Magazzino di vita e…..

 di ricordi, di lutti, di rancori, di sospetti, di speranze che vanno dal piacere al dolore…

Abbiamo ragionato su argomenti importanti in maniera piacevole ed equilibrata, oggi, che avverto il passare del tempo in maniera molto veloce, la mia memoria mi riporta molto spesso ai luoghi in cui ho vissuto e in particolar modo alla mia vecchia e amatissima casa. La casa fu costruita nei primi anni del ‘900 da mio nonno Ernesto capo mastro, con grandi sacrifici ed economie. E’ stata per molti anni vanto della nostra famiglia, ha accolto tre generazioni, con tutte le loro storie più o meno felici. Nel tempo la casa è invecchiata come i suoi ospiti, oggi bisognosa di grandi opere di restauro, è di mia proprietà e spetta a me risanarla, uso questo termine perchè, non intendo snaturare la sua identità.

Oggi camminando per le stanze vuote mi sembra di compiere un viaggio attraverso il tempo, perché ogni finestra, ogni mobile,ogni oggetto, ogni carta, parlano di storie passate, di affetti e a volte  d’incomprensioni. Un ricordo tenero lo riservo a mia nonna, di lei mi resta una specchiera di una certa grazia fine ‘800 sicuramente creata da qualche falegname montefalchese in vena artistica. Lo specchio, montato su una leggera struttura di legno di ottima lavorazione, mi ha seguito in varie case, è ora fa bella mostra di se nell’ingresso della mia attuale casa, in lui vedo riflesso lo spirito degli avi, e in particolare quello  della mia nonna che mi sorride e mi conforta.

Un oggetto a me tanto caro è il libro “Le ricette di Petronila” che mia madre, grande lettrice “Della Domenica del Corriere”, aveva raccolto in dispense nel lontano 1939. La rubrica “Tra i fornelli” dispensava utilissimi consigli di cucina e non solo,” sul modo di sbarcare il lunario  mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero, spendendo pochetto ma nutrendo bastevolmete”.

Potrei raccontarvi tante piccole storie, ma non vado oltre, mi piace terminare con questa citazione copiata dal blog della amica Maria Rosaria:

“Mi  avevano detto che il passato condiziona il futuro, ma non mi avevano detto che vale anche il contrario: il futuro riscrive il passato, come l’ultima pagina di un romanzo trasfigura tutto quello che è stato letto a tal punto che a volte è necessario rileggere”

G.Carcasi  “Tutto torna”


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24 risposte a Magazzino di vita e…..

  1. Pingback: Ci vuole un albero… | luciabaciocchi

  2. accantoalcamino ha detto:

    Ciao Lucia, posso mettere questo sul mio blog? Non lo farò fintanto mi darai il permesso, grazie:
    “Mi avevano detto che il passato condiziona il futuro, ma non mi avevano detto che vale anche il contrario: il futuro riscrive il passato, come l’ultima pagina di un romanzo trasfigura tutto quello che è stato letto a tal punto che a volte è necessario rileggere”

    G.Carcasi “Tutto torna”

  3. ANGELOM ha detto:

    I ricordi costituiscono la storia personale di ognuno di noi, ci fanno ricchi, quelli belli perche’ ci fanno sperare per il futuro, ma anche quelli non belli, legati a momenti sgradevoli o ad errori, sono sempre esperienze della nostra vita, e dunque ci fanno crescere. I ricordi sono una gran cosa, senza ricordi si perderebbe la stima e la fiducia di noi stessi.

  4. ili6 ha detto:

    molto dolce questo tuo post, carico d’affetto e di ricordi che si adagiano anche nelle piccole e grandi cose conservate e tramandate con cura e dedizione. Oggetti che spesso parlano e raccontano di persone, fatti, eventi che comunque ci appartengono. Ne abbiamo tutti, chi più chi meno, e ci sono così cari che non ce ne separiamo e spesso riusciamo a trovare angoli e spazi nelle nuove abitazioni sempre più strette dove corservarli. E’ il passato della nostra famiglia che ci vive a fianco e che disegna il nostro futuro.
    La citazione della Carcasi e di un futuro che a volte riscrive il passato, imponendone una rilettura, vuole essere un invito a non ancorarsi a certe trasfigurazioni che capita di fare del passato ed è quindi un invito ad andare avanti comunque, vuoi perchè sostanzi il passato o perchè lo cancelli, se da cancellare è, per proiettarti in un futuro migliore.
    un sorriso, Maria Rosaria

  5. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Lucia. Mi/ci hai fatto un regalo prezioso
    raccontando del Tuo passato.
    Ognuno brilla di luce riflessa del proprio passato
    Dentro la memoria delle mie emozioni conservo la mia vita lasciata
    indietro, e ritorno sempre a cullarmi di illusioni.

    Grazie per questa passeggiata nel passato
    Gina

    Ps
    Purtroppo della vecchia casa dei nonni ( demolita dal tempo) a
    Spello conservo solo il ricordo di mia madre

    • lucia baciocchi ha detto:

      Popof che sorpresa, bellissime musiche, testo emozionante, le immagini fanno sognare, grazie di cuore…Voglio aggiungere alcuni versi di questa bellissima canzone di Francesco Guccini;

      “La casa è come un punto di memoria,
      le tue radici danno la saggezza
      e proprio questa è forse la risposta
      e provi un grande senso di dolcezza,
      e provi un grande senso di dolcezza.

  6. scanazzatu ha detto:

    Cara Lucia, il passato meglio lasciarlo alle spalle, non sempre fa bene ricordare, meglio pensare a oggi, inventare giorno per giorno la nostra vita.
    Il passato sta dietro di noi, il futuro non possiamo certo vederlo, allora viviamo alla giornata cercando di prendere le cose belle che ci circondano.
    Ciaooooooooooooooooo

  7. semplicementelisa ha detto:

    Appunto per questo credo sia importante vivere il presente …
    la memoria trasfigura … e non sempre è un bene…
    un abbraccio..dolce notte

    elisa

    • luciabaciocchi ha detto:

      Elisa sicuramente è importante vivere il presente, ma sarà che il tempo passa così velocemente che ogni giorno mi affiorano ricordi e pensieri lontani , che oggi riesco a vedere in maniera pacata e distesa, e sono anche più indulgente verso tutti. Un saluto caro

  8. statidellessere ha detto:

    Lucia, il passato è a volte un polveroso libro da tenere in uno scaffale.
    Ogni volta che lo prendiamo leggiamo di gioie ma anche di dolori ormai
    trascorsi. Forse sarebbe meglio prendere un altro libro, quello del presente, un libro
    che scriviamo giorno per giorno, storie di cui siamo registi, sceneggiatori e attori.
    Un caro saluto.

  9. semplice1 ha detto:

    E’ bello davvero questo post Lucia, ci “prende” tutti..perchè anche il più zingaro o la lumaca senza guscio porta in tasca qualcosa che lo lega al passato.
    Io, ( mio marito mi definisce “rigattiera”) amo avere intorno legami.
    Non ho la casa di famiglia..perchè come zingara, sarebbe un controsenso, ma ho fatto razzia nelle case delle nonne e dei miei genitori. E così: la camicia di notte con pizzi della bisnonna, lo scialle di seta con cui lei andava a teatro..il servizio di porcellane inglesi..i libri di latino e filosofia di mia madre..la bilancia con l’asta e i pesi di mio padre..i suoi quaderni di prigionia in India e in Africa..il vecchio lume a petrolio ..le sue pipe..e mille altre cose, viaggiano con me e trovano nuova vita in ogni luogo io mi sposti.
    Non è un’attaccamento morboso..la vita è ora, è adesso..ma è anche un filo che ha un inizio e va oltre l’oggi…e allora ogni tanto è bello fare un viaggio con la memoria.
    Un abbraccio
    Vera

    • lucia baciocchi ha detto:

      Mancava il commento di questa SPLENDIDA ZINGARA, come lei si definisce..
      Hai fatto un elenco di oggetti preziosissimi che possiedo anche io; il servizio di porcellana con i fiori di pesco e quello con i Galletti di Deruta, che adopero nelle occasioni importanti. La biancheria ricamata e preziosa, la bilancia con i piattini e i pesi del 1860, dei bei cassettoni che troneggiamo nel soggiorno e in camera da letto e poi basta altrimenti mi commuovo e mi emoziono!!!!

  10. luciabaciocchi ha detto:

    Questa mattina la mia amica d’infanzia Antonietta, dalla lontana Argentina, mi ha inviato questo messaggio, mi ha fatto un immenso piacere, la rinfrazio di cuore, ho pensato di trascriverlo qui:
    “È bellissimo ció che ha scritto, esprime tutto quello che abbiamo sul cuore…Per me poi, che sono tanto lontana e vivo di nostalgia, ricordando sempre luoghi e persone che hanno fatto parte della mia vita…Mi ha fatto emozionare… Complimenti e tanti bacioni…”

  11. popof1955 ha detto:

    Tra le tante case che ho abitato ricordo la prima veramente mia, una tenda canadese. Mi ha accompagnato per anni e ora dorme in cantina, ho paura a riaprirla, potrebbe sfaldarsi. Voglio ricordarla con la memoria dei posti che mi hanno ospitato, come il parco di Fiesole dove, montata sotto una siepe, con la ninna nanna del chianti, la sveglia di un cane e la sua padrona a offrirci “l’ovo aldo” per scusarsi del disturbo, o la spiaggia di Lipari con un’alba grigia e un sole rosso che saliva timidamente piano. Rinomato invece il camping Michelangelo a Firenze, che se non parlavi inglese non trovavi neanche le docce, poi il diluvio di Cecina a cui ha retto come fosse l’arca e tanti tanti posti sparsi in giro, anonimi boschi di cui risento il profumo.
    Alle pareti niente quadri, solo la tela sottile su cui si inseguivano immagini, sia da dentro che da fuori.
    Però che tristezza ogni volta che la smontavo, restava il terreno giallo a segnare l’ultima ombra di un passaggio, e io lumaca senza guscio ripartivo con la casa in spalla.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Popof, bravo e diverso dagli altri, il tuo concetto di casa non corrisponde al mio, ma ugualmente rassicurante e gratificante. Grande è la similitudine con la lumaca, la casa come un guscio, e tu girovago con la tua casa in spalla, diventata ormai una reliquia da conservare gelosamente.

  12. cordialdo ha detto:

    Rielaborare il proprio passato, dall’infanzia, anche se, come me, non si hanno più riferimenti concreti frutto di una vita piuttosto zingaresca a causa del lavoro di mio padre finanziere, è sempre un’ esperienza importante di rilettura della propria vita e delle proprie affettività. E’ come rileggere dopo tanti anni un libro rimasto per troppo tempo trascurato nella libreria ma che avevamo letto con tanta appassionata attenzione.
    Rivedere i luoghi dell’infanzia è come vedere un vecchio filmino in bianco e nero piuttosto sfocato che diventa sempre più chiaro man mano che si dipana. Così successe a me la prima volta che ritornai in Umbria, luogo della mia infanzia lontana, dopo tanti anni.

  13. alba morsilli ha detto:

    Io, anche se volessi non potrei vivere di cose del passato, non mi resta niente,
    la guerra ha bruciato la nostra casa e per anni abbiamo vissuto in un accampamento
    di baracche come ora vivono i nomadi.
    Se torno indietro con la mente subito mi scuoto la testa per svegliarmi da quel torpore del passato.
    Così ho preso l’abitudine di guardare avanti di pensare al futuro e cancellare il passato,
    a questo modo mi sono salvata la vita

    • luciabaciocchi ha detto:

      Alba sicuramente anche te, nei cassetti della memoria avrai i tuoi ricordi, spesso gli eventi negativi vengono rimmossi per seguitare a vivere con un po’ di tranquillità,il tempo ha la facoltà di attutire e coprire con velo di nostalgia ogni cosa. Ti ringrazio per aver lasciato il tuo pensiero

  14. franco muzzioli ha detto:

    Anche io sono circondato da oggetti del passato , ritagli di vita di mia madre, di mio padre, dei miei nonni ….un mobile…un quadro …come guardare una fotografia …ho sempre creduto che negli oggetti rimanesse qualcosa di chi li ha vissuti , una specie di aura ,di energia che finchè l’oggetto esiste rimane e si somma con le energie degli altri che continueranno ad amare e ad usare quelle cose.
    Non so se passato e futuro camminino a braccetto ,come dice Giulio,io ho sempre pensato che esista solo il presente…..che sfuma costantemente nel passato e nel futuro, ma è quell’istante di vita che conta ….è quello che viviamo attimo per attimo …il resto è ricordo o speranza,struggimento o paura, rimembranza o progetto …tutte sensazioni, sentimenti….nulla di reale.

  15. Giulio Salvatori ha detto:

    Rivangare il passato, nobilita l’animo.Negli affetti, futuro e passato camminano a braccetto,gioie e dolori s’incontrano e, non è escluso che qualche luppicone , si dice noi in dialetto, offuschi la vista.Si, qualche lacrima si mescola al sorriso.Alcuni anni fa, per incomprensioni, decidemmo di vendere la casa paterna, ogni volta che vi passo davanti mi fermo a guardare a lungo.Fotogrammi di una pellicola sbiadita dal tempo passano nello schermo della mia mente.Mi rivedo ragazzino e su su fino a diventare uomo.Mi sono già espresso sul valore delle -Radici-ma molto si potrebbe dire.Te Lucia hai un animo teso al bello , al recupero , al consolidamento di un passato e, te lo ritrovi presente. Una splendida cornice che racchiuderà il tutto,il cuore e la mente si fonderanno in un continuo documentario del tuo passato :- Ti par poco? E’ come aprire il vecchio baule ritrovato in soffitta, dove foto ingiallite rivedono la luce del sole.Mi fermo qui, prima che qualche luppicone faccia capolino dai miei occhi .Voglio invece augurti momenti felici fra quelle mura a Te tanto care.E se te lo dice il solito maledetto toscano…credici .

    • luciabaciocchi ha detto:

      Giulio il tuo pensiero ricalca il mio sentire, mi riconosco in tutto ciò che hai scritto.
      Anche io come te, amo i luoghi e i ricordi delle mie origini e con grande impegno cerco di trasmetterli ai mie cari. Vorrei dirti quante lacrime e quante incomprensioni per avere questa benedetta casa, oggi sono appagata di aver soddisfatto un desiderio di mio padre che mi esortava a tenerla per me. Spero di poterla godere, dopo il grande e impegnativo rstauro, in salute e in pace. Come già detto altre volte, aspetto gli amici, grazie per le belle parole.

  16. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Leggendo il tuo racconto, Lucia, mi rammarico, come sempre, del fatto che non ho più una casa dei miei ricordi. Ho solo i ricordi, tristi o lieti, ma non più un luogo fisico in cui riviverli. Sono un emigrato, come tanti lo sono stati, negli anni 6o. Dalla Sicilia (Catania) alla meravigliosa Roma, che adoro. L’operazione “futuro che ridisegna il passato” e lo sostanzia mi è conosciuta dunque. Ed il passato si rinnova sempre nella mia mente.

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