La lingua del tempo presente

 

 

“La Danza” di Matisse

Il linguaggio usato dalla politica e riportato dai mezzi di comunicazione ruota attorno ad espressioni, parole, frasi che ricorrono sempre più, diventano di uso comune, a volte udite ma non capite fino in fondo.   La lingua del potere nell’Italia di oggi  fa uso di queste parole:

Scendere in politica: da uno stadio superiore (l’azienda) a uno inferiore (la politica). Contratto con gli elettori (devoti): concetto mediato dalla dimensione imprenditoriale e commerciale e trasportato nella dimensione pubblica e statale della politica . Amore: fra colleghi e persone della stessa fazione: intromissione nella sfera intima e sentimentale. Doni del capo, ai sottomessi. Mantenuti: tutti coloro che non hanno conseguito fortuna (la fortuna del capo). Popolo: un insieme di persone sottostanti tutte uguali, o, perlomeno, moltitudine omologata. E ancora: politicamente corretto, categoria tanto più generica quanto più stringente e imperante nel gergo pubblico.

Definirei tutto ciò una manomissione delle parole e del loro significato, è importante quindi  avvicinarsi a questo linguaggio politico, molto spesso ambiguo,con grande sospetto. Affermazioni che se ben analizzate denotano le inquietanti ambiguità delle parole e del loro uso improprio. Rilevando con stupore e amarezza come la sinistra italiana sia da troppo tempo succube del berlusconismo anche nell’uso delle parole e delle metafore. La resistenza al degrado politico etico culturale comincia dal linguaggio.

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12 risposte a La lingua del tempo presente

  1. Giulio Salvatori ha detto:

    Ho sempre cercato , nel mio scrivere, un linguaggio semplice senza andare alla ricerca di paroloni.Al mio paese si dice : – Parla come mangi – E siccome ho sempre avuto sul tavolo la cucina della nonna , è radicato in me il concetto della genuinità. Ecco ! Credo di aver espresso il mio punto di vista in materia.L’unica cosa che posso aggiungere, a me fanno pena;con quell’aria di superiorità, con quel dire-non dire, offuscano la mente della povera gente .Questo mi fa tremendamente rabbia. L’importante , chi lo desidera. di esprimersi con la nostra bella lingua italiana, così ricca di musicalità.Perchè essere per forza stonati?

    • luciabaciocchi ha detto:

      Giulio sono d’accordo con te, la semplicità del linguaggio sia scritto che parlato è importantissima, spesso infatti ciò che si scrive e si dice viene compreso difficilmente e in maniera distorta. La semplicità non deve essere sinonimo di scarsità di contenuti, ma di chiarezza.Il nostro uso quotidiano della parola è ormai solo pubblicitario, tende a vendere una marca, politica o altro. La bugia viene smentita il giorno dopo, come se niente fosse, senza conseguenze.

  2. zebachetti ha detto:

    il cosi detto politichese termini coniati con causale sapienza proprio per confondere. spesso ascoltando un politico alla fine del suo discorso mi viene da pensare .ma questo cosa ha detto . si concordo in te che la sinistra da troppo tempo s’ accodata al potore mediatico del nano .oggi bersani prova a dire, fare un pò meno, ma ha perso in credibilità un saluto cordilale nazzareno

  3. Pino1.sa ha detto:

    Lucia il linguaggio nell’agone politico è sempre stato importante per portare gli altri sulle proprie posizioni attraverso discorsi affabulanti e convincenti, forse in se non è un male saper esporre con ricchezza di figure, paragoni, parabole il proprio pensiero. Cicerone dell’ eloquenza fece il proprio cavallo di battaglia e se ne servì per la sua ascesa politica. Il guaio è quando la capacità di affascinare con la parola si sposa con contenuti vuoti poveri ed immorali; penso che sta a noi “popolo” tra virgolette, allertarci quando notiamo che l’eloquenza viene usata per scopi amorali, o condotta e coltivata da uomini malvagi per raggiungere scopi personali. Quindi la nostra difesa è sempre quella di avere discernimento ed esprimere il nostro pensiero attraverso un oculato esercizio del voto al momento opportuno.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Pino sempre bravo nel centrare il significato del Post. Sicuramente grandi affabulatori questi nostri politici, che con i moderni mezzi a disposizione riescono ad inacantare il popolo, difficile riuscire a fare una analisi critica dei vari discorsi che giornalmente ascotliamo, soprattutto da parte dei giovani.

  4. luciabaciocchi ha detto:

    <Riporto qui i versi del mio amico: Antonio8

    Qual è il significato delle parole,
    se vengon dette soltanto
    per ascoltarne il suono.

    Parole che non hanno senso,
    solo vuoti contenitori,
    riempiti con volgare compiacenza,
    col niente assoluto,
    solo un gran rumore.

    Parole che non sanno
    cosa sia l'etica,
    viaggiano di bocca in bocca,
    diffondendo il morbo
    della diseducazione.

    Falsi ideali costruiscono,
    facendo passar per sacre,
    tutte le umane tare.

    Cercan di soffocare quanti,
    malgrado tutto, credono,
    che si debba ciò cambiare.

  5. semplice ha detto:

    Lucia, è verissimo il potere stravolge lingua e significato…quando la lingua dovrebbe essere protetta in maniera sacrosanta: è l’anima di un popolo, il suo sistema di riferimento. Questa non è che un ulteriore saccheggio. Sta a noi, non legittimarli semplicemente non usandoli.

  6. thethoughtstree ha detto:

    speriamo di ritornare una collettività di cittadini al più presto.

  7. mimma ha detto:

    angelo nn sapevo dove metterli gli auguri, li metto qui e spero che lo leggi, ciaooooo
    … anni sono già passati da quel giorno in cui il cielo ha donato il suo angelo più aggraziato, una stella che ha portato nei cuori delle persone, che dalla sua luce sono stati toccati, la gioia e l’amore come mai provati. E nel farti gli auguri di un buon compleanno, ti auguro che la felicità di questo giorno duri per tutto l’anno!
    auguri da mimma a cesco

  8. alba morsilli ha detto:

    Per prima cosa ti faccio i miei più vivi complimenti per il tuo blog .
    Sembra un quaderno di bella ,teli ricordi’!
    In quanto al linguaggio politico un tempo si diceva non parlare il politichese
    questo significava parlare e non far capire niente alla gente .
    penso che dopo 150anni dell’Italia nulla è combiato

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