“Per chi suona la campanella”

12 Marzo Manifestazione in difesa della scuola pubblica

Il 12 Marzo ci sarà la Manifestazione in difesa della cultura e della Scuola Pubblica, vorrei fare qualche piccola considerazione in merito. La scuola ha delle difficoltà e deve fare dei miglioramenti, il compito di chi governa,non è quello di attaccare un’istituzione così importante ma di risolvere i problemi e dare sostegno a questa preziosa istituzione. La scuola va protetta dagli attacchi di qualsiasi parte politica, perché è un patrimonio comune al di sopra delle parti, spesso è usata come merce di scambio per i propri vantaggi diretti, attaccarla e sminuirla è mancanza di rispetto verso coloro che ogni giorno affrontano, con mezzi sempre più scarsi un compito di grande responsabilità. Non si può restare in silenzio di fronte a chi pretende di manipolare la storia attraverso il controllo della scuola, investire nella conoscenza e nella formazione culturale  dei nostri giovani è l’intervento più sicuro per battere la crisi che stiamo attraversando e per ridare un futuro a questo paese, sempre più debilitato, avvilito e smarrito.

12Marzo ore 19,30. La manifestazione sta volgendo al termine con successo, riporto qui le impressioni da alcune piazze d’Italia:

Roma: “In piazza oggi c’è l’Italia, non c’è una categoria. Noi siamo qui perchè l’articolo 21 non è il più importante della Costituzione ma all’informazione stanno arrivando ogni giorno attacchi: il primo aprile c’è il rischio che Berlusconi possa comprare il Corriere della Sera. Hanno tirato fuori dal cassetto la legge contro le intercettazioni. Dobbiamo difendere il diritto della gente a sapere».

Milano, Dario Fò:” Eravamo una Repubblica fondata sul lavoro, non sullo sfruttamento. Un tempo, le leggi ad personam non esistevano. Ora dire che la legge è uguale per tutti sembra una battuta». «Come possiamo continuare a tenercelo – ha chiesto Dario Fo -? Non è che ci sia anche qualche responsabilità della sinistra?».

 

Palermo:” «Siamo in piazza oggi per manifestare il nostro disappunto nei confronti di un governo che si è dimenticato di noi – afferma uno degli organizzatori regionali della manifestazione -. Si parla tanto in questo periodo di riforma della giustizia, ma quello che sarebbe più utile sarebbe più che altro una controriforma».

Bari: «La nostra costituzione è giovane è figlia di una delle più straordinarie vicende di lotta di popolo. È stata scritta con il sangue di una generazione di italiani che hanno saputo ribellarsi all’occupazione fascista e nazista»

Firenze: Piazza della Signoria invasa da oltre 8mila manifestanti (secondo gli organizzatori), bandiere tricolori, grandi cartelli con la scritta «Mi piace la scuola pubblica» e una schiera di persone a formare un enorme slogan umano, una lettera per ogni manifestante, con la scritta «Noi in piazza, governo a casa».


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11 risposte a “Per chi suona la campanella”

  1. semplice ha detto:

    C’è una strategia ben precisa nel voler penalizzare la scuola pubblica in favore della privata: ridimensionare la cultura! Perchè un popolo non colto è certamente un popolo più controllabile e gestibile. I sudditi obbediscono, non mettono in discussione programmi, riforme, linee di governo, non si lamentano, venerano l’imperatore assicurandogli lunga vita. La cultura crea dubbi, valutazioni critiche, ribellione…meglio sedarla sul nascere. Questi sono i “suoi” ragionamenti….i nostri sono quelli di ieri nelle piazze italiane!

  2. ili6 ha detto:

    Lucia, ho lasciato un commento (quasi denuncia) nel sito che mi hai segnalato, non so se lo approveranno…nel caso potrai leggerlo. Sei tu la Lucia, autore del post? chiedo perchè non ho capito bene come funziona lì.
    Buona serata, ciao e saluti sparsi a tutti 🙂

  3. popof1955 ha detto:

    Come dice Ili, il trinomio scuola-sanità-sicurezza sono assi portanti che conducono al risultante che rappresenta una società, a uno stato.
    Non sono gli unici è beninteso, ma hanno grande importanza e il loro progressivo smantellamento sembra faccia parte di un disegno a medio termine.
    Si è parlato tanto di malasanità dimenticando quante miagliaia di interventi e quante migliaia di vite vengono salvate ogni giorno dalla Sanità Pubblica.
    La Scuola sta subendo il secondo attacco, demonizzando docenti e discenti, con un disegno fantascentifico che dovrebbe portare all’interdipendenza del rapporto tra il sapere e il possesso di beni e mezzi necessari per soddisfare il bisogno di conoscenza, in maniera proporzionale.
    Il terzo, la sicurezza, punta nel far sentire i cittadini sempre più indifesi senza uno stato forte che li difenda (od opprima).
    Senza la Scuola, intesa anche come mezzo per fornire a tutti in egual misura i mezzi per accedere alla società, si va inevitabilmente verso un imbarbarimento dei rapporti sociali.

  4. Pino1.sa ha detto:

    Per fortuna ci troviamo ancora in un paese libero dove il Capo del Governo esprime il proprio pensiero ed i cittadini possono esprimere il loro dissenso nelle forme più democratiche possibili. Molto spesso la scuola privata in Italia si è rivelata solo una scorciatoia per l’acquisizione del pezzo di carta. Infatti, alcuni istituti privati vengono definiti dalla gente del luogo come diplomifici. Alcuni di essi, per la facilità con la quale si consegue il titolo, hanno determinato lo spostamento di flussi di persone da una parte all’altra del paese, con stazionamento negli alberghi, per il solo periodo degli esami. Io sono per il pluralismo anche nel campo dell’istruzione ed auspico fornitura di risorse e mezzi adeguati per la scuola pubblica e controlli per la scuola privata in modo che i nostri giovani, che a scelta possono decidere di frequentare una scuola pubblica o privata, conseguano non solo il cosiddetto pezzo di carta, ma arrivino ad una valida preparazione che li metta in condizione di poter competere e confrontarsi con i giovani delle altre nazionalità, per la ricerca dell’ambito posto di lavoro.

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    C’è un male tremendo che colpisce e distrugge il soggetto e le persone vicine:-il cancro.Ma c’è una malattia ancora più grave che si chiama :-Ignoranza- Tempo addietro , con tanti sacrifici, l’università era accessibile anche per i figli degli operai.Sottolineo con tanti sacrifici, io ne so qualcosa.Vogliamo che altrettanto succeda nella scuola dell’obbligo?Chi si può permettere di mandare i propri figli alla scuola privata? No ! Io non ci sto ! Altro che mobilitazioni di massa , altro che scioperi. Spero tanto che il cambiamento lo porti l’urna elettorale, prima o poi arriverà anche quel momento.E la chiesa, quella chiesa che sembra. -SEMBRA- che sia dalla parte della gente semplice, parole e parole.Gente di buona volontà, gridate, gridiamo perché la SCUOLA PUBBLICA, sia la STRADA MAESTRA per i nostri figli e nipoti .Grazie Lucia

    • luciabaciocchi ha detto:

      Giulio bella testimonianza la tua, di un padre di famiglia che, con il suo lavoro e tanti sacrifici, è riuscito ad assicurare ai figli il famoso PEZZO DI CARTA. Sarà possibile tutto ciò per le future generazioni?

  6. ili6 ha detto:

    Un governo che non punta sui tre assi principali che fondano qualsiasi società civile-Istruzione, Sanità, Sicurezza- e che addirittura li denigra e li beffeggia, mirando al privato, mi duole dirlo, ma è un governo che non mi rappresenta più.
    C’è tanta amarezza in me, tanta. La scuola pubblica italiana, dalla materna all’università, è un complesso così vasto e multiforme che sicuramente ha settori che peccano e che devono essere migliorati, ma faccio fatica a pensare che esistano docenti, educatori che inculchino valori distruttivi ai ragazzi che gli sono affidati. Piuttosto è il contrario: sono tanti gli insegnanti che trasmettono valori di gran lunga migliori di quelli su cui vivono certe famiglie e sopperiscono ad alcuni scempi sociali con gesti silenziosi e senza eroismi.
    Sono rimasta colpita dal discorso di Pietro Calamandrei (blog di Fabio) pronunciato al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, l’ 11 febbraio 1950; è drammaticamente attuale e mi fa paura perchè ciò che sta accadendo non è solo un attacco all’istruzione pubblica, ma anche ai valori costituzionali.
    Non voglio aggiungere altro, ma so già che l’indignazione e l’amarezza che provo non trasformeranno il mio modo di operare nella scuola pubblica: continuerò con lo stesso vigore e lo stesso entusiasmo perchè ho un chiaro compito da portare avanti.
    Ciao e grazie per questo post
    Maria Rosaria

  7. Antonino ha detto:

    Prima di tutto desidererei sapere di quale scuola stiamo parlando, non per essere polemico, infatti condivido in tutto quanto hai scritto Lucia, ma non mi sembra che anche in passato, in un modo o nell’altro, abbiano messo le mani sulla scuola pretendendo di migliorarla, ma ottenendo invece proprio il risultato contrario. E’ stato un continuo crescendo che ha portato la scuola alla attuale situazione ed adesso si vuole dare il colpo di grazia. A quanto pare la cultura è qualcosa di cui si può fare benissimo a meno, e forse è vero, perchè nell’ignoranza si vive meglio, non ci si pongono problemi o domande “scabrose”, in poche parole “la morte dell’anima”, solo numeri che all’occorrenza serviranno per portare voti.

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Franca mi fa piacere che anche tu condivida l’iniziativa presa in difesa della scuola, mi auguro che le voci di tanti manifestanti servano a richiamare l’attenzione dei nostri governati. Grazie a presto!

  9. Franky Libe ha detto:

    La scuola è una priorità assoluta, non un lusso di cui si possa ragionevolmente fare a meno. Senza scuola, la società non ha futuro. Senza scuola noi non abbiamo futuro. Non possiamo abbandonare la nave prima che affondi, semplicemente perché non ci sono scialuppe di salvataggio!!!
    Ti lascio un affettuoso e sincero saluto.

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