasie.
    Tu luna
    che con la luce del giorno scompari
    come qualunque bel sogno.

    Autore : Maurizia

  17. pierperrone ha detto:

    Cara Lucia, mi è piaciuta molto la poesia che hai postato. Di Daniela Attanasio, che non conoscevo. L’ho cercata su google ed ho trovato questa pagina, che ti linko:
    http://poesia.blog.rainews24.it/2011/02/14/daniela-attanasio-il-ritorno-allisola/
    (Spero sia lei!)
    Davvero bella la poesia. In un certo modo mi ha fatto venire in mente Frate Francesco, il Santo delle tue parti. C’è qualcosa di meraviglioso nella tua terra che ispira sentimenti così naturali, spontanei, tanto amore per la semplice esperienza di vivere…
    Pessoa aveva scritto qualcosa di importante su questo tema, con altre parole ed in altri tempi.
    Ma anche per lui, il semplice vivere, era il premio per tutto. Lui che era un poeta un pò estremo (forse come i poeti veri) l’ha messo in una poesia che sembra uno sberleffo ad ogni morale. Ma il senso profondo dei suoi versi è lo stesso di quelli che tu ci hai regalato. Ti linko, anche qui, una pagina, con quei versi:
    http://treviglioscacchi.altervista.org/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=40

    La tua proposta.
    La trovo straordinaria.
    Per stasera, per ora, però, non posto niente. Sono in un periodo in cui mi manca molto il mio tempo (sto finendo un ciclo di fiosioterapia al ginocchio, serale, perchè di giorno devo andare al lavoro. E sono davvero un pò stanco e affannato), ma appena ritrovo un pò di equilibrio (vedi che anche la “repubblica indipendente” langue, in questi giorni, ha fame, la curo poco) sarò felicissimo di regalarti qualcosa di mio.
    Aggiungo solo una proposta, se me lo permetti.
    Credo che molto presto la tua pagina non basterà più ad accogliere la nostra … straripante generosità!
    Perchè non metti in piedi un blog apposta?
    Man mano che ci conosciamo meglio, potremmo arrivare a postare direttamente lassù, magari organizzando un pò le pagine per tema (poesia civile, d’amore, ecc…).
    Sono davvero sicuro che la tua idea riscuoterà grande successo, sento intorno, qui sulle pagine che stormiscono a fianco, di qua e di là, un desiderio di avere un posto in cui trovare spazio e riposare e mettersi in mostra, pavoneggiandosi, orgogliose della loro innocente bellezza!
    Se mettiamo insieme i nostri sforzi – la mia è un’offerta di collaborazione, se la ritieni utile a qualcosa, ma il plurale che uso è esteso soprattutto ai tanti tuoi vecchi amici che hanno già risposto al tuo invito, qui sopra – potremmo fare qualcosa di bello e di buono.

    Un caro saluto
    Piero

  18. popof1955 ha detto:

    Lucia una bella idea, scambiarsi poesie. Stamani ero di fretta, ho pigiato I Like e poi sono uscito, dal blog e da casa, molto malvolentieri per consegnarmi ad un orologio che mi segna il tempo in cambio di carta colorata.
    Al bar dove vado a volte a bere un caffè svogliato, c’è un tavolo dove chi vuole può prendere un libro e lasciarne quanti ne vuole, senza obbligo di restituzione. Ti ho ripensato li con la tua proposta regalo. Non oggi, ma appena verrà a galla prometto che qualcosa ti lascio scritto. Ciao 😀

  19. ili6 ha detto:

    Ciao e ben ritrovata. Bella la poesia della Attanasio e bellissimo il quadro che hai abbinato: sanno di pace ritrovata, di calore, di estate, di vita lenta e di stupore insieme. Mi piace anche il tuo invito, ma mi limiterò a leggere i versi degli altri amici:: non so scrivere poesie.
    Una lode particolare ad Angelo; versi che ogni donna vorrebbe leggere dal suo uomo.
    Ciao, un sorriso per te
    🙂

  20. Nicolo.gunnella ha detto:

    Nicolo’ Gunnella scrive:
    08.06.2011 ore 13.40
    Il Frutto Dell’Amore!!!

    Ogni fiore che nasce é un fiore in piu’
    nel Giardino della terra.
    Ed ogni fiore che spunta
    rende il Giardino ancora piu’ bello
    A voi tutto L’Amore e la cura di
    Accudire il vostro bellissimo fiore.

  21. lisboantigua ha detto:

    Io non posso far parte del tuo salotto letterario, non sono attrezzata per questo ma posso dirti che è bellissimo il quadro che hai postato…sembra la mano poetica di Marc Chagall: è così. Mi piacerebbe saperlo….grazie

    • luciabaciocchi ha detto:

      Benvenuta nel mio blog, onorata della tua presenza, potresti inviare un tuo quadro poi penso io a postarlo, mi lusinghi quando appelli il mio blog caffè letterario, troppo buona!! La riproduzione che vedi in alto è di Anna Castagnoli ,una illustratrice di libri, fa delle cose incantevoli. Un saluto affettuoso

  22. ANGELO ha detto:

    Dedico questa poesia a mia moglie Lucia, come regalo di una vita insieme.
    Amore
    Senza di te,
    vuoto in me;
    e il silenzio
    mi schiaccia,
    la malinconia
    mi amareggia,
    il tedio stravince;
    e mi manchi,
    come l’acqua fresca
    d’estate,
    come un tramonto rosato,
    come un amico,
    perso di vista;
    grande vuoto in me,
    senza te.

  23. luciabaciocchi ha detto:

    Gina i dolcetti e il vino buono lo porto io no ti preoccupare, a me basta la compagnia dei miei cari amici, grazie per i versi, un saluto carissimo!

  24. mimma1.ta ha detto:

    CIAO LUCIA GRAZIE PER L’OPPORTUNITA’ CHE CI DAI, LA POESIA E UN QUALCOSA CHE SOLO CHI LA SCRIVE PUO CAPIRE, MA E’ GIUSTO CHE ANCHE GLI ALTRI SI DELIZIANO NEL LEGGERLE,CON GRANDE PIACERE TI MANDO UNA DELLE MIE PREFERITE, CIAO A PRESTO CARA AMICA.
    L’AQUILA
    Alzando gli occhi in cielo cerco il mio raggio di sole,
    le nuvole lo ricoprono quasi del tutto,
    tu a gomitate ti fai spazio tra di loro, ma non riesci a passare.
    Alzo gli occhi in cielo, vedo un’aquila che sorvola i monti innevati,
    i suoi occhi scrutano nel mio cuore, dal suo becco escono acuti stritolii
    che coprono la vallata.
    Ti chiamo, tu non senti la mia voce,
    l’aquila sembra beffeggiarsi di me.
    Continuo a urlare il tuo nome e lei più forte urla,e mio…e solo mio.
    Ho raggio di sole non nasconderti fatti vedere…
    se tu scompari io ne morirò…
    L’aquila diventa sempre più grande, sempre più forte.
    Non ho la forza di lottare contro di lei, mi abbandono in un pianto disperato
    le mie lacrime diventano fiume in piena,
    l’aquila mi urla,”da quelle lacrime di disseterò.
    tu raggio di sole scompari del tutto e l’aquila mi urla,
    “scordati quel raggio di sole, mai te lo darò
    perchè nel mio cuore lo rinchiuderò.
    MIMMA

  25. maria cavallaro ha detto:

    grazie cara Lucia, mi piace questa tua iniziativa cui aderisco con piacere. ti lascio questi miei versi scritti in un momento di intenso lavorio fisico e mentale, quando mi era impossibile rallentare, come dici tu, per godere di piccole cose come un paesaggio a me consueto, ma in continuo mutamento.Un abbraccio, Maria.

    Occasioni

    Marosi di pensieri
    s’infrangono sul mio cuore,
    bianca la schiuma
    ricopre la scogliera
    mentre passo
    e il mio sguardo,
    che si perde all’infinito.
    Piccola una vela
    va nel vento,
    attraversando argentei bagliori,
    frutto di nuvole
    che grige si addensano
    avanti al sole.
    Affascinata
    colgo momenti d’immenso,
    che non godo
    per la fretta d’andare,
    e assaporo poi,
    nel malinconico rimpianto
    d’una occasione perduta.

    Maria Cavallaro

  26. pierperrone ha detto:

    Lucia, stasera ho fatto tardi. Devo rimandare a domani il mio commento alle tue parole.
    Quindi, per ora, solo
    Buonanotte.
    Piero

  27. fausta68 ha detto:

    Non mi capita spesso di scrivere poesie…solo qualcuna ogni tanto….preferisco raccogliere quelle dei miei amici (e qualcuna di autori famosi) qui:
    http://www.nonnafausta.blogspot.com
    Oggi però te ne dono volentieri una:

    “Una richiesta nuova
    ha spalancato la porta
    all’arcobaleno.
    Le parole
    sono più di quelle
    che crediamo
    di avere.
    Lasciamole volare
    libere
    per raggiungere altri cuori.
    Ascolteremo il sussurro
    di altre voci
    il battito
    di altri cuori
    saremo uniti
    oltre lo spazio e il tempo”.

  28. Giulio Salvatori ha detto:

    Chiedi tutto al maledetto toscano, ma non poesie, scivolerei nell’abisso più incompreso. Io che di solito mi alzo presto e corro ai piedi delle Apuane, se fossi capace , potrei scrivere mille versi.Ma siccome le bellezze sono così tante , immense …come potrei?Posso dire che l’armonia più bella è quella dei colori accompagnata da mille suoni.Certo che ci vuole un occhio e un orecchio avvezzo a questo.Non c’è una scuola che insegna certe cose.Ci sono bellezze che non costano niente ma pochi le sanno guardare , intendo dire -non con gli occhi-, ma col cuore .Ecco che, col cuore ti dico Lucia, che hai aperto una -BELLA PAGINA- molti accorreranno al tuo salotto.Io osservo dall’angolo della stanza e mi riempirò di belle letture. Ancora una volta hai fatto centro.In una prefazione di un libro che conosco bene, si legge che:- Il cuore e la mente , devono andare a braccetto.Vedrai che bel girotondo.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Giulio grazie delle belle parole, il tuo posto è al centro della scena, come potresti stare nell’angolo, non ti ci vedo MALEDETTO TOSCANO. Aspetto la tua poesia, magari quella che recitavi da bambino in prima elementare, sono certa che arriverà….

  29. semplice1 ha detto:

    Bellissima la poesia della Attanasio..quel piacere della contemplazione che nasce improvvisa, senza un perchè.. che crea perchè e..lascia senza risposta.
    Bellissima la tua idea di condividere poesie 😉
    Donna Lucia..la vedo nella pienezza del suo ruolo!
    Un bacio
    Vera

  30. Fiorella Soldà ha detto:

    Cara Lucia, questa tua idea mi piace davvero… e regalo, come dici tu, una piccola composizione di versi “riposti in un angolo remoto ” del mio cuore.

    RITMO

    Scivolo nel ritmo
    Che guida l’universo
    In compatta armonia.
    Battuta di anticipo
    Lieve anomalo ritardo
    Cadenza giusta non trovo.
    Precipito
    Mi aggrappo
    Mi stacco
    Mi allontano.
    A fatica riaggancio.
    Poi rientro a tempo
    Nel cadenzato accento
    Che regola il battito del cuore.

  31. Franco Muzzioli ha detto:

    Cara Lucia …inviti “un oca a bere” , come dice il vecchio adagio rivolgendoti anche a me.
    Molto bella la poesia di Daniela Attanasio con quell’interrogativo apparentemente irrisolto.
    Io ti mando una delle mie tante composizioni , che mi sembra attenga all’argomento trattato, la voglia di una contemplativa tranquillità :

    Quattro mura di terra e di cielo

    Nella tenue foschia
    accarezzo il confine del monte
    che quinta diventa
    nell’arco del mio sguardo
    oltre il nulla , forse ,
    o un altro monte
    che identico ripete questo spazio ,
    per me finisce
    su quella linea verde blu
    che si confonde con l’aria ,
    mi siedo e contemplo
    queste quattro mura
    di terra e di cielo.

    Potrebbe essere scritta a Montefalco !

    • luciabaciocchi ha detto:

      Sicuramente Franco, il paesaggio che offre Montefalco è commovente, inspira pensieri mistici e positivi, lo parogonerei all’Infinito di Leopardi, complimenti per la poesia, bravo come sempre!!!

  32. Titina ha detto:

    Raccolgo il tuo invito, Lucia e scrivo un pensiero dedicato a chi, come me, ogni tanto, perde la bussola:
    Quanno stu core mio sta ‘ntempesta,
    pare ca sul’ a mort’ è nu sullievo.
    Ma quanno penso ‘a gioia d’a primavera,
    ao cielo avvellutato e cchino e stelle,
    a quanno spunta o sol’,
    all’auciell ca cantano a sta bellezza
    ‘mpregnata d’o profumo ‘e tanta sciur’,
    veco a grandezza e Ddio e me ne pento
    ‘ e tutto chello ca dico, ca scrivo, che penso;
    e pensanno sento st’uocchie ca s’appanneno
    e lacrem’ cucent e sottavoce…….
    cerco scus’ a Ddio!!!

  33. lucianaele ha detto:

    Non c’entra nulla con i tuoi bellissimi versi, ma a me è rimasta impressa questa filastrocca imparata alle elementari………
    Tre casettine
    dai tetti aguzzi,
    un verde praticello,
    un esiguo ruscello: rio Bo,
    un vigile cipresso.
    Microscopico paese, è vero,
    paese da nulla, ma però…
    c’è sempre disopra una stella,
    una grande, magnifica stella,
    che a un dipresso…
    occhieggia con la punta del cipresso
    di rio Bo.
    Una stella innamorata?
    Chi sa
    se nemmeno ce l’ha
    una grande città.

    Rio Bo
    (Aldo Palazzeschi)

  34. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Intanto sono vivide le due figure: quella tua e quella del gatto. Dopo il ristare pigro vi farete compagnia o spiccherete il volo? Di qua? Di là? Donne e gatti: felini ambedue, deliziosi esempi della migliore natura.

  35. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Splendida, Lucia, la tua idea. Lascialo aperto questo angolo. Pensavo che la mia vena si fosse inaridita ma, sollecitato, non potrò dire certamente di no.

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