Aria nuova al nord…..

Tempo fa insieme all’amico Antonio, ho fatto un post sull’indignazione, riportando il breve saggio di Stefhane Hessel, novantreenne scrittore, “Indignez vous”.  Le ragioni che mi hanno portato ad aderire al suo appello sono molte, in particolar modo sulle questioni sociali, come nelle piccole situazioni quotidiane. Da pochi giorni ho ricevuto una mail da Lorenzo, assiduo commentatore del mio blog, che mi esortava a fare considerazioni sulla pubblicazione “Indignez Vous!”e sul pensiero dell’autore.

Viene naturale porsi questa domanda: dopo essersi indignati che dobbiamo fare? Non possiamo sicuramente fermaci li, perché coltiveremo solo risentimento e rancore, anche se provo un sentimento di repulsione per l’indifferenza e il cinismo.

Spesso indignarsi è facile, ci vuole poco coraggio, più arduo e difficile creare, inventare, costruire nuovi progetti, idee e relazioni, spesso anche i nostri politici hanno tra di loro una complicità d’ indignati che non ha nulla di costruttivo e propositivo. Nostro compito e vedere i problemi e cercare di trovare una soluzione, non va bene l’indifferenza o la rassegnazione, spesso per trovare le energie sufficienti è necessaria una spinta, ecco allora la sana Indignazione. Non ci dobbiamo accontentare ricordando che con un impegno forte i nostri padri, per ottenere la nostra evoluzione, hanno fatto più che non soltanto indignarsi. Le risposte di oggi alle urne sono una prova che le proteste continue di tanti cittadini stufi e indignati di questa situazione politica, hanno trovato finalmente un’alternativa.

Amici del blog, aria nuova spira in Europa,  si fa sentire il movimento degli ‘indignados’, giovani spagnoli che a migliaia hanno manifestato nelle piazze di tutto il paese  contestando la corruzione. In principio è stata l’indignazione, ora a tenere saldo il neonato movimento dei giovani spagnoli M-15, è la riconquista della dignità. 

“Non ci rappresentano”, dice uno slogan sui cartelli del Movimento degli indignati che sono accampati da ieri alla Puerta del Sol di Madrid, e i manifestanti lo gridano in faccia ai politici, a pochi giorni dalle elezioni amministrative di domenica prossima. Sono in migliaia, non solo a Madrid ma in tutta la Spagna, e pretendono cambiamenti radicali in politica, si dichiarano “stufi”. E sono diventati i protagonisti della campagna elettorale.


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26 risposte a Aria nuova al nord…..

  1. MARGHIAN ha detto:

    Una volta fu detto a Sergio Endrigo: “ora che tu sei un personaggio crosso della musica leggera….” e lui rispose: “eh, grosso…”.
    Ed io, a maggior ragione, ti scrivo: “eh, grande..esperto… ” 🙂 capirai!!!”. Ciao, Lucia!!!
    Marghian

    • MARGHIAN ha detto:

      “personaggio..*grosso” non..”crosso”. Ciao.
      Marghian

      • MARGHIAN ha detto:

        “Indignados”.Lucia, sono uno di quelli!!! Non solo “ruby” ed “escorts” che gia’ e’ grave (i paladini delle scelte politiche!!!).
        Anche Kennedy era “donnaiolo” ma lo faceva in maniera davvero “privata” e fu un grande presidente.
        Ma non e’ il “rubismo” a scandalizzarmi, ma come dice Battiato: “tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni, questo paese devastato dal dolore..si credono potenti e gli va’ bene, quello che fanno e tutto gli appartiene..” (dalla canzone “povera patria”).
        Speriamo che “altri venti soffino sulll’italia e sul mondo.
        In un commento scrissi dei versi “parodia” su “fratelli d’Italia”. Scrissi: “fratelli d’Italia, l’italia s’e…destra, del (s)*fregio del biscion le e’ stata cinta la testa… “. Speriamo in meglio…ciao.
        Marghian

  2. giusymar ha detto:

    Bello l’intervento con Framco concordo.
    Complimenti a te per il post Lucia

  3. Harielle ha detto:

    La Puerta del Sol? Era il nostro punto di ritrovo, ci trovavamo sempre lì, almeno 4 volte al giorno, vicino alla statua equestre, e ho tante foto. In Spagna domenica prossima avranno le elezioni amministrative, e c’erano molti comizi in tutta la città, ma specie alla Puerta del Sol. Ho visto anche una delle prime riunioni di questo movimento, ma non lì, bensì davanti al Parlamento…i miei studenti si stavano associando, anche i giovani italiani hanno motivi per indignarsi 😀
    Un caro saluto, a presto,
    Harielle

  4. Giulio Salvatori ha detto:

    Molti di Voi avranno sentito parlare della -gramigna- Molti di voi la conosceranno perchè hanno un orto o un giardino.Per chi non la conosce, dirò che è un erba che si ramifica in profondità e infesta tutto quanto.Per sradicarla, bisogna andarci col bidente e togliere la più piccola delle radici, altrimenti si propaga di nuovo . Perché dico questo?Perché in tanti anni chi ci ha amministrato ha allungato i tentacoli della corruzione in mille direzioni, in clientelismi , nella distribuzione di cattedre, di poteri etc etc.Ben venga il CORO DELL’INDIGNAZIONE .Se poi, sono giovani , ancora meglio.Io è una vita che grido, ma come ebbe a dire un poeta cavatore:- La mia voce nell’orchestra dei suoni , è sempre stata una stonatura- Incomincio a sentire la giusta tonalità.

  5. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Ho letto con grande interesse l’integrazione all’articolo di Lucia fatto dalla stessa dove si dà conto del movimento degli Indignati in Spagna. Quando da un libro si passa ad un movimento c’è poco da sottovalutare il fenomeno. Ma io continuo a temere che possa trattarsi di un fenomeno più urlato che ragionato. Il mondo è complesso, dice il secondo Hessel, quello, per intenderci, di “Impegnatevi”, e non basta tirar fuori cose da fare ma occorre inserirle in una “strategia” globale, in cui le parti siano coerenti e “si tengano”, direbbe un economista. Miele per le mie orecchie per me che sono cresciuto sotto le sirene della “programmazione” negli anni sessanta.

  6. zebachetti ha detto:

    indignarsi per costruire, non solo per dire che le situazioni in atto non vanno bene proporre e proporsi. indignamoci si. io già lo sono da un pezzo soprattutto sono stufo, logoro da questi mendicanti di consensi elettorali, sono stufo di credere alle favole di berlusconi, a cui non ho mai creduto, non mi è passato neanche lontanamente il pensiero di farlo. infatti non l’ ho mai votato. sono altresi stufo dei masianello di turno che predicano bene e razzolano male. cerchiamo di essere liberi dai giochi di potere e dalla claasse politica soprattutto quella marcia quella che vuole arrogare solo il diritto di fare gli affari suoi, per loro siamo solo numeri e percentuali quando si deve votare. un caro saluto Lucia a..presto nazzareno

    • luciabaciocchi ha detto:

      Mi fa piacere trovare il commento di un giovane che sicuramente ha più motivo di me per essere indignato. Al suo pensiero vorrei aggiungerne un altro:
      Ribellatevi, ragazzi. Ribellarsi è giusto. «Serve un urlo vibrante che faccia sobbalzare chi è al potere e tremare i servi sciocchi, gli ipocriti, i disonesti, i salta fossi, i profittatori voltagabbana annidati nei luoghi di comando, gli abbioccati di consumismo». L’esortazione arriva da un uomo di 95 anni, Massimo Ottolenghi ex partigiano, che certamente ha urlato quando doveva, e ancora lo sta facendo.

  7. ili6 ha detto:

    Di Hessel mi piace soprattutto la grande fiducia che dà ai giovani, visti come naturali testimoni, come esseri che devono tramandare quanto di meglio è stato fatto dalle precedenti generazioni. Non serve chiudersi nella nostalgia del passato, ma questo deve diventare un volano, un altoparlante per tramandare e mobilitare verso il nuovo.
    E di questo mi pare che ne abbiamo già parlato nei tuoi precedenti post.
    Non basta indignarsi; all’indignazione doverosa occorre far seguire fatti capaci di recuperare fiducia, slancio e serenità. Ce la prendiamo coi politici di turno, ok hanno le loro responsabilità, ma il nocciolo del problema credo sia un altro…è la sudditanza di questi ultimi (tutti e di ogni corrente politica europea) ai veri potenti del mondo: banchieri, capi industrie delle armi,manager delle multinazionali, massonerie…
    E per costoro non si indicono elezioni del popolo.

  8. sonoqui ha detto:

    Ciao Lucia, non mi irrito, né mi offendo , né
    mi sento ferita più. Mi hanno svuotata l’Anima, e
    le parole se non seguite dai fatti cadono nel dimenticatoio.
    Comunque, un plauso a chi davvero s’indigna ancora.

    Con Affetto
    Gina
    Ps
    Sempre Brava

    • luciabaciocchi ha detto:

      Gina grazie, tornara ora, con ancora l’aria di Montefelco nei polmoni e la vista del magnifico Panorama nel cuore, non ho resistito ho fatto una foto a Spello innodata di sole e del maestoso Monte Subasio alle spalle, più tardi te la invio..Un caro saluto!

  9. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Leggevo su la Repubblica del 19 maggio 2011 a pag. 65 che c’è un seguito al libro di Hessel di cui ci stiamo occupando:”Impegnatevi”, Salani, con il quale solidarizzo molto più che con il primo (il ricordato Indignatevi). Estraggo alcune frasi per dare un’idea: “Certo, esistono delle alternative (all’attuale crisi). Accanto all’economia finanziaria chiusa nella nozione di profitto, può esserci un’economia diversa (solidale e con una visione globale dei problemi del mondo).Bisogna creare perché resistere non basta.(e bisogna avere una strategia globale che ) può essere efficace soltanto se tiene conto delle sfide nella loro interazione”. Dicevo, questo libro mi piace perché non si indigna ma propone. azioni concrete. Non un’agenda per la lotta, dunque, ma un taccuino di impegni da assumere e realizzare.

  10. semplicementelisa ha detto:

    Sì finalmente aria nuova …
    era ora … l’indignazione è sacrosanta, ma ancora di piu’
    lo è la voglia di costruire che è sempre molto piu’ impegnatico e faticoso che distruggere ….
    un grande abbraccio e serena giornata ..

    elisa

  11. popof1955 ha detto:

    E’ dalle 20,00 che cerco di commentarti, nel frattempo ho cenato e sono arrivato alla conclusione che non mi indigno per quanto accade. Ho i miei moti di reazione, questo si, ma indignazione no. Senso di disgusto, nausea verso i cambiapelle, chiamali serpenti o comunque rettili striscianti ai piedi dei potenti di turno, qualsiasi nome va bene tanto si riconoscono, anche se camaleonticamente sono sempre pronti ad indossare casacche nuove.
    Anche la Madonna ha perso le staffe e schiacciato la testa al serpente. Non ho il suo piede, ma qualche bel calcione so ancora tirarlo. Non m’indigno, scalcio. 🙂

    • luciabaciocchi ha detto:

      Paolo che sorpresa, hai perso la solita calma, non sei indignato, ma mauseato. La proresta dei giovani di Piazza de Sol assomiglia a quella araba; al Cairo si chiedeva la democrazia, a Madrid parità sociale e rispetto dei diritti. Spira una nuova aria….

  12. semplice1 ha detto:

    Nel mondo che vorrei..l’indignazione non avrebbe motivo di esistere..ma questa è un’altra storia..e chissà se sarà mai possibile.
    Tornando a noi, alla nostra realtà, ai nostri personaggi.. c’è da constatare che l’indignazione non basta più. La voce delle parole indignate verrebbe subito sopraffatta dalla voce più urlante del prepotente, del losco, dell’infido, del malavitoso che deve far valere le sue ragioni usando qualsiasi mezzo: infamia, mistificazione, calunnia, intrallazzo, illegalità…etc etc.. Ed ecco perchè diventa necessario far seguire alle parole i fatti.
    La vita è nostra, è l’unica certezza in attesa di scoprire dell’altro, forse..quindi è sacrosanto rispettarla e farla rispettare, senza sconti!
    Un abbraccio
    Vera

  13. maurizia. ha detto:

    ciao lucia,ho dato una sbirciatina al tuo blog,ti lascio un saluto ciao!

  14. lucianaele ha detto:

    Sono daccordo con Franco.
    Non serve solo indignarsi e stare seduti a guardare.
    Bisogna agire.
    Ho visto l’intervista a Hessel di Fazio a “Che tempo che fà”. E’ una persona straordinaria e mi viene voglia di acquistare il suo libro.
    Qualcuno di voi l’ha letto?
    Ti auguro una buona giornata,
    Luciana

  15. scanazzatu ha detto:

    Cara Lucia, penso sia passato il tempo dell’indignazione, almeno per come è stata intesa fino a ieri, e cioè solo parole, parole, nient’altro che parole, ma poi, all’atto pratico nulla, un grande vuoto. E’ facile indignarsi in questo modo e poi non far nulla, adesso sembra che qualcosa stia cambiando, e speriamo che sia così anche a giugno, speriamo che possa essere l’inizio della fine per tanti che provano a farci vergognare di essere italiani.
    Spero che la legalità e l’etica morale possa tornare nuovamente nel nostro Paese.
    E’ il miglior augurio che sento di fare a te, a me e tutti coloro che condividono le nostre idee.
    Un abbraccio

  16. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Sì, mi piace molto l’incipit di Lucia. E mi piace molto il commento di Franco. E condivido lo spirito di quanto affermato dall’una e dall’altro. Ognuno di noi dovrebbe portare un mattone per costruire edifici più solidi nel nostro Paese, che amiamo. Mettendoci la faccia e partecipando al meglio. Il cammino probabilmente sarà lungo ma non è importante quanto tempo ci si mette: l’importante è proprio il cammino. Tutto ciò considerato, non so se, come dice Lucia, abbiamo trovato “finalmente un’alternativa” alla politica attuale come risultato del voto. Qualche cambiamento c’è stato, questo sì, e auguriamoci che i cambiamenti continuino, sempre sul piano dei contenuti e non delle parole.

  17. franco muzzioli ha detto:

    Vorrei riprendere la strofa di una famosa canzone di Gaber:

    La libertà non è star sopra un albero
    non è neppure il volo di un moscone
    la libertà non è uno spazio libero
    libertà è partecipazione.

    Mi direte e che cosa c’entra con “indignez vous ” ?

    Cerco di leggere tra le righe e di interpretare a modo mio questi versi:

    Se la nostra indignazione è solitaria e proprinata dall’alto …………………..non serve!
    Se la nostra indignazione è solo un ronzante mugugno………………………..non serve!
    Se la nostra indignazione è solo per difendere il nostro quotidiano………non serve!
    L’indignazione, come la libertà è solo partecipazione!
    Se non ci impegnamo in prima persona è inutile idignarsi.

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