“Se non ora quando?”

“ Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello

Dante Alighieri, Purgatorio canto V

Francesco Hayez, “La meditazione “

 

“Quest’Italia non è un paese per donne. Solamente chi è fuori dalla storia può continuare a pensare che le donne corrispondano all’immaginario di vitelloni che non sono capaci né di fare l’amore, né di confrontarsi, né di lavorare al fianco e alla pari con le donne. Vi aspettiamo il 13 per dire: l’Italia è un Paese per donne” Questo lo spot di Angela Finocchiaro.

Vorrei unirmi anch’io a questa schiera di donne indignate di fronte al comportamento di tanti, e per primo del nostro presidente del consiglio, che considerano le donne come scambio di oggetto sessuale. Chiedere rispetto della dignità della persona è un’esigenza che si muove nel profondo della società italiana.

Mancano due giorni alla Manifestazione e nei giornali si leggono critiche pesanti alle promotrici, sono accusate di moralismo e di imporre una nuova etica moralistica e lontana. E’ la prima manifestazione di popolo guidata da donne che rivendicano la loro dignità. Questa manifestazione riguarda anche gli uomini, in primis i membri delle classi dirigenti che non intervengono, lasciando alle donne il compito di difendere l’ONORE della Nazione.

 

 


 

 

 

 

Riporto la testimonianza di mia figlia Monica da Piazza Castello:

Piove, eppure.
Eppure sono scese in piazza, siamo scese in piazza. Pioveva incessantemente, eppure eravamo tante, oggi a piazza Castello, a Milano. E non eravamo sole: c’erano tanti uomini, ragazzi e bambini, anche piccolissimi. Non c’erano bandiere politiche, non si sono sentiti slogan di partito, solo tanto desiderio di esserci, di guardarsi intorno e pensare: non sono sola. E ognuno ha manifestato le proprie idee e il proprio impegno a suo modo: chi con cartelli provocatori che fanno il verso alla cronaca recente, chi sventolando la propria sciarpa bianca, chi gridando con forza “vergogna”, voce della propria distanza dai noti comportamenti di chi ci governa.
Ho guardato negli occhi questa gente che con grande compostezza, ma anche con la serena determinazione di chi ancora può procedere a testa alta, fiero della propria dignità: non ho visto signore radical chic appena uscite dai salotti in cerca di visibilità. Ho visto, piuttosto, donne, famiglie vere, quelle che conoscono la difficoltà del quotidiano, che gioiscono dei piccoli successi conquistati con volontà e determinazione; amiche legate dagli stessi valori, coppie di ogni età che si sostengono anche con la forza delle idee, madri che sperano più giustizia per i propri figli.
Sul palco hanno espresso sdegno e preoccupazione uomini e donne noti (Franca Rame, Licia Maglietta, Gad Lerner), applauditi dalla folla soprattutto quando hanno pronunciato una parola, che oggi credo abbia accomunato tutte le piazze: indignazione. E’ un vivo sentimento che si prova per ciò che si ritiene riprovevole (IN, non, DIGNUS, degno), è un moto pacifico ma determinato per dire finalmente NO, NOI NON CI STIAMO.

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13 risposte a “Se non ora quando?”

  1. Giulio Salvatori ha detto:

    Monica, da come scrivi mi pare di averti sempre letto.Consentimi questa linea semplice, mi rimane più facile continuare .Sai, noi toscanacci non andiamo tanto per il sottile , si va subito all’osso -Sempre con il dovuto rispetto però – Hai fatto una descrizione fotografica chiara, hai allargato l’obbiettivo frugando negli occhi della gente, ma soprattutto, hai saputo frenare il grido delle donne come una “dolce” protesta .Un sorriso a denti stretti , una pedata laddove fa male agli uomini.A quei maschi che, a chiamarli tali è una bestemmia.Sono sicuro che la frase -SE NON ORA QUANDO -ha lasciato e lascerà un solco profondo .Sta a Voi Donne e agli uomini di buona volontà , che da quel Solco nascano gemme nuove ma soprattutto sane. Grazie

  2. popof1955 ha detto:

    Notizia fresca di giornata: anche i TG degli USA stanno parlando delle manifestazioni di ieri in 280 cortei, ci pensate?

  3. semplice ha detto:

    Monica condivido totalmente: è stato un momento di straordinaria emozione!! Il vento sta cambiando!

  4. popof1955 ha detto:

    Grazie Monica per la testimonianza viva della giornata di ieri.
    Attraverso quella manifestazione trovo che come dici tu la Dignità è scesa in strada a far sentire la sua voce, mentre la TV di Stato ancora una volta, ha dato più voce agli starnazzi salottieri dellle sottosegretarie.
    E di questa pagina di blog che diventa diario di madre e figlia che dire?
    Troppi pensieri da riordinare in poche parole, dico solo che è un bel momento.
    Ciao e ancora buon compleanno.

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    Io ci sarò dolce COMPAGNE DELLA MIA VITA, ho due figlie e naturalmente una moglie e, ho sempre sostenuto il Valore umano della donna . Persona bella fuori e dentro.E’ ora di dire basta a tutti coloro che vedono nella donna solo quel punto. E’ ora di dire basta a quei politici che infangano l’immagine della donna.E’ ora di dire basta a quella TV Pubblica che presenta figure femminili da bordelli… Grazie Donne di esistere , per me , siete le rose in questo maledetto “prato di ortiche “.

  6. lucia.tr ha detto:

    Riporto qui la voce del giornalista della Stampa Massimo Gramellini: “Vado in piaza contro gli autori televisivi che hanno fatto la stessa cosa, ma sostenendo che si trattava di una forma sottile di ironia, mentre di sottile c’era solo la gonna. Contro chiunque considera il corpo delle donne un fatto pubblico, quando invece è un bene privato da esibire soltanto a chi si vuole, e nell’intimità. Contro i giornali e i siti «seri» affollati di culi & sederi. E contro coloro che se ne lamentano, ma intanto cliccano lì.

    In fondo domenica scenderò in piazza un po’ anche contro me stesso.”

    • luciabaciocchi ha detto:

      Bravissimo Giulio che ha manifestato il suo amore per le donne, anche io ci sarò nella Piazza a Terni per difendere, senza alcuna distinzione, il valore della nostra dignità e per dire agli uomini: SE NON ORA QUANDO? È il tempo di dimostrare solidarietà e rispetto verso le donne.

  7. luciabaciocchi ha detto:

    Silvana belle le tue parole, in linea con il mio pensiero. Mi ha fatto piacere leggere il tuo commento, vieni quando vuoi il tuo parere è importante, ci tengo molto, grazie!

  8. Silvana ha detto:

    Si, Adesso è il momento di uscire di casa, invadere le strade, far sentire la nostra disapprovasione! Noi donne normali, indifferenti all’età e alla bellezza come modelli di riferimento imperanti, vogliamo dire BASTA ! Vogliamo essere semplicemente considerate persone che studiano, lavorano, danno il loro contributo alla ricchezza del paese , anche in termini di valori trasmessi ai giovani.Vogliamo dire che questa spudorata classe dirigente non ci rappresenta perchè calpesta la dignità della donna ,considerata mero oggetto di piacere, e di scambio.
    Ci saremo, sicuramente numerosissime, perchè vogliamo dare un segnale molto forte.
    L’inizio di un cambiamento può partire anche dalla nostra coesione, dalla coerenza del nostro agire improntato ai valori in cui crediamo. Qualcosa dovrà cambiare anche attraverso il nostro plateale dissenso. Ci saremo….!!!!

  9. semplice ha detto:

    Io ci sarò!!
    Ci sarò come ci sono sempre stata dagli anni della mia gioventù fino ad ora.
    La dignità, il valore di donna, la pari opportunità, la libertà di scegliere e decidere del nostro corpo, non saranno scoperte che faremo nella manifestazione del 13 febbraio, sono sempre stati fondamenti delle nostre battaglie.. ma adesso si aggiunge un motivo in più: vogliamo dire BASTA alla mercificazione spudorata del corpo femminile.
    Vogliamo dire basta a quel modus vivendi che grazie ai media passa il messaggio che è più importante apparire, avere che essere.
    Messaggio , che rischia di essere passato per una questione personale, giustificato, assolto. Come se chi è potente sia per il suo status sia in quanto uomo (più esatto dire maschio bavosus) può.

  10. giuliano ha detto:

    L’appuntamento del 13 febbraio coinvolgerà tutte le città del Paese. “In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani”. Così si legge nel sito “Se non ora quando”. Un messaggio contro chi impone l’immagine della donna come oggetto da utilizzare per il proprio piacere.

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