Vita da casalinga

Secondo diversi istituti di ricerca, le venti-trentenni di oggi sono tornate ad avere obiettivi da anni Cinquanta: una bella casa, un marito da curare, figli da crescere. Fregandosene della carriera. E’ vero, secondo voi?

Le trentenni italiane, come in una pubblicità degli anni Cinquanta sognano; pavimenti splendenti, vetri brillanti, un frigorifero sempre pieno e soprattutto un marito e bambini sorridenti. Ovviamente non tutte, ma molte, e rispetto alle donne in carica della passata generazione ecco apparire la “ moderna ragazza all’antica”, che preferisce fare la casalinga.Oggi siamo più libere, anche grazie allo studio, conosciamo ben quello che potremmo fare come professionista e quale sarebbe il nostro ruolo di moglie e madre. Ci rendiamo conto che essere l’uno e l’altro è un’illusione, svolgere entrambi i ruoli ci porta a lavorare 13 ore al giorno, fuori e dentro casa, non riuscendo mai a realizzarsi completamente. Ma ci sono anche donne che il lavoro non sono riuscite a trovarlo, e che hanno scoperto che il “mestiere” della casalinga non è affatto da poco: chi gestisce la casa è un imprenditore! Casalinga non è certo solo scambiarsi ricette, ma far quadrare il bilancio familiare e crescere bene i figli. Da questa indagine riemerge un’idea di famiglia molto italiana. Ma quella di lavorare dovrebbe essere una scelta, non una sconfitta.

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19 risposte a Vita da casalinga

  1. Elle ha detto:

    Ho trent’anni, vivo a Milano, ho un lavoro impegnativo. Secondo me la situazione, vedendo la mia vita e quella delle mie colleghe, non è proprio quella descritta dall’articolo: la verità è che noi ragazze vogliamo solamente una sana via di mezzo; quella che la generazione di donne precedente alla nostra ha potuto avere. Ma ora, con i ritmi di lavoro sempre più pressanti e le retribuzioni sempre più basse, le ragazze si trovano a chiedersi: “ma ne vale la pena??Vale la pena di stare fuori casa 12-13 ore al giorno per uno stipendio medio-basso, per poi tornare a casa e avere la pigna di roba da stirare, e dover poi obbligatoriamente scegliere fra figli, se arrivano, e carriera??”Perchè purtroppo è così; i lavoro che le nostre madri hanno avuto l’opportunità di fare (insegnanti; lavori part-time, orari di lavoro meno stressanti anche facendo le professioniste) ora non sono più possibili.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Elle che piacere vedere che dopo alcuni mesi un mio post ancora desta attenzione, potrei essere benissimo la tua mamma (insegnante elementare) e sentirmi in colpa per non aver saputo assicurare alle generazione successive un futuro decente, condivido in pieno la tua analisi e auguro a tutti i giovani un futuro tranquillo e sicuro. Il mio post era soltanto un ‘analisi fatta da un’istituto di ricerca e molto discutibile! Ti aspetto, un saluto

  2. Lorenzo D'Agata ha detto:

    Da padre di una ragazza che ora ha 43 anni devo dire che l’ho sempre spronata nel lavoro, che peraltro le ha dato belle soddisfazioni. Sono contento che continui a dare il massimo nella sua attività lavorativa anche se il recente arrivo, finalmente, di una bimba (avuta in adozione) ogni tanto (e lo vedo) la distoglie. Ma deve tener duro, così non mi stanco di dirle.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Lorenzo mi fa piacere sapere che anche te hai una figlia della stessa età della mia.
      Anch’io l’ho sempre aiutata affinchè potesse svolgere la sua attività d’insegnante in modo sereno, oggi non ha più molto bisogno della mia presenza, mia nipote ha 15 anni e camminano speditamente da sole. Un saluto

  3. Enrica ha detto:

    vero non si puo fare di ogni erba un fascio ma spesso vedo giovani spose pensare piu alla palestra, all’estetista e via dicendo ..tanto c’è ancora mammà che prepara cena ,pranzo e……. baby- setter…

  4. fortunata ha detto:

    www!!! le casalinghe soddisfatte.

  5. zebachetti ha detto:

    ma non credo sia cosi forse molte donne si stanno arrendendo ad uno stato di cose . cioè i troppi impegni che una donna deve affrontare, essre donne nella completezza madre moglie e andare alavoro è veramente impegnattivo.allora le giovani preferiscono rifuggiarsi nella sicurezza della casa, non certo per vocazione e si sa che stare dentro casa oggi poi non è cosi male, sfruttare il tempo libero che cè, in mille modi: pc, televisione, telofono a scapito dei veri valori di moglie e madre ovviamente questo interessa solo una parte di donne. non si può fare di tutt’ erba un fascio anzi.cisono tante donne che si sobbarcano impegni stratosferici e lo fanno con fatica ma lo fanno per amore per esigenze economiche cmq per vivere. un caro saluto nazzareno.

  6. luciabaciocchi ha detto:

    Mimma abbiamo capito benissimo le tue parole di mamma e nonna saggia! Purtroppo le giovani coppie hanno difficoltà ad adeguarsi alle esigenze della famiglia, confidano troppo sull’aiuto delle nonne..Lascia correre, sei bravissima!!1

  7. mimma ha detto:

    Pino caro io do spazio ai giovani credimi anzi forse troppo spazio,a me piace vederli nella serenità e nella gioia della famiglia, x me mia nuora se ne approfitta dicendo che io o + esperienza e credimi sono felice cosi sapendo che il sabato sera vanno a ballare tranquilli xkè il cucciolo lo accudisco io,ma almeno 1 volta tanto potrebbe apparecchiare la tavola? w i giovani. Secondo me nn si assumerà mai l sue responsabilità.

  8. Pino1.sa ha detto:

    Nel dopo guerra la necessità di ricostruire le case e le famiglie, si presentavano alle femminucce i modelli della perfetta padrona di casa e della bucolica vita di famiglia, nelle scuole le si insegnava, l’economia domestica ed anche nei fotoromanzi l’eroina molto spesso era una donna capace di portare avanti brillantemente una famiglia. Successivamente, le lotte per le pari opportunità che dovevano rendere la libertà alle donne, le ha di fatto gravate di un doppio lavoro uno fuori e l’altro ancora più gravoso in casa, altro che libertà. Gli uomini non erano pronti a dare una mano in casa avendo i modelli dei loro padri padroni esentati dai lavori domestici. Certo andrebbe pensato ad un modo di dare un autonomia economica anche alle donne che volessero liberamente scegliere la professione della casalinga, volutamente ho usato il vocabolo “professione” perchè molto spesso l’attività delle casalinghe si avvicina a quella di dirigente di azienda e di impresa. Penso sia un modo per incrementare le nascite e di far crescere figli meno stressati e meno bulli chissà forse pure per avere una società migliore.
    Mimma, sfogati pure con noi ma per carità non interferire nelle cose che devono riguardare solo la vita di coppia, fa quello che riesci a fare e dai spazio ai giovani anche quando ti sembra che non siano capaci di assumersi le loro responsabilità.

  9. mimma ha detto:

    posso dire la mia?
    mia nuora vive con me , quando era in attesa nn faceva nulla e la gravidanza era 1 delle + belle viste in vita mia, ora che è nato il bimbo lo stesso nn fa nulla gli scoccia persino allattare, la sera quando torna mio figlio dal lavoro gli scarica il bimbo, premetto che tto io giorno lo accudisco io, ora ditemi secondo voi chi fa la casalinga, io o lei? datemi 1 risposta grazie…… ps dice che ora nn se la sente di trovarsi 1 lavoro xkè il bimbo gli ruba troppo tempo. grazie.

  10. luciabaciocchi ha detto:

    Semplice sacrosante parole le tue “Senza retribuzione non c’è indipendenza, non c’è libertà”. Il lavoro domestico, che ancora oggi grava quasi interamente sulle spalle delle donne, non è vero lavoro perchè non viene retribuito. Le donne italiane lavorano mediamente 60 ore la settimana “conquistandosi” così il record europeo. Insomma, le donne italiane sono quelle che, in Europa, lavorano di più guadagnando di meno, visto che prevalentemente lavorano in casa, senza retribuzione.

  11. semplice ha detto:

    Io penso che una società civile debba offrire la libertà di scegliere! Scegliere se fare la casalinga/o, l’impiegata/o, se fare l’operaio/a, il medico, la dottoressa, il maestro/a, etc, etc. Possibilità di scelta per entrambi i sessi, senza assegnazione di ruoli prestabiliti e fatti passare per consoni o derivati dalla natura. Il vero problema secondo me è la non retribuzione del lavoro di casalinga. Sebbene lavori di testa e di olio di gomito per infinite ore, ricoprendo infiniti ruoli, che se dovessero essere svolti da colf o altre figure, costerebbero un occhio della testa, alla casalinga non viene riconosciuta dignità! Senza retribuzione non c’è indipendenza, non c’è libertà. Io penso che se il lavoro domestico fosse retribuito molte donne e molti uomini lo sceglierebbero…
    Mi si può contestare che è ripetitivo, alienante….ci sono lavori, tranne pochissimi, che non lo sono?
    Mi si può dire che non è gratificante…ci sono lavori, tranne pochissimi, che non lo sono?
    Mi si può dire che è non favorisce la carriera…tutti i lavori la permettono?

  12. popof1955 ha detto:

    Ho avuto per anni un punto d’osservazione privilegiato, dove ho notato che dall’1% di maternità degli anni ’80 si è passati al 7% degli anni zero.
    Si è vero oggi molte giovani donne scelgono di far vita casalinga, molte di più che tra il 1975 e il 1990 e tante per brevi periodi: dai tre ai cinque-sei anni.
    D’altronde non si può restare a lungo fuori dal mondo del lavoro, pena la dequalificazione professionale.
    Tante noto che scelgono attività libero professionali o anche part time, perchè la vita, il soddisfacimento di bisogni non primari, come una festa, un pranzo con gli amici, le vacanze o anche solo il cinema tutt’insieme, costano.
    Io mi considero una vittima del benessere post boom economico, moglie che lavora e un solo figlio, in nome dell’efficenza e della parità si è finiti per sacrificare la famiglia al lavoro. Nel rivendicare una fantomatica parità, che ha portato innegabili vantaggi ai datori di lavoro, non si è dato modo alla donna di poter crescere professionalmente come un uomo; se così fosse stato io avrei anche fatto il casalingo, ed anche se a parità di condizioni abbiamo scelto di privilegiare la carriera di mia moglie, la realtà rimane una diversa retribuzione per la donna rispetto all’uomo: almeno il 30% in meno.

  13. Antonino ha detto:

    Penso che attualmente per una donna fare la casalinga non sia proprio del tutto una libera scelta, a volte solo un ripiego, o addirittura una scelta forzata. Forse molte ragazze non hanno ancora completamente chiaro cosa voglia dire essere una casalinga, portare avanti una famiglia facendo, cuoca, donna delle pulizie, lavandaia, manager, e anche, cosa non meno importante, muro del pianto dei figli e se capita anche del marito.
    Non si possono demandare tutte le responsabilità della conduzione di una casa alla donna, bensì tutti devono dare il loro contributo, dare una mano, in primo luogo l’uomo, e poi a seguire i figli, in base all’età. La casa non è un hotel per nessuno, siamo tutti sulla stessa barca, barca che si chiama “FAMIGLIA”.

  14. Franky Libe ha detto:

    Credo sia sempre difficile generalizzare….
    sinceramente conosco giovani donne con famiglia che comunque amano fare la mamma,la moglie e dedicarsi alla casa….ma conosco anche altre situazioni come da te descritte…credo ci sia di tutto….
    Buon inizio di settimana cara Lucia.

  15. alba morsilli ha detto:

    per mi esperienza come madre di due giovane signore con prole, ti dico che non è vero che siamo tornate ali anni 50.
    per essere casalinghe bisogna amare la casa e molte di loro vi abitano solo per comodità,
    se poi lavorano apriti cielo, lo fanno pesare anche se in casa hanno tutte le tecnologie in loro aiuto pare una officina specialmente la cucina.,lavatrice forno a microonde, lavastoviglie, forni di ultima generazione dove programmi il momento della cottura e tu esci, poi fanno tutto nel bimbi un robot tedesco dove in io minuti ti fa un sugo al ragù,(per me una schifezza)questo per dirti come in maggioranza sono le giovani, poi si fanno venire spesso i patemi d’animo anche con i figli e noi nonni corriamo.se sono a casa non è per una loro scelta loro stanno bene fuori è solo che non trovano il lavoro e se sono incinte il capo le mette in una condizione quasi di licenziarsi allora che fare se no la casalinga ?

    • luciabaciocchi ha detto:

      Alba come al solito hai riportato qui momenti di vita vera delle famiglie moderne. Hai ragione non è facile fare le casalinghe per vocazione, oggi più che per scelta si resta a casa perchè le giovani spose non riescono a trovare lavoro.

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