Aminah tradita due volte

“Sono una donna. Credono che la mia libertà sia di loro proprietà, ed io glielo faccio credere”.

E’ un verso di una poesia scritta da Joumana Haddad, scrittrice, poetessa, giornalista libanese che vuole, con questa pagina, farci conoscere un aspetto diverso, della guerra in Libano.

Diario Arabo:

Aminah tradita due volte piange i figli uccisi dai raid

Vi presento Aminah, 54 anni, analfabeta, tre figli cresciuti con sangue e lacrime. Nessuno aveva mai detto a Aminah che la Libia era un «paese ricco». Quando le si chiedeva di applaudire il Raìs, applaudiva. Non era convinta, ma applaudiva. Poi quando le hanno chiesto di applaudire gli americani, i francesi, gli inglesi che arrivavano per «salvarla», ha applaudito anche loro. Non era convinta, ma li ha applauditi. Ieri sera però, qualcosa è cambiato. Tra un applauso e l’ altro, Aminah ha perso due figli nei raid aerei della coalizione a Tripoli. Aminah non capisce che questa «non è una guerra colonialista». Non conosce né Obama, né Sarkozy. Non sa che la tv di stato sta trasmettendo le immagini della cerimonia funebre dei suoi figli solo per poterli «sfruttare». Non capisce la logica per cui, cambiando il volto del carnefice, la sua vita può migliorare. Aminah non sa la fiaba del lupo che si maschera da agnello. Lei conosce solo il lupo. Lei sa solo che ha perso due dei suoi tre figli. E che la morte è venuta dal cielo. Vi presento Aminah, sola nell’ angolo, un mostro arabo sulla spalla destra, un altro, occidentale, sulla sinistra. E il mondo la guarda strappata in due, e applaude.

La scrittrice nei suoi libri ci parla dell’infelicità della donna araba, in una società sommersa da un oscurantismo. Ora nuovi movimenti dimostrano che c’è volontà di reagire, le nuove generazioni devono stare attente che altre forze approfittimo della situazione, facile la comparsa dell’integralismo religioso. Ci fa notare che sono sparite le donne che manifestavano nelle piazze, sono state umiliate, torturate. Troppa diffidenza e sospetto verso questa rivoluzione araba, ci vorrà tanto tempo ancora…Nostro dovere morale, aiutare questo popolo ad affermare la loro libertà.


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13 risposte a Aminah tradita due volte

  1. Giulio Salvatori ha detto:

    Leggendo il tuo invito , fra le pieghe della tua terra rivedo le genti della mia, dove il massimo scrittore Enrico Pea , così le definiva, mando a memoria :-La gente della Versilia è avvezza alla fatica, cava i marmi, lavora la terra, è marinara e contadina (…) Aggiogo i buoi e bestemmia, ma con le sue opere marmoree hanno impreziosito le chiese di tutto il mondo, (…) ma canta in rima e si commuove.-Ecco ! Fra gli uliveti e le vigne della tua terra, ho visto uno spaccato della nostra Italia rurale e contadina , fondata sul LAVORO. Chissà che un giorno il maledetto toscano Vi faccia una scappatella

  2. maria cavallaro ha detto:

    ogni guerra è sempre una sconfitta soprattutto per i più indigenti, che si vedono privati di quel poco che hanno e soprattutto degli affetti più cari, come Aminah che perde i suoi figli e vive un momento di smarrimento misto a sconforto, tradita da chi viene in soccorso e provoca morti involontarie ma previste. Un abbraccio , Maria

  3. Harielle ha detto:

    Ogni guerra lascia dietro di sè una scia di morte e di distruzione. Le donne lo sanno e assistono impotenti alla perdita dei loro cari, figli e mariti, amanti e cari. Non esiste una guerra per motivi giusti, semplicemente perchè ogni guerra è portatrice di dolore…..
    Un abbraccio

  4. luciabaciocchi ha detto:

    Amici che visitate il mio blog, vi devo elogiare, siete bravi e sensibili, ognuno ha colto il vero significato di questo racconto. Sono fiera di condividere queste emozioni con tutti voi, buona domenica!

  5. popof1955 ha detto:

    Questo tuo post me ne ha richiamato alla memoria quello di Ili6, che scriveva “accettare di fare i conti con lo stupore del dolore e con la spudoratezza del piacere, con la strozzatura della disperazione e con il respiro della speranza.”
    Questo tuo post che richiama all’aiuto morale fa capire quanto sia sentito questo bisogno di poter essere liberi. Ma la libertà uccide, a volte per sbaglio. Sopravvivere ai propri figli è una cosa tremenda, e quando non sai per cosa, è ancora peggio.

  6. Giulio Salvatori ha detto:

    Per togliere il male dal corpo, bisogna intervenire in profondità, molto in profondità.Una pulizia radicale affinché le ferite guariscano e il fisico riprende il suo iter .Ma quante sofferenze, quanto dolore, preoccupazioni, sgomento etc.Poi , un bel giorno t’accorgi che
    qualcosa è cambiato, la vita ti sorride di nuovo.Purtroppo non è per tutti così.La speranza che ci siano dei bravi medici -SAGGI- e che usino il bisturi della democrazia e della libertà
    Un popolo oppresso deve per forza alzare la testa , con tutti i sacrifici che comporta .

  7. barbatustirolese ha detto:

    Chi pensa di portare la pace o, peggio, esportare la democrazia con le armi resta sempre un vile mentitore, uno di quei “lupi” che si maschera da “agnello” della cui razza ne sistono tanti non solo nel mondo ed anche in Italia.

    A beneficio degli amici che passeranno da qui, mi permetto di segnalare, la risposta di Vittorio Arrigoni, vittima innocente a Gaza, a Roberto Saviano che manifesta a fianco dei “nazisti” israeliani solo perchè lo pagano e lo accolgonom con tutti gli onori ipocritamente:

    http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI

    forse servirà per meglio comprendere la giovane Aminah tradita due volte dai lupi vestiti da agnelli.

    Siamo e restiamo umani nel nome di Vittorio!

  8. semplice ha detto:

    Purtroppo l’umanità è soggiogata dagli interessi di pochi che si sentono i dententori delle sorti e dei destini dei popoli cui sono a capo. Si muore fisicamente e dentro tutti i giorni in ogni angolo di mondo..e moriamo un pò tutti anche coloro che non credono di essere bersagliati in prima persona. Si muore come umanità…e noi tutti siamo carnefici e vittime al contempo…il nostro impegno quotidiano dovrebbe essere sempre quello di far rispettare libertà, democrazia, uguaglianza in ogni angolo della terra…anche se mille e mille miglia lontano da casa propria.

  9. ili6 ha detto:

    e quante altre Aminah ci sono, ci sono state e ci saranno…una dolce carezza per ognuna.
    La guerra è guerra, col suo carico di morte e distruzione, e Joumana Haddad sa quanto le donne arabe siano fragilmente forti e molte, coraggiosamente esposte.
    Aiutare questo popolo è doveroso, ma non è semplice; mi auguro che i potenti della terra non stiano (ancora una volta) sbagliando.
    Ciao, a presto

  10. Franky Libe ha detto:

    Cara Lucia,in questo momento non ho proprio abbastanza tempo x leggere il tuo articolo che sarà senz’altro molto interessante come tutti gli altri….conto di tornare al più presto…in questo periodo ho pochissimo tempo per il pc. sono passata x lasciarti il mio saluto con sincera amicizia.

  11. elisa ha detto:

    D’accordissimo …. nostro dovere aiutare chiunque a raggiungere la sua libertà …
    ma non con le bombe e i raid ….
    la violenza genera solo violenza e lacrime …
    e a pagare sono sempre i piu’ deboli …

    un abbraccio

    elisa

  12. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Un pezzo di grande umanità, Lucia. Una donna, una piccola donna si mostra nei suoi sentimenti più profondi, primordiali. Una donna che ci guarda e ci rimprovera. Si è fidata e le è andata male. Ora non si fida più. La morale è quella giusta. Non deve fidarsi più, avendo perso i suoi beni più cari. Stavolta a causa del “fuoco amico”. Che non può essere mai amico quando porta distruzioni e lutti. Io non so, Lucia, quali sono gli obiettivi dei potenti in Nordafrica. Non so niente e non voglio sapere niente di quello che succederà. Certo, dobbiamo aiutare, dovremmo aiutare, tutti i popoli ad affermare libertà e giustizia. Non so se riusciremo e se poi è questa la nostra intenzione. Dovremmo, Lucia. Ma con la piccola Aminah ho il cuore straziato.

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