L’invidia

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame…?”

 

 

 

 

Grimilde e Biancaneve. La fiaba di Biancaneve mostra come i veri obiettivi dell’invidia femminile siano altre donne.L’invidia, uno dei sette vizi capitali che accompagna l’uomo dalla sua esistenza. L’invidia non è altro che l’esaltazione di un sentimento razionale, che nasce dallo scontro con gli altri, fino a raggiungere un risentimento che avvelena l’esistenza. Se ci guardiamo indietro, potremo partire dal conflitto tra Caino e Abele per arrivare alle velenose telefonate tra le partecipanti ai vari bunga bunga e affermare che l’invidia è diversa da tutti gli altri vizi, perché si tratta quasi di una malattia, l’invidioso non ricava alcun piacere, ma tanti tormenti e insoddisfazioni.

Difficilmente capita di invidiare un personaggio famoso, lontano da noi, divi superstar..si riserva l’attenzione verso un parente, un collega di ufficio, un dirimpettaio, si prova piacere nel vedere rovinato qualcun altro. Questo vizio capitale, nella società odierna s’identifica con il narcisismo, succubi delle ossessioni modaiole, della chirurgia estetica, delle competizioni per partecipare ai vari casting di qualche reality o magari per aspirare a un posto di velina. Per contrastare questo sentimento dovremmo smettere di fare proiezioni sugli altri e non scaricare su di loro le nostre insoddisfazioni. Forse un altro mondo (con o senza invidiosi) sarebbe possibile.


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21 risposte a L’invidia

  1. sonoqui ha detto:

    Carissima Amica, hai toccato uno dei punti deboli di noi Donne.
    Quella bramosia che conterce la nostra mente spesso ci conduce a vere
    ossessioni, facendoci perdere la realtà delle cose.
    Non so perché, ma noi siamo maestre nel provare questo sentimento.

    Ti ringrazio della Tua gentile e cara presenza
    Nell’ augurarti un buon fine settimana, ti
    lascio un 🙂
    Gina

  2. ili6 ha detto:

    beh, Lorenzo, leggendo i commenti, fuori dal coro sono risultata io… mi piace essere sincera, non che gli altri non lo siano stati, ci mancherebbe, non mi permetterei mai di pensarlo. Io ho raccontato la mia esperienza e ti assicuro che dall’invidia si può guarire, ma con un grande lavoro su se stessi.

  3. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Davo una scorsa ai commenti, rilevando che tutti si dichiarano non invidiosi, Dunque, almeno per quelli che hanno scritto, l’invidia o non c’è mai stata o è stata sconfitta. E’ bello sentirsi migliori degli altri, oltre tutto quando non si è affetti da un vizio capitale. La nostra esortazione, raccomandazione, ne scaturisce di conseguenza. Voi altri che siete invidiosi non lo siate più. Purtroppo le cose non stanno così. Questo tipo di esortazione, o di analisi, lascia un po’ il tempo che trova. Io direi che l’invidia è sì una malattia, ma praticamente inguaribile. Chi ce l’ha non ne può prescindere, talvolta per sempre, talvolta a singhiozzo, talora con certe persone, tal’altra con tutte. Facciamocene una ragione, dunque, e andiamo avanti. Posso dire che ci sono tanti altri stati più negativi? Ammettiamo che tutte le invidie siano determinate da desiderio di emulazione e mettiamoci una pietra sopra.

  4. maria cavallaro ha detto:

    Ciao cara, un tasto molto doloroso quello dell’invidia che fa più male a chi la prova piuttosto che all’invidiato, anche io sono stata oggetto di invidia, e devo dire che chi prova invidia può giungere anche a gesti cattivi, può anche far male fisicamente come accade spesso tra i bambini. I grandi sono più sottili, glissano, cercano di non far notare il loro disagio, ti guardano sott’occhio, con finta indifferenza, mentre il malumore li rode dentro. Credo che se gli invidiosi investissero queste energie per migliorarsi o per far emergere quanto di buono c’è in loro ci guadagnerebbero molto e in serenità d’animo e come persone nella società. Una condizione che …..non invidio per niente. Dolce notte cara amica! Maria

  5. popof1955 ha detto:

    Ahhh, finalmente mi son ricordato un momento di invidia, ho dovuto scavare nella memoria per riconoscerla.
    Terza elementare, primo anno con i grembiuli bianchi, primi giorni di scuola, un nuovo compagno con il grembiule inamidato e grosso fiocco blu. Tutti in piedi a salutare la maestra e la mia stilografica che si svuota sulla panca del suo banco.
    L’ho confessato al prete il sabato, tre Ave Maria e un gran rimorso.
    E’ questa l’invidia e i gesti sconsiderati che fa compiere crescendo? Allora è per questo che faccio a meno di coltivarla.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Paolo ancora una volta mi sorprendi! Tu infatti con l’invidia non centri nulla! Bella l’immagine dello scolaretto con il grembiule bianco, la macchia dell’inchiostro nera come l’invidia?

  6. semplicementelisa ha detto:

    Brutta bestia l’invidia ….
    e insicuro e infelice chi di essa si nutre …
    nonchè poco intelligente … non si accorge
    che gli rode il cuore …

    Un bacione cara … dolce serata ..

    elisa

  7. ili6 ha detto:

    Un vero macigno, l’invidia, e quando ti colpisce lo senti, eccome se lo senti! Ritengo che non basti classificarsi non invidiosi, anche se non lo si è stati mai, perchè lìinvidia è un sentimento che può colpire tutti, anche chi ritiene di esserne immune, e a volte colpisce a tradimento. E’ un sentimento che nasce e si sviluppa nel momento in cui la tua autostima si abbassa e scatta il tentativo di riprendere la fiducia in sè, svalutando l’altro. Oserei dire che è istintiva, naturale ed innata in tutti, anche se, poi, l’educazione e la maturità, nonchè l’affetto che puoi provare verso l’invidiato, determinano un cammino al posto di un altro.L’importante è riconoscerla, ammetterla ed agire di conseguenza, puntando su se stessi e spostando il punto di vista per trovare altre valorizzazioni proprie, altrimenti il passo verso la cattiveria e la depressione diventa facile. Perchè l’invidioso non è mai felice.
    A me è successo ( e non per stupidate) e sono stata davvero brava a correggerla subito, puntando su altro di me e riconoscendo un grande valore all’amicizia verso un’amica, che è e sarà sempre preziosa per me; lo dico con sincerità, ma anche con fierezza ed orgoglio, perchè non è stato semplice , ma ce l’ho fatta e ne ho tratto un grande insegnamento di vita.
    Ciao e buona nuova settimana

  8. Franky Libe ha detto:

    Cara Lucia questo articolo mi piace veramente tanto,hai toccato i punti focali di questo sentimento negativo.
    Per mia fortuna non sono una persona invidiosa,non mi è mai capitato di esserlo e credo che non accadrà mai.
    Conosco però persone che lo sono,è facile captarlo anche se non lo manifestano…e credo proprio che x quelle persone sia impossibile smettere di esserlo….
    Ti lascio un affettuoso saluto,a presto ciao.

  9. fortunata ha detto:

    non credo che emulazione sia il termine giusto invidia buona significa voler migliorare prendendo da chi crediamo sia meglio di noi.

  10. fortunata ha detto:

    cara lucia non credi anche tu che un po’ d’invidia possa essere positiva se ci stimola a fare meglio il nostro lavoro o a curare di piu’ la nostra persona, ad abbellire la nostra casa ? quindi evviva un po’ di sana invidia ciao fortunata.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Che bella sorpresa Fortunata, la mia amica d’infanzia, benvenuta fra gli amici del blog, mi hai fatto un bellissimo regalo…Condivido ciò che hai scritto, questa è l’invidia buona…. diversa dalla vera INVIDIA…. Ti aspetto a presto!

      • luciabaciocchi ha detto:

        Fortunata sono tornata, perchè il mio amico Antonio ha dato il giusto nome al tuo sentimento: EMULAZIONE, molto diversa dall’invidia, che ne pensi?

  11. semplice ha detto:

    Sono invidiosa, avete detto tutto voi !!! Ahahahahha, scherzo, non conosco l’invidia, è un sentimento che non mi appartiene e non mi è mai appertenuto nemmeno da piccola.
    Se non lo sono, non credo che il merito sia tutto mio…ma molto va ai miei genitori che mi hanno insegnato di sviluppare le mie capacità piuttosto che gufare le altrui.
    Non avevo giocattoli da piccola, (problemi economici) mentre tutti i bambini che abitavano vicino ce ne avevano, non li ho mai invidiati perchè mio padre mi condusse nel mondo della fantasia e della creatività; imparai a costruirmi giochi con quello che la natura mi offriva e…non ci crederete ma il mio cortile era pienissimo di bambini che volevano giocare con me…poi una fetta di pane bagnato con lo zucchero sopra, che ci portava mia mamma, completava l’opera.
    L’invidia uccide le nostre capacità, mortifica la nostra creatività, ci fa star male, ci fa aleare intorno aria negativa…ne vale la pena?

  12. Antonino ha detto:

    L’invidia è un sentimento doloroso che comporta negatività come
    rancore, odio e dal quale non è facile liberarsi.
    Si prova ostilità nei confronti della persona che possiede l’oggetto
    scatenante di detto sentimento, come un meccanismo di difesa
    per recuperare stima in sè stessi.
    Talmente negarivo da essere considerato un vizio,
    e del quale quasi nessuno ammette di esserne stato asoggettato.
    L’invidia infatti prevede solo il male, la sfortuna, la definitiva
    sconfitta di chi si ritiene essere il rivale.
    Ancora molto attuale e spesso confusa con l’emulazione.

  13. luciabaciocchi ha detto:

    Alba hai saputo esprimere un concetto molto importante, spesso si è invidiati anche senza avere grandi fortune e mezzi, tanto per il gusto di nutrire sentimenti cattivi verso il prossimo.

  14. alba ha detto:

    vedi Lucia penso che l’invidia nasce con il nostro dna o sei per natura o non lo sei per niente.
    Nella mia mia sono stata invidiata e non ho mai capito la ragione
    forse dal fondo del barile sono riuscita a venirne fuori.
    A questo punto ti dico meglio invidiata che compatita, perché ho provato anche questo e stavo più male che essere invidiata
    la persona che ti invidia è perfida di animo, ha sempre il grugno,non è mai felice,
    mentre uscire dalla compassione all’invidia è una vittoria.

  15. giuliano ha detto:

    Essere invidioso è a rimpiangere il proprio mancato raggiungimento del successo degli altri. L’invidioso soffre due volte, quando non riesce e quando gli altri riescono. Il loro atteggiamento negativo li rende impopolari e fa aumentare in loro l’invidia.
    “Un cuore sano è la vita della carne: ma l’invidia è la carie delle ossa”. (Proverbi 14:30)
    Antistene, ha scritto 2.400 anni fa, “Come il ferro è corroso dalla ruggine, così gli invidiosi sono consumati dalla loro stessa passione.”

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