Che fine hanno fatto gli uomini?

Suor Rita Giarretta nella sua lettera aperta afferma:

“Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le loro voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c’è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c’è un grande bisogno di liberazione.
E allora grazie a te, Susan, sorella e amica, per aver dato voce alla mia e nostra indignazione, ora posso, come donna consacrata e come cittadina, guardarti negli occhi e insieme al piccolo Francis respirare il profumo della dignità e della libertà”

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9 risposte a Che fine hanno fatto gli uomini?

  1. Antonino ha detto:

    Ci sono anche questi uomini

    Buon San Valentino,
    amore e felicità per tutte le donne,
    ieri, oggi, domani, sempre.
    Buon San Valentino,
    oggi dovrò ricordare
    di essere “buono” con la mia donna,
    sai che figura altrimenti.
    Almeno una volta all’anno……
    Non sarà poi un grosso sacrificio,
    in fondo 24 ore passano in fretta
    e tutto poi tornerà come prima.
    Un pò come per la festa della donna,
    tanto chiasso in quel giorno,
    poi tutto nel dimenticatoio.
    Allora sarà lecito continuare
    a calpestarne la dignità,
    tanto poi potrò lavarmi
    la coscienza con le ricorrenze.

  2. franco muzzioli ha detto:

    Quando ho ascoltato la bella lettura della lettera di suor Rita nella trasmissione di Lerner i miei occhi si sono inumiditi per la commozione e per la rabbia come uomo/maschio . Abbiamo cattivi esempi ,ma uomini che si sanno ancora indignare ce ne sono , forse non saranno “speciali”, ma hanno ancora la capacità di distinguere ciò che è decoroso da ciò che riduce il maschio ad una macchietta patetica .

  3. giuliano ha detto:

    Negli ultimi anni l’identità maschile è stata attaccata e messa in discussione come mai prima d’ora. Nell’uomo di oggi si è creato un senso di profonda insicurezza . Di fronte alle disinibite ed informate donne d’oggi!!!!!!Ecco che molti uomini hanno abbandonato il ruolo di uomini veri, come se fosse un’ingombrante corazza.
    Da un rapporto sulle pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche pubblicato sul sito della Funzione pubblica che cita: “Le donne fanno sempre più carriera nella pubblica amministrazione ma se il 39% ha ormai ottenuto la qualifica di dirigente solo il 23% ha raggiunto la fascia ‘top’ dei manager pubblici”.
    Quindi diventerà sempre più difficile trovare l’uomo vero,avete voluto la bicicletta? Allora……..

  4. semplice ha detto:

    Dove sono gli uomini? Bella domanda!
    I più, io penso, li troviamo ancorati a vecchie certezze, a stereotipi, nell’efficienza da dimostrare, nel valore della virilità, di possesso e dominio, nel produrre un’immagine esteriore. E, il non mettersi in discussione, il non riuscire a scrollarsi di dosso i preconcetti porta indubbiamente ad un arresto dell’evoluzione, ad una stagnazione.
    Per fortuna ci sono le donne che da sempre ricercano nell’interiorità, nel silenzio, quelle forze di trasformazione e cambiamento.
    Riporto una frase di Nietzsche che condivido pienamente:
    “Quello che nella donna c’ispira rispetto e non di rado anche timore è la sua natura che è molto più naturale dell’uomo, la sua mobilità, l’agilità da vera bestia selvaggia, l’unghia della tigre sotto il guanto, la sua ingenuità nell’egoismo, la sua incapacità ad essere educata, la sua intima selvatichezza, l’inafferrabile, lo sconfinato, il divagante delle sue brame e delle sue virtù”.
    Le donne cercano “uomini nuovi”(aperti, liberi, maturi..), i maschi invece rimpiangono ciò che non c’è più, ciò che è già morto.

  5. popof1955 ha detto:

    Suor Rta, la voce dei giusti non si sente se pregano in silenzio. Si dovrebbero sentire i cori, ma in questo frangente mancano o sono stonati.

  6. luciabaciocchi ha detto:

    Pino grazie e sempre gradite le tue parole!. Noi tutti abbiamo bisogno di punti di riferimento, personalmente per non sentirmi diversa in una società dove non mi corrisponde più l’immagine della donna, trovo conforto sentire voci come quella di Rita che fanno pensare” meno male..non sono sola”

  7. Pino1.sa ha detto:

    Se i costumi si stanno deteriorando è perché l’accanimento alla notizia morbosa non finisce la domanda è ancora forte, la curiosità e la voglia di scandalo a tutti i costi avanza ed anzi viene usata anche come forma di lotta politica ed invece di confrontarsi sulle cose concrete e sui problemi della gente si finisce col guardarsi a vicenda dal buco della serratura per rinfacciarsi le cose. Noi possiamo farci sentire uomini o donne nelle piccole cose della vita di ogni giorno e con coraggio, anche andando contro corrente, dobbiamo affermare quei principi e quei valori morali che latitano nella nostra società.

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Concita De Gregorio dalle pagine deel’Unità:
    “Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete.”

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